Ant-Man and the Wasp, recensione: ironia e sentimenti per la super coppia Rudd-Lilly

Ant-Man and the Wasp 2018

Ant-Man and the Wasp riporta al cinema il supereroe interpretato da Paul Rudd, questa volta affiancato da una super donna interpretata da Evangeline Lilly.

Ant-Man and the Wasp punta sulla coppia Rudd-Lilly che piace e convince sotto ogni aspetto

Se in queste calde serate d’estate vi dovesse capitare di sentire un fastidioso ronzio a pochi centimetri dalla vostra testa, evitate di prendervi a schiaffi poiché rischiereste di togliere dalla circolazione una delle maggiori risorse su cui l’umanità possa riporre le proprie speranze di salvezza. La zanzara che vi ha visti crescere è ormai andata in pensione e potrebbe aver lasciato il proprio posto ad un supereroe in miniatura, ovvero quell’Ant-Man che si appresta a fare il proprio ritorno nelle sale cinematografiche.

L’eroe più “piccolo” del Marvel Cinematic Universe rappresenta in realtà una scheggia impazzita di grandi dimensioni se pensiamo alla sua capacità, seppur sostenuto da una storicità inferiore rispetto a molti suoi colleghi, di richiamare in sala e conquistare gente di ogni età. In fondo, non bisogna essere per forza veri e propri fanatici del genere “superhero” per apprezzare l’ironia della sceneggiatura intorno a cui si sono sviluppati finora i capitoli della saga dedicata al cosiddetto “uomo formica”.

Proprio colui che è stato scelto per ricoprire il ruolo del protagonista, Paul Rudd, ha fatto storcere il naso ai tanti appassionati del MCU: a parer loro, l’attore non è “cool” tanto quanto i suoi colleghi, considerati più “credibili” nei panni di invincibili supereroi chiamati a salvare il mondo. Ant-Man, dal canto suo, non è stato mai chiamato ad imprese straordinarie, non ha viaggiato da un pianeta all’altro o evitato catastrofi letali per l’umanità. I due film arrivati finora sul grande schermo, hanno sempre riguardato “missioni” meno apocalittiche, fondate su un bagaglio di ironia tale da rendere tutto più leggero e divertente. Una sorta di versione “politicamente corretta” di Deadpool, con quel Paul Rudd che sin dalla miriade di commedie che lo hanno reso celebre negli scorsi due decenni, può contare su una faccia da eterno bravo ragazzo. Sia lui che la sua collega, Evangeline Lilly, star del serial Lost, hanno preso al volo il treno targato Disney/Marvel, quello che cioè assicura ai propri componenti di poter godere di tanto lavoro e adorazione da parte di fan sparsi in ogni angolo del globo.

Se ci concentriamo proprio sulle sceneggiature alla base dei due film, vediamo come l’opera del 2015 abbia saputo convincerci di più, puntando tutto sull’imprevedibilità di un personaggio e sulla sua relativa sfera privata, pressoché sconosciuta alla maggior parte della gente. In ambito artistico si dice spesso che la seconda opera sia la più difficile da portare in scena, ed effettivamente Ant-Man and the Wasp perde leggermente di smalto rispetto al suo predecessore. In ogni caso, il film lascia ampio spazio ai sentimenti, riuscendo comunque a non risultare mai troppo smielato o “diabetico”.

Ant-Man and the Wasp 2018

 

A far da padrone è il rapporto padre-figlia che lega diverse coppie all’interno del film: assistiamo infatti a quello più “ammaccato” ma comunque maturo tra Hope (Evangeline Lilly) e Hank (Michael Douglas), quello più giovane e sognatore tra Scott e la sua bambina, ed infine quello tra Ava e Bill Foster, con quest’ultimo che è divenuto per la ragazza l’unico punto di riferimento nel mondo che le ha distrutto la vita.

Punto di forza del film (e di svolta, in generale, per il MCU) è sicuramente Evangeline Lilly, non definibile come una semplice “spalla” di Ant-Man ma come una vero e propria “gamba” che sorregge in tutto e per tutto il “peso” del co-protagonista maschile. Tra i due la complicità è perfetta: si completano e, non a caso, per la prima volta, il titolo di un’opera Marvel-Disney lascia spazio al nome della co-protagonista femminile del film.

Per quanto riguarda i ritmi, Ant-Man and the Wasp lavora come un diesel, ingranando la marcia quasi a metà del film, quando cioè si susseguono diversi eventi rocamboleschi e veloci. Se fosse accompagnato da una colonna sonora ai livelli dei Guardiani della Galassia, il film guadagnerebbe un’infinità di punti e andrebbe a colmare qualche lacuna sparsa qua e là.

Il regno quantico diventa assoluto protagonista e molti spettatori si ritroveranno, un po’ come fa Paul Rudd in numerose scene, a fare capriole con la mente nel tentativo di comprendere almeno un terzo dei termini chimici usati dalla combriccola di Hope e suo padre.

Quello interpretato da Evangeline Lilly non è però l’unico personaggio femminile di Ant-Man and the Wasp. In questo caso subentra infatti Ava: la sua storia, prestata ad un’attrice (Hannah John-Kamen) perfettamente in grado di trasmetterne la disperazione ed il rancore maturato negli anni, la rendono una vera e propria protagonista, da rivedere sicuramente in futuro in uno dei prossimi film legati al MCU.

Ant-Man and the Wasp film 2018

Nota di merito, inevitabile, va alla coppia composta dai “senatori” del film: Michael Douglas e Michelle Pfeiffer, protagonisti di una storia d’amore d’altri tempi e portatori sani di un sentimento che culmina proprio in questo secondo capitolo di Ant-Man.

Punto vincente è, ancora una volta, la possibilità di mettere lo spettatore di fronte ad esilaranti imprevisti, ovvero ad innocui oggetti che, ingrandendosi, diventano vere e proprie armi letali, e lo spettatore viene catapultato in scenari improbabili, quasi fosse nel cuore dell’universo delle Micro Machines.

Ant-Man and the Wasp film 2018

Che dire poi del gruppo di ex malfattori amici di Paul Rudd, ovvero la banda capitanata da Luis (Michael Pena)? Sono loro gli artefici di alcuni tra i momenti più divertenti del film, a cui si aggiunge senza dubbio quello che vede Scott Lang “impossessato” dalla moglie di Hank, sperduta nel regno quantico.

Neanche a dirlo, la scena post-credit diventa più imperdibile che mai, seppur sia stata anticipata da talmente tante ipotesi e previsioni da risultare quasi scontata: un inevitabile rimando a quello che sarà il futuro degli Avengers e dell’umanità intera dopo i fatti narrati in Infinity War. Insomma, un ennesimo tassello vincente nel grande puzzle targato Marvel, seppur sembri che in questo caso si sia scelto di rimanere leggermente sottotono per lasciare tutta l’attenzione e la curiosità rivolta verso il prossimo film incentrato su tutta la combriccola guidata da Capitan America e colleghi. Ant-Man and the Wasp punta soprattutto a far ridere e ci riesce alla grande, allo stesso modo in cui riesce a far risultare più simpatiche e “umane” anche un branco di formiche, proprio quegli insetti che fino a ieri avresti sterminato con disgusto e spietatezza.

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