6 Days, recensione del film con Jamie Bell e Mark Strong

6 Days

È disponibile da oggi su Netflix l’action-thriller 6 Days, diretto da Toa Fraser e basato su una storia realmente accaduta. Ecco la nostra recensione.

6 Days: anatomia di una negoziazione

Nell’aprile del 1980, un gruppo di terroristi irrompe nell’ambasciata iraniana di South Kensington a Londra, dando il via ad una trattativa protrattasi per 6 giorni. La richiesta del gruppo armato, che minaccia di farsi esplodere insieme agli ostaggi, è il rilascio di 91 arabi detenuti nelle prigioni del sud dell’Iran.

Intanto le forze speciali dell’esercito britannico (SAS) si preparano ad un pericoloso raid…

È con grande rigore che il regista Toa Fraser e lo sceneggiatore Glenn Standring hanno analizzato la cosiddetta operazione Nimrod, narrandola con un robusto film di genere.

Le parti coinvolte sono numerose. Di conseguenza lo sono anche le angolazioni, dalle quali lo spettatore assiste alla situazione critica raccontata.

Si va dall’interno dell’ambasciata, con ostaggi da una parte ed estremisti dall’altra, comandati dal personaggio di Salim.

Poi la polizia metropolitana e i servizi segreti, rappresentati dall’ispettore capo Max Vernon (Mark Strong). Incaricati di trattare con i terroristi, ne monitorano al tempo stesso ogni mossa con tutti i mezzi a disposizione.6 Days

Nello Special Air Service, costretto a fare irruzione nell’edificio dopo l’uccisione dell’addetto stampa dell’ambasciata, abbiamo invece il caporale Rusty Firmin (Jamie Bell).

Infine la politica, chiusa nelle stanze del potere, e la stampa a documentare gli eventi dalla strada. Qui Abbie Cornish interpreta la reporter della BBC, Kate Adie.

In ognuno di questi ambiti non mancano conflitti interni in merito alla strategia migliore da adottare.

Tra tutti gli attori spicca per bravura Mark Strong (il Kingsman Merlino nella serie diretta da Matthew Vaughn). Nonostante il poco spazio destinato all’introspezione, è stato in grado di impersonare con grande umanità il negoziatore dell’operazione. Meritevole di una menzione anche Ben Turner, nel ruolo del capo dei terroristi.

Il film si inserisce in quel filone di ricostruzione storica al quale appartiene Argo di Ben Affleck. Premiato con 3 Oscar, è ambientato proprio negli stessi mesi di 6 Days.

Pur non brillando per originalità, contrariamente ad Argo, questa produzione britannica assolve tuttavia pienamente il compito di intrattenere. E riportare alla memoria fatti che andrebbero altrimenti a perdersi tra i tanti a cui il terrorismo della nostra epoca ci ha abituati.

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