Assassinio sull’Orient Express, recensione e cast del film diretto da Kenneth Branagh

Assassinio sull'Orient Express Film Remake 2017

La regia di Kenneth Branagh riporta al cinema, dal 30 novembre 2017, Assassinio sull’Orient Express, il capolavoro basato sul romanzo di Agatha Christie.

Assassinio sull’Orient Express: il remake è servito

Capita a molti, così come alla sottoscritta, di provare una sorta di sana gelosia nei confronti dei propri film preferiti. Mi riferisco ad opere mai conosciute dalle nuove generazioni o da chi preferisce non guardare quei film approdati nelle sale prima del 1980. Di questi titoli si ha quasi voglia di discuterne con pochi, ovvero con coloro che possano averne percepito fino in fondo la bellezza e, per molti versi, la genialità.

In un periodo nel quale il cinema, soprattutto oltreoceano, scarseggia di idee originali, produttori e registi decidono di puntare su remake di grandi film del passato. Questo è il caso di Assassinio sull’Orient Express, film nelle sale da giovedì 30 novembre. Il capolavoro del 1974, diretto da Sidney Lumet, ha lasciato il segno nel cuore di chi apprezza in particolar modo il genere “giallo”. E non poteva essere altrimenti, se pensiamo che l’opera prende forma basandosi sull’omonimo romanzo di Agatha Christie.

Nella seconda metà degli anni ’70, ben tre registi scelsero di attingere al prezioso repertorio letterario della regina del mistero. E dopo il fortunato Assassinio sull’Orient Express, ecco che nelle sale arrivarono anche Assassinio sul Nilo e Assassinio allo Specchio. Tornando al presente, il regista Kenneth Branagh ha già annunciato che dirigerà anche il film ambientato lungo il fiume egiziano. L’attore e regista britannico non smette di stupire e, dopo una fortunata carriera d’impronta prettamente teatrale, torna a dividersi sia nel ruolo interpretativo che in quello di regia.

Kenneth Branagh riporta sul grande schermo il personaggio di Hercule Poirot

Il “nuovo” Assassinio sull’Orient Express rende senza dubbio giustizia all’opera del secolo scorso. Cambia l’ordine dei fatti narrati e se in passato conoscevamo sin da subito la tragedia della famiglia Armstrong, questa volta la storia emerge soltanto a metà film. Il remake di un giallo rappresenta di certo un rischio, e questo perché viene meno l’effetto sorpresa per chi ha già avuto modo di vedere il film originale.

Questo aspetto viene però compensato dalla presenza di musiche accattivanti, una fotografia mozzafiato ed una story-line sviluppata attraverso un ritmo incalzante. Il regista rende ancor più affascinante il personaggio di Hercule Poirot, da lui stesso interpretato. Con le sue manie di perfezione e la voglia di far giustizia agli innocenti, lo porta a dominare la scena per tutta la durata del film.

L’equilibrio che egli stesso ricerca in ogni contesto della sua esistenza, viene a mancare su quell’Orient Express da cui prende il titolo l’intera opera. Il mezzo di trasporto taglia le innevate cime del centro Europa, toccando anche il nord Italia. Il bianco puro del paesaggio circostante viene però macchiato dal sangue di un misterioso assassinio.

La storia si conosce, ma il suo fascino non tramonta mai

Si dice che un giallo sia ben fatto quando il lettore (in questo caso lo spettatore) non comprende fino alla fine l’identità dell’assassino. Lo sconfinato talento descrittivo di Agatha Christie spiana la strada alla sceneggiatura di un film che, nella sua versione originale così come nel remake, non può che entusiasmare il pubblico. Il dramma che serpenteggia tra le anime dei protagonisti, ti abbraccia, portandoti a camminare sulla sottile linea che divide il bene dal male.

Proprio Poirot, celebre nel mondo per essere un professionista serio e risoluto, si ritrova ad affrontare un caso mai capitatogli nella vita. Lui, che sembra avere sempre la risposta giusta a portata di baffo, non sa più cosa sia giusto e cosa no, e quindi a cosa corrisponda l’idea di giustizia.

Assassinio sull’Orient Express rimane un capolavoro senza tempo. Ogni personaggio è curato nei minimi particolari e, nel corso del film, lo spettatore si ritrova a scoprirne la più intima emotività. Per rendere giustizia all’opera, in barba ai soliti e scontati remake d’oggigiorno, è stato riunito un cast a dir poco delizioso. I classici personaggi del 1974, tra cui ricordiamo vere e proprie leggende come Sean Connery e Vanessa Redgrave, vengono riportati sul grande schermo da grandi stelle di Hollywood.

Risulta doveroso sottolineare, tra le altre, le interpretazioni di Michelle Pfeiffer, Judi Dench, Willem Dafoe, Penelope Cruz e dello stesso Kenneth Branagh. A loro si aggiungono Johnny Depp, Josh Gad, Derek Jacobi, Leslie Odom Jr., Daisy Ridley, Lucy Boynton e Sergei Polunin.

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Patrizia Monaco

Amante della bella musica, della buona politica e dell'impegno sociale, continua giorno dopo giorno a coltivare la propria passione per il cinema, muovendosi tra i più svariati ambiti della comunicazione. Affronta le indecisioni della vita chiedendosi "Cosa farebbe Ellen Ripley?", sicura così di non sbagliare mai.

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