Animali Fantastici 2 delude lo spettatore “normale” ed esalta il fan di Harry Potter

animali fantastici 2 2018

Animali Fantastici 2 non ha la brillantezza del primo, questo è certo. Racconta una storia di ricerca dell’identità, ma soffre di una crisi di personalità cinematografica.

Animali Fantastici 2 non riguarda quasi più il “dove trovarli e la zoologia magica” e punta tutto sul fattore prequel

Il secondo capitolo di Animali Fantastici prosegue le vicende di Newt Scamander (Eddie Redmayne) e compagni. Rispetto al primo capitolo del magizoologo si intreccia con più forza con quelle successive dei libri di Harry Potter e prende la forma del prequel classico. Per questo Animali Fantastici 2 perde molta delle sua freschezza, dell’essere un prodotto diverso, inserito in un universo con milioni di “seguaci” ma in grado di offrire una visione piacevole anche nuova a chi non va al cinema inseguendo il fan service.

All’inizio del film con piglio didascalico e corretto il regista David Yates e la sceneggiatrice e produttrice J.K. Rowling, ci presentano tutti i personggi mesi dopo la conclusione del primo Animali Fantastici. La disposizione delle pedine sulla scacchiera parte con quella del cattivo Grindelwald (interpretato da Johnny Deep ) che evade in modo rocambolesco con in mente già un piano ben preciso e l’idea di scardinare le regole che dominano il rapporto tra maghi e umani con i primi che non possono che dominare i secondi. La minaccia spinge il riluttante Scamander, agente “segreto” di un giovane Albus Silente (Jude Law) ad allontanarsi dalle sue ricerche di animali fantastici. Prepara dunque la sua valigia infinita riempiendola di esserini utili alla missione e in compagnia della spalla comica umana Jacob ( Dan Fogler ) diviso dalla maga Queenie (Alison Sudol) con cui ha una relazione complicata, parte alla volta di Parigi dove si trova Gridelwald.

Il problema cinematografico di Animali Fantastici 2 è il ritmo che viene spezzato più volte per sottostare ad un copione pieno di trame e sottotrame, sviluppi e flashback che mettono più di un bastone nelle ruote del racconto. Questo inciampa più volte e ci mette parecchio a decollare e quando lo fa il volo è a singhiozzo. I misteri non mancano e i toni sono molto più dark rispetto al primo film. Le relazioni sono il punto forte per come è stata strutturata la storia, ma quello debole per lo spettatore che magari chiede altro oltre agli alberi genealogici dei personaggi. Il giudizio critico emerge da una media tra quello basso del prodotto filmico eccellente in costumi ed effetti, ma povero e senza nerbo dinamico, e quello alto che sicuramente i fan daranno al film esaltandosi magari per la prima apparizione di Nagini (Claudia Kim).

Dal punto di vista attoriale Scamader/Redmayne fa il suo, mentre dall’altra parte Grindelwald/Johnny Deep, appesantito da dialoghi macchinosi, risulta molto presente (fin dal sottotitolo: i crimini di Grindelwald) e allo stesso tempo assente come impatto. Il (non) senso del film sta anche nell’essere alla fin fine un capitolo interlocutorio, un passaggio obbligato e un po’ svogliato nell’utilizzare il magico impianto visivo, verso la terza e decisiva parte. Il finale è molto blando e riassume in sé un po’ la logica di una pellicola che ha tutto per essere interessante, nel suo genere urban fantasy blockbuster, ma manca di quella vitalità del primo Animali Fantastici, dove magari si badava meno a tenere le fila della cronologia Potteriana dei personaggi e più a raccontarci una storia dentro quel mondo senza per forza esserne troppo schiava.

Una nota di demerito va a Ezra Miller che torna nei panni di Credence, l’ Obscurial che gioca sul tema, che dire logoro sarebbe fare un complimento al tipo di storia, della ricerca dell’identità, della scelta tra buio e luce. Miller ci mette del suo a rendere il personaggio, considerando anche il suo travaglio e l’importanza nella narrazione, abbastanza insopportabile ed è la nota stonata attoriale del film. All’opposto come interpretazione c’è Jude Law che ci consegna un ottimo maturo Silente, professore di Hogwars stile attimo ( magico ) fuggente e che bilancia al meglio la parte del suo background con il suo ruolo di oppositore di Grindelwald.

Meritano in conclusione una citazione gli animali fantastici che regalano ottimi momenti e qualche respiro nel lungo dramma esistenziale del film. Tra questi spicca il drago cinese Zouwu preso di peso dall’iconografia orientale e che non può resistere, lui invincibile, ad un piccolo sonaglio. Il film è quindi un must per chi ha chiamato il suo gatto o cane con il nome di personaggi di Harry Potter, è invece trascurabile per chi cerca nel cinema di genere, ritmo invenzioni e una storia senza troppi tempi morti.

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