36° Torino Film Festival: recensione dello psycho thriller The Guilty

Il 36° Torino Film Festival presenta il thriller The Guilty

Ottima figura al 36° Torino Film Festival, sul quale è calato da poco il sipario, per il thriller di Gustav Moller intitolato The Guilty, con il bravissimo attore svedese Jakob Cedergren

36° Torino Film Festival – Trama di The Guilty

The Guilty, thriller della sezione Torino 36 del 36° Torino Film Festival, partorito dalla hitchcockiana mente del regista svedese Gustav Moller, racconta la traumatica e tesissima esperienza, vissuta dall’agente di polizia di Copenaghen Asger Holm (Jakob Cedergren). Addetto al call-center del Servizio di Emergenza, in mezzo alle numerose chiamate ricevute, tutte piuttosto di routine, gliene arriva una davvero molto strana, che per alcune ore sarà capace di rendere la sua esistenza un vero incubo.

Si tratta di una donna, Iben, sposata ma con seri problemi coniugali e personali, che dice di essere stata rapita. Da quel preciso momento, l’uomo sceglierà di occuparsi esclusivamente di quella difficile e disperata situazione, cercando di fare tutto il possibile per liberare la giovane, scoprendo con sgomento, solo alla fine del film, la terribile verità che si cela dietro la sparizione della povera malcapitata.

36° Torino Film Festival – Recensione di The Guilty

The Guilty è un film carico di tensione emotiva, già dopo i suoi 20/30 minuti iniziali di girato. La sua essenziale peculiarità è che l’azione si svolge sempre al chiuso, all’interno dell’ufficio dove lavora Asger, diviso tra due ambienti attigui. Il principale, quello dove collaborano in cooperazione più addetti, e quello un po’ più marginale, dove il poliziotto si sposterà per dialogare privatamente con Iben.

É pur vero che tra i contatti telefonici intercorsi tra Asger e la donna rapita, si infilano alcuni scomodi intrusi, ma la scena è comunque continuamente catalizzata sui due protagonisti, i quali prestando e chiedendo aiuto, entrano sempre più in confidenza.

Ultimi aspetti rilevanti di The Guilty

Gli altri aspetti tecnici che meritano di essere menzionati di The Guilty, sono quelli dove noi spettatori vediamo solo i primi, primissimi piani di Asger, ma mai le fattezze di Iben. Nel film perciò, non esiste il campo/controcampo tra i due interlocutori primari, ma solo la voce in lontananza di lei, e le reazioni emotive, i sentimenti di lui, che spesso è impotente dinnanzi al pericolo che corre la donna, senza mai perdere però la speranza di riportarla a casa sana e salva, confortandola come può.

The Guilty prende, eccome se prende, in quanto è letteralmente capace di inchiodarquindi il giudizio critico è positivo, e complimenti al regista, anche per l’inaspettato colpo di scena finale. Al 36° Torino Film Festival, The Guilty è risultato vincitore per il Migliore Attore (Jakob Cedergren) e la Migliore Sceneggiatura.

Voto: 7 1/2

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