Ascensione: trama e recensione del film Netflix di Ludovic Bernard

Ascensione

Impostata come una graziosa favola moderna, Ascensione dà solidità al raggiungimento dei propri sogni. A seguire, la recensione del film Netflix.

Ascensione, la recensione: ottimismo e ispirazione

Possedere una visione ottimistica del proprio destino è la chiave per il raggiungimento di qualunque successo. Ogni parola pronunciata, ed ogni ogni singolo gesto compiuto, danno il via ad una serie di effetti destinati a durare a lungo, ne bene e nel male; ma se tale propensione è sospinta da un approccio costruttivo, allora non c’è timore del domani che tenga, anche quando lo scenario sembra più cupo del previsto. Poiché le reazioni e l’ispirazione che, di volta in volta, si rinnova forniscono la giusta dose di energia per perseguire un futuro all’altezza delle proprie aspettative.

La trama del film Netflix di Ludovic Bernard

Ascensione propone una trama ispirata alla vera storia del giornalista Nadir Dendoune, il primo franco-algerino ad aver raggiunto la cima dell’Everest; ma lo spunto in questione è stato liberamente “stravolto” dal regista Ludovic Bernard per rendere il film Netflix una sorta di favola moderna. Così, dopo diversi tentativi andati a vuoto, il giovane disoccupato Samy Diakhaté (Ahmed Sylla) tenta il tutto per tutto per conquistare il cuore di Nadia (Alice Belaïdi), della quale è innamorato fin dai tempi della scuola. Una richiesta estrema, che però denota la voglia del protagonista di non arrendersi mai.

Il ragazzo le chiede quindi di dargli una chance nel caso in cui riesca a scalare l’Everest, l’impervia vetta montana capace di scoraggiare – da decenni – anche gli scalatori maggiormente ferrati. Nadia, visibilmente incredula, accetta suo malgrado la proposta, seppur convinta che tale iniziativa sia destinata a fallire. Tuttavia, la ragazza non ha fatto i conti con la tenacia di Samy, il quale trova uno sponsor, una copertura radiofonica pressoché integrale ed alcuni compagni di viaggio pronti ad aiutarlo fino alla fine.

It’s the power of love

Ascensione è una pellicola gradevole; dotato di una notevole quantità di buonismo, il film riesce a non esasperare quei toni retorici e/o ridondanti capaci di banalizzare l’intera vicenda. La coproduzione tra Germania, Francia, Inghilterra e Nepal voluta dalla stessa Netflix si evolve, scena dopo scena, diventando un apprezzabile racconto di formazione. E gran parte di questa profondità, va attribuita ai personaggi di contorno (come lo Sherpa o il taciturno Jeff); un corollario che sostiene il proposito di Samy poiché sincero, invidiabile e, per certi versi, assolutamente unico.

L’esaltazione fotografica della catena montuosa dell’Himalaya innalza la qualità oggettiva del titolo smorzandone il fare didascalico e fin troppo lineare. Una linearità necessaria, visto il genere e il relativo mood; però, in alcune sequenze (come quelle ambientate a Parigi), si avverte una marcata rigidità dell’impostazione dialogica e recitativa. Si passa, così, da scambi a dir poco insipidi a una frenesia sconclusionata, se non addirittura pretestuosa. Fortunatamente, ciò non si inficia sull’efficacia di Ascensione, la cui semplicità scalda il cuore e valorizza la magia di un sentimento inestinguibile.

Trailer e disponibilità su Netflix

Va ricordato che Ascensione è già disponibile all’interno del catalogo Netflix. Di seguito, un trailer in lingua originale per apprezzare la piacevole leggerezza del film.

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Giorgio Longobardi

Multitasking addicted e formatore professionale. Divoratore di film, serie TV, anime e fumetti. Utopista, cultore del libero pensiero e grande appassionato di sport: tra i suoi sogni, quello di realizzare un gol in Premier League.

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