American Crime Story: Versace, recensione dell’episodio 2×01 in onda su Fox Crime

American Crime Story: Versace 2018

In queste ore ha avuto inizio la seconda stagione di American Crime Story, quella cioè incentrata sull’assassinio dello stilista Gianni Versace. Ecco la nostra recensione del primo episodio.

American Crime Story: Versace, promossa la nuova “creatura” di Ryan Murphy

Il 2018 è iniziato nel migliore dei modi per Ryan Murphy. Il regista e sceneggiatore statunitense, noto per successi come Glee o American Horror Story, ha infatti inaugurato il nuovo anno con ben due opere inedite. Nei giorni scorsi ha esordito 9-1-1, medical drama che ha convinto a tal punto da aver già ottenuto il rinnovo per una seconda stagione. In queste ore, invece, ad arrivare sul piccolo schermo è stata una delle serie tv più attese degli ultimi mesi.

Ci riferiamo ad American Crime Story: Versace, opera che come intuibile dal titolo si sviluppa intorno all’omicidio del celebre stilista italiano. Rappresenta il secondo capitolo della saga iniziata nel 2016 con Il caso O.J. Simpson, pluripremiato e acclamato da pubblico e critica. Non era facile, dunque, trovare una storia che riuscisse a calamitare l’attenzione della gente come fatto in precedenza. Eppure, nonostante al momento sia stato trasmesso soltanto il primo episodio, ci sentiamo in grado di dire che l’impresa risulta ampiamente riuscita.

Dramma e glamour: i fantastici anni ’90 sulle spiagge di Miami Beach

Sin dalle prime sequenze si percepisce il peso di quanto accadde il 15 luglio 1997. Una splendida versione strumentale di Adagio ci catapulta nella Miami Beach di venti anni fa. Un’estate maledetta per gli amanti del glamour: nel giro di un mese e mezzo persero infatti la vita Gianni Versace e Lady Diana. Due icone venute a mancare in maniera tragica, ingiusta, in contesti dove a fare pessima figura sono sempre i paparazzi, i giornalisti di bassa lega e l’essere umano in generale.

Siamo negli anni d’oro della moda, Vogue rappresenta il magazine più prestigioso del panorama internazionale e migliaia di ragazzi guardano a Gianni Versace come fosse un vero e proprio Dio. American Crime Story riesce sin da subito ad innescare una reazione emotiva nello spettatore: sai come andrà a finire, eppure speri quasi che lo stilista si salvi, che quel proiettile rimanga bloccato all’interno di quella maledetta pistola. Purtroppo tutto va come deve andare e avviene in un lasso di tempo piuttosto ridotto: giusto alcune sequenze per farci percepire l’umanità ed il fascino di Gianni Versace, interpretato da Edgar Ramirez, il suo genio ed il suo amore per la vita.

American Crime Story: Versace 2018

Contrapposto a lui troviamo invece Andrew Cunanan, interpretato al meglio da Darren Criss. Se Versace equivale ad un Dio, Cunanan viene rappresentato come l’emblema della disperazione. Tutti gli uomini che in passato hanno assassinato (o hanno tentato di farlo) personaggi storici e star internazionali, lo hanno fatto sempre per un obiettivo: essere al centro dell’attenzione. Nei loro occhi si legge la bramosia di essere “tutto”, di diventare qualcuno, ma anche la drammatica consapevolezza di non poter essere nessuno.

La loro è una vita vuota, priva di ideali o ambizioni e l’unico modo per lasciare un segno del proprio passaggio in questo mondo diventa uccidere qualcuno conosciuto in ogni angolo del globo, continuando a “vivere” attraverso la loro luce. Non a caso, il ragazzo sorride ogni qual volta gli si presenti davanti il risultato delle sue azioni, compiaciuto di essere quantomeno arrivato ad ottenere una pagina di Wikipedia tutta per sé.

Bene Ricky Martin, eccelsa Penelope Cruz

American Crime Story: Versace 2018

La curiosità dello spettatore riguarda, neanche a dirlo, la recitazione di Ricky Martin e la capacità di Penelope Cruz di riuscire ad interpretare un personaggio non semplice come quello di Donatella Versace. Ebbene, l’attrice spagnola non solo convince ma sorprende tutti: la sua voce calda, unita ad un inglese a tratti “maccheronico”, fedele quindi all’originale, dà vita ad un personaggio su cui si reggerà gran parte della qualità dei prossimi episodi.

I colori di alcune scene sembrano presi proprio dalle creazioni inconfondibili dello stilista. I movimenti di camera e le cosiddette “carrellate” disegnano linee nell’aria, pronte ad incrociarsi per farci conoscere ogni dettaglio del luogo e dei personaggi che in esso si muovono.

Il violino apre e chiude la prima puntata di American Crime Story: Versace. La serie si presenta, nel bene e nel male, come un fedele omaggio agli anni ’90, ben più credibile di quello trasmesso nella televisione italiana nei giorni scorsi. Il luccichio delle passerelle lascia spazio agli schizzi del sangue versato da Gianni Versace, un mito che, neanche a dirlo, continuerà a vivere per sempre e che impareremo a conoscere nelle prossime settimane.

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Patrizia Monaco

Amante della bella musica, della buona politica e dell'impegno sociale, continua giorno dopo giorno a coltivare la propria passione per il cinema, muovendosi tra i più svariati ambiti della comunicazione. Affronta le indecisioni della vita chiedendosi "Cosa farebbe Ellen Ripley?", sicura così di non sbagliare mai.

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