Atypical 2, recensione: tornano le vicende di Sam e la famiglia Gardner

Atypical 2

Netflix dopo due anni rilascia la seconda stagione di Atypical con due puntate in più ed un finale che preannuncia una terza stagione

In Atypical 2 Sam diventa adulto ma le sue passioni e le sue abitudini rimangono immutabili

Che fine avevano fatto i Gardner? Sam e la sua famiglia tornano sullo schermo esattamente dove li avevamo lasciati, seppur siano passati due anni dalla prima stagione, la narrazione inizia pochi giorni dopo la fine della prima puntata.

Atypical 2 si muove sullo stesso mood della prima stagione, Sam (Keir Gilchrist) affronta il passaggio dall’adolescenza all’età adulta: andare al college, aprire un conto in banca. Cose che qualsiasi ragazzo normale farebbe, ma Sam è autistico, e la madre, Elsa (Jennifer Jason Leigh) pensa che non sia in grado di affrontare la vita reale; questo la porta ad avere degli scontri con il resto della famiglia i quali invece sostengono e credono in Sam molto di più.

In Atypical 2 in fatti è proprio Elsa ad essere la protagonista con più “problemi” dopo aver tradito il marito Doug (Michael Rapaport) viene esclusa dalla vita familiare e soprattutto diventa ancora più conflittuale il rapporto con Casey (Brigette Lundy-Paine): figlia adolescente piena di timori perché dovrà andare in una scuola privata e dovrà gestire nuove avventure e nuove amicizie.

Viene a mancare il legame che univa i fratelli Gardner, Casey era per Sam la sua “mamma della scuola” lo teneva sotto controllo e c’era sempre al momento del bisogno. Adesso che deve cambiare scuola è lei ad avere più paura di questo allontanamento, tutti in fin dai conti temono che Sam possa crollare eppure crescendo si dimostra più maturo che mai.

Sam Gardner è un ragazzo autistico ma la serie ha sempre avuto il pregio di non concentrarsi esclusivamente su questo elemento anzi, forse proprio per rendersi più leggera e appetibile al pubblico usa l’autismo solo come mcguffin per muovere le fila di una normale famiglia borghese americana con i drammi della vita di coppia e di qualsiasi figlio adolescente.

In questa seconda stagione, probabilmente a causa di qualche precedente critica, hanno deciso di amplificare il ruolo dell’autismo, inserendo Sam in un gruppo di sostegno in cui si dava voce ad altri ragazzi realmente autistici cercando di far comprendere allo spettatore ciò che realmente implica convivere con una disabilità, soprattutto il periodo più difficile: l’adolescenza.

Sam quindi è un ragazzo disabile, una parola neutra, non classificata né con il genere maschile è con quello femminile. Come se una persona disabile non possa permettersi di vivere la sua sessualità, il suo corpo e le sue emozioni. Eppure, Atypical racconta come questo sia possibile al di là della disabilità. Fin dalla prima stagione Sam, grazie anche al suo migliore amico Zahid (Nick Dodani), sperimenta il rapporto con le ragazze sia dal punto di vista fisico che emotivo. In primis cresce fino a scoppiare il suo amore per Julia (Amy Okuda), la sua psicoterapeuta, sicuramente un clichè ma anche la scelta più plausibile, e poi c’è Page (Jenna Boyd): una stravagante ragazza esuberante con grandi fiocchi sui capelli, sarà per Sam l’unica vera ragazza che gli starà accanto e lo amerà per quello che è, portandolo a sperimentare tutto ciò che vivono i loro coetanei: corteggiamento, coppia aperta, sessualità.

L’autismo non è il protagonista della storia. Sam ha i tratti tipici della sindrome dell’autismo, ha dei piccoli rituali, è molto schematico e abitudinario ma soprattutto non ha empatia; Casey ed Elsa gli nascondevano il vero motivo per il quale il padre era stato fuori casa (ovvero il tradimento) ma una volta che casualmente Sam lo viene a sapere, si dimostra quasi completamente indifferente.

Sam è più logico e calcolatore di qualsiasi altra persona “normale” e questo lo rende più forte. Lo stesso Zahid, uno dei personaggi più riusciti e ben interpretato della serie dirà che probabilmente quelli strani siamo noi.

Atypical 2 arriva con due episodi in più rispetto alla prima stagione con puntate da circa mezz’ora. È una serie coinvolgente da guardare tutta d’un fiato in un weekend di pioggia, non perché non si possa fare a meno di vedere come continua la storia, ma perché ci porta in un mondo diverso dal nostro che dovremmo conoscere.

Atypical 2 è disponibile su Netflix dal 7 settembre.

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