Un Amarcord lungo 98 anni. Tanti auguri Federico Fellini

Federico Fellini

Oggi 20 gennaio avrebbe compiuto 98 anni Federico Fellini, uno dei quei rari registi che ha avuto la fortuna o la sfortuna di diventare un aggettivo: “felliniano”.

Buon compleanno Federico Fellini!

“Mi sono inventato tutto per poi poterlo raccontare”. Poeta visionario, gira film onirici difficili da catalogare. Teorizza la menzogna e non ha nessun culto per la verità. Ciò che conta per lui è il racconto. Lui è il prestigiatore del suo spettacolo.

È sicuramente il regista italiano più citato all’estero e con 8 1/2 firma quello che è forse il suo capolavoro, risultando comunque uno dei film più amati, ammirati, studiati e imitati della storia del cinema.

Vicnitore di quattro premi Oscar al miglior film straniero, nella sua carriera ha ritratto in decine di film una piccola folla di pesonaggi memorabili, proiezioni diegetiche di se stesso.

Le sue opere sono un mosaico di commozione, divertimento, nostalgia, sognatori e voli pindarici di fantasia. Attento osservatore della realtà, la reinventa in ogni film cambiando genere ogni volta, tanto da definire il suo un cinema antirealista, non vicino ad un cinema di documentazione realista, arrivando a definirsi “un artigiano che non ha niente da dire, ma sa come dirlo”.

“Il mestiere di regista è un modo di far concorrenza al Padreterno. Nessun altro mestiere consente di creare un mondo che assomiglia così da vicino a quello che conosci, ma anche agli altri sconosciuti, paralleli, concentrici.”

La Grande Baldracca e Rimini

Dal punto di vista spaziale tutti i film di Federico Fellini si basano sulla sua città natale, Rimini e sulla città in cui si trasferisce e vive, Roma: il suo cinema è fatto di continue oscillazioni tra queste due città. Roma è la città de La dolce vita e 8 1/2, mentre Rimini è la città di Amarcord, I Vitelloni

In ogni film quindi ritroviamo la Rimini della sua infanzia, dell’educazione cattolica ricevuta dai frati, la visione di un provinciale che scopre la grande città e il gusto per il sarcasmo. Uno dei film più belli ambientati a Rimini è Amarcord, che in romagnolo significa “io mi ricordo”.

Fellini definisce Roma la Grande Baldracca fatta di tante Rimini. Ma anche qui non si smentisce: non lo gira a Rimini, ma a Roma in studio, perchè ama la finzione talmente dichiarata da superare la realtà.

La sua poetica che vive di un contrasto a prima vista inconciliabile, tra fantastico e realismo, rende il suo cinema un cinema danzante e non solo perchè ni suoi film ci sono sempre scene di ballo e feste, ma anche e soprattutto perchè è un cinema rapsodico che al tempo stesso apre parentesi, le chiude e procede per associazioni di idee.

Inventore di parole: il dizionario felliniano

Oggi usiamo in continuazione parole che forse molti non sanno, ma derivano da un dizionario felliniano ben preciso, vediamole insieme.

“Vitellone” cioè colui che non vuole diventare grande, ozioso e pigro come i giovani sfaccendati del fim, “Paparazzo”, il fotografo scandalistico protagonista de La dolce vita.

Anche la locuzione “dolce vita” è entrata nella lingua italiana spesso associata a comportamenti licenziosi e corrotti, proprio come il significato suggerrito dall’omonimo film dove Fellini descrive una progressiva degressione morale ed esistenziale dantesca dove incontra sempre peccati e peccatori e dove viene descritta la vita vuota di una élite di personaggi che per sfuggire alla mancanza di scopi e valori insegue una serie di forti emozioni.

Forse non tutti sanno che proprio da questo film nasce anche il termine “dolcevita”, perchè molti dei personaggi indossavano il caratteristico maglione a collo alto che può essere rovesciato.

Riapre a Rimini il Cinema Fulgor

Proprio in occasione del compleanno del grande Maestro torna a splendere, dopi dieci anni di importanti restauri, il Cinema Fulgor a Rimini, la sala cinematografica tanto amata da Fellini che compare anche in Amarcord.

Il cuore pulsante del cinema sarà la sala allestita in stile anni Trenta con la nuova sistemazione degli interni realizzata dal premio Oscar, Dante Ferretti.

Alla Rimini “felliniana” e al tema delle origini sarà dedicato l’intero secondo piano, mentre all’ultimo piano sarà evocata l’intensa attività onirica di Fellini dove saranno proiettati i film in una sequenza magica di schermi.

Ci saranno inoltre i film di registi che lo hanno influenzato, personaggi ai quali involontariamente o per scelta ha attinto per la definizione del suo universo visionario, poi quelli dei contemporanei che amava, come Michelangelo Antonioni e Akira Kurosawa e infine quelli dei tanti che da lui sono stati stimolati, come Stanley Kubrick e Martin Scorsese. Con molti classici restaurati disponibili grazie alla collaborazione con il Cinema Ritrovato di Bologna.

Ma il Fulgor non sarà solo un cinema, diventerà un vero e proprio polo culturale aperto ai diversi linguaggi espressivi.

Federico Fellini

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