36° Torino Film Festival: recensione della commedia black metal Heavy Trip

La commedia musicale di genere black metal intitolata Heavy Trip al 36° Torino Film Festival

Direttamente dalla Finlandia, i registi Jukka Vidgren e Juuso Laatio, portano al 36° Torino Film Festival, all’interno della sezione After Hours, Heavy Trip, una spassosa commedia musicale incentrata su una band di genere black metal, desiderosa di raggiungere il successo.

36° Torino Film Festival – Trama di Heavy Trip

Heavy Trip è una sgangherata e piacevole commedia musicale finlandese, in cui quattro stralunati giovani amici fin dall’infanzia, nonché capelloni appassionati di black metal, decidono di dar vita ad una band chiamata Impaled Rektum. Il loro forte desiderio è quello di partecipare ad uno dei più importanti festival metal del Nord Europa, organizzato precisamente in Norvegia.

Prima che ciò accada però, Turo (Johannes Holopainen), il belloccio leader del fantomatico gruppo, considerato dalla polizia della cittadina nella quale vive, drogato, nullafacente, e potenzialmente pericoloso in quanto metallaro dalla folta e lunga chioma, viene deriso e reputato pure gay, proprio per come si presenta esteticamente agli occhi degli altri.

Naturalmente ciò non è vero, visto che il suo cuore batte per una ragazza bionda, proprietaria di un negozio di fiori, che però ha un problema rappresentato dal padre, capo della polizia che non tollera Turo.

Heavy Trip e il demo fortunato degli Impaled Rektum

Tornando al sogno da rockstar dei quattro ragazzi, i nostri beniamini sfornano un demo formidabile, consegnandolo poi a un famoso promoter del festival che a loro interessa. L’uomo lo ascolta, finendo per apprezzarlo davvero molto, ma per l’anno in corso non ha più posto per inserire Turo e compagni.

Dapprima il giovane mente al resto della band e a tutto il paese, facendo credere che gli Impaled Rektum parteciperanno al prestigioso evento, poi ritratta tutto, preso dalla paura di fallire al suo primo importante concerto. Successivamente, grazie alla “tirata di orecchie” fattagli dalla ragazza che ama, cerca di farsi coraggio, e insieme ai suoi amici musicisti parte per la Norvegia, deciso a farsi conoscere a tutti i costi, e ad entrare nel dorato mondo dello show business, e del black metal che conta.

36° Torino Film Festival – Recensione di Heavy Trip

Heavy Trip di Jukka Vidgren e Juuso Laatio, è un film di una spontaneità e semplicità uniche, con panorami mozzafiato, e qui complimenti ai registi e al reparto della fotografia, per le splendide riprese dall’alto sulle verdi vallate, le maestose montagne, e i laghi dalle acque limpide come specchi. Le battute divertenti sono costanti, mai scontate, anche gli stessi componenti degli Impaled Rektum sono delle vere e proprie macchiette, ognuna caratteristica a modo suo.

Heavy Trip è la sintesi di una lenta ma necessaria trasformazione interiore, quella di Turo in particolare, che da anonimo e amatoriale cantante di una musica grezza ma che “spacca”, tira finalmente fuori gli artigli. E infatti, qui è presente un’azzeccata similitudine con i leoni, dal momento che Turo affronta, seppur con spaesata e buffa temerarietà, i suoi peggiori demoni, dando libero sfogo per ben due volte, al suo terrore da palcoscenico, con una viscerale esorcizzazione.

Heavy Trip e il viaggio iniziatico di Turo

Heavy Trip, del 36° Torino Film Festival, non è solo un viaggio fisico verso la destinazione tanto agognata, cioè quella della piena realizzazione di un sogno, ma anche un viaggio di profondo mutamento psicologico, una sorta d’iniziazione. Da una parte, quella esteriore, Turo è ormai un giovane uomo, con un impiego presso un ospedale psichiatrico, mentre dall’altra parte, quella interiore, Turo è ancora un bambino imprigionato nella sua timidezza e nei suoi timori, complessi adolescenziali, e ha bisogno di tempo per rendersene conto, e cambiare così la sua vita.

Turo necessita di una scossa che lo svegli dal suo torpore, facendogli vedere quanto è bravo come cantante e leader di una band, e ciò avviene. Anche se con qualche riluttanza, il nostro simpatico e carismatico metallaro, cede positivamente al suo destino, contento di andargli incontro.

Voto: 7

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