A Quiet Place – Un posto tranquillo: cosa ci è piaciuto del film con Emily Blunt

A Quiet Place Film 2018

Il survival horror con Emily Blunt, A Quiet Place, rappresenta un ottimo titolo del genere horror, capace di unire suspense e adrenalina dall’inizio alla fine. L’attrice statunitense è impegnata al fianco di John Krasinski, regista e co-sceneggiatore del film.

A Quiet Place convince, tra un salto sulla poltrona ed una lacrima di commozione

Arrivato nelle sale il 5 aprile, A Quiet Place ha saputo richiamare l’attenzione di gente di ogni età, seppur non sia ancora riuscito a registrare numeri entusiasmanti al Box Office. Nelle scorse settimane, il trailer ed il materiale promozionale del film ne ha sottolineato tutti gli aspetti vincenti: questo mix, unito alle entusiasmanti recensioni dei critici, non ha fatto altro che incuriosire il pubblico che ha quindi scelto di vedere all’opera Emily Blunt e John Krasinski.

Sin dal primo istante, il film si carica di suspense, spingendo il pubblico a trattenere il respiro e qualsivoglia colpo di tosse, proprio per non rischiare di intaccare quell’atmosfera surreale. Nonostante si sapesse che l’opera raccontasse proprio di come, per sopravvivere, i protagonisti debbano rimanere in assoluto silenzio, non tutti si scoprono preparati durante la visione.

Questa suspense, unita ad una massiccia dose di adrenalina, rappresenta il primo colpo vincente del film. Di A Quiet Place ci è poi piaciuta la scelta di catapultare lo spettatore nel vivo della storia. Non sappiamo cosa è successo prima di quello a cui assistiamo, non sappiamo cosa l’ha provocato, ma sin da subito ci immedesimiamo nei protagonisti, percependone le angosce e le paure.

Proprio i protagonisti, poi, ci sono piaciuti in modo particolare. Al centro di tutto i due genitori, rappresentati al meglio da Emily BluntJohn Krasinski. Coppia nella vita reale, coppia sul set: sarà forse questo ad aver donato maggiore credibilità alla loro interpretazione, satura di disperazione e voglia di preservare ciò che di più caro la vita ti ha donato. I loro figli eseguono poi in maniera giusta ed equilibrata il proprio “compito”, fatto di immaturità ma anche di coraggio.

La sceneggiatura, affidata in buona parte allo stesso Krasinski, il quale ricopre anche il ruolo del regista, non presenta particolari lacune. Tutto procede in maniera scorrevole e lo spettatore si ritrova a seguire la storia con attenzione e voglia di scoprire come si evolverà la situazione. Come nei migliori survival horror, il “leader” del gruppo di sopravvissuti studia un piano per far sì che la propria gente riesca a difendersi nel migliore dei modi dal nemico. Se, ad esempio, in The Walking Dead è sempre stato Rick ad ingegnarsi affinché la sua comunità riuscisse a tener testa ai non morti, in A Quiet Place è Lee Abbott a cercare il punto debole degli alieni che hanno invaso il pianeta.

Parliamo di alieni esteticamente molto simili alla ben più celebre creatura che decenni fa metteva alla prova la forza di Sigourney Weaver nel capolavoro di Ridley Scott. Eppur, in questo caso, gli alieni hanno una particolarità: non hanno occhi ma puntano tutto sul loro udito sovrasviluppato. Tutto ciò che emette rumore, sarà da loro disintegrato. Difficile pensare che il buon Lee non abbia mai pensato a qualcosa che riuscisse a mettere fuori gioco questi mostri ma consideriamo comunque vincente la scelta di affidare il ruolo di “eroina” alla giovane Regan, la figlia non udente dell’uomo.

Insomma, A Quiet Place rappresenta un film assolutamente da vedere. Novanta minuti di visione che voleranno inesorabilmente tra un salto sulla poltrona ed una lacrima di commozione. Un manifesto del coraggio e dell’ingegno, nonché un perfetto equilibrio tra fortuna e sfortuna, tra imprevisti e colpi di scena che metteranno in pericolo tutti, dalla prima all’ultima sequenza.

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