Ash vs Evil Dead, recensione episodio 3×01: male in arnese

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Prende il via la terza stagione di Ash vs Evil Dead, la scoppiettante serie televisiva interpretata dall’istrionico Bruce Campbell.

Il male e le sue forme

Entrare in contatto con un’entità malefica – materiale o immateriale che sia  – può accadere in qualunque momento, soprattutto quando la realtà assorbe condizionamenti e particolarismi di vario genere alimentati da un profondo senso individualistico. Tuttavia, per quanto malaugurato e talvolta ingiusto, un simile scenario possiede i crismi di una piacevole ipotesi di cambiamento; a patto, però, che il soggetto coinvolto sia altamente consapevole del proprio sentire. Una forza inestinguibile in grado di condurre verso i lidi desiderati tenendo fede a uno specifico background. Poi, che sia eccessivo o dissacrante, poco importa.

Ash vs Evil Dead, recensione episodio 3×01: figlia mia!

L’episodio 3×01 di Ash vs Evil Dead apre il sipario su una Elk Grove apparentemente rigenerata, pronta a ripartire con il suo solito piglio sanguigno dopo quanto accaduto nella passata stagione. Ash è tornato ad una delle sue vecchie passioni, ossia la gestione di un negozio di ferramenta personalizzato, per l’occasione, con l’inconfondibile badass touch che lo contraddistingue da sempre. La goliardica calma della cittadina statunitense viene, però, bruscamente interrotta da due eventi: il ritorno, in “pompa magna” del Necronomicon e il ricongiungimento tra Ash e Candy, una vecchia fiamma del protagonista principale.

Il connubio situazionale in questione scopre un filone narrativo che nessun fan di Ashy Slashy si sarebbe mai aspettato; il burbero “eroe” ha una figlia, Brandy, la quale è costretta a fare i conti con una spregevole alterazione del suo contesto scolastico scatenata dalla solita progenie demoniaca desiderosa di annichilire la punta di diamante dello show. Un’inquietante gatta da pelare che costringerà persino Pablo e Kelly a prendere dei provvedimenti piuttosto radicali, forti di uno stile (di vita?) destinato, a quanto pare, a non morire mai.

Splatter e demenzialità al servizio del pubblico

La terza stagione di Ash vs Evil Dead – disponibile, su Infinity, in contemporanea con gli Stati Uniti – solletica gli appetiti del pubblico proponendo gli elementi caratteristici della serie TV prodotta (tra gli altri) da Sam Raimi. Su tutti, il sapiente bilanciamento tra black humour, demenzialità e sequenze sanguinolente, dove la creatività degli autori va verso una sorprendente sofisticazione scenica. E nonostante alcuni punti piuttosto abbozzati, questa puntata inaugurale si mantiene su ritmi di alta godibilità impreziositi dai notori dialoghi al vetriolo del salace Ash. Un Ash più in forma che mai grazie alla versatile performance di Bruce Campbell, in perenne rinascita attoriale mediante un ruolo semplicemente intramontabile.

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