Avengers: Infinity War, recensione del film che riunisce i supereroi Marvel

Avengers: Infinity War film 2018

Finalmente, dopo tanta attesa, arriva oggi al cinema Avengers: Infinity War. Il film, diretto da Anthony e Joe Russo, convince a 360 gradi ma risulta più drammatico rispetto ai capitoli precedenti, lasciandoci con un finale aperto che farà discutere a lungo.

Avengers: Infinity War, l’unione fa la forza e fa innamorare gli appassionati del genere

A meno che voi non viviate in un igloo isolato in qualche angolo del Polo Nord, saprete benissimo che da oggi è disponibile al cinema Avengers: Infinity War. Un giorno atteso da milioni di persone nel mondo, senza alcuna distinzione di età o gusto cinematografico. Sono trascorsi tre anni da Age of Ultron, lasso di tempo durante il quale abbiamo avuto modo di approfondire la conoscenza del Doctor Strange, del nuovo Spider-Man, di Ant-Man, fino ad arrivare al recente Black Panther. Proprio gli incredibili numeri registrati al botteghino da quest’ultimo titolo lasciano emergere tutto l’hype che ha preceduto l’uscita del film nelle sale da queste ore.

A distanza di mezza giornata dalla visione del film possiamo tranquillamente dire che l’attesa viene ripagata alla grande. Le immagini che scorrono sul grande schermo valgono ogni singolo giorno trascorso a fantasticare su ciò che si sarebbero detti gli Avengers a seguito dei fatti di Civil War, o come i “soliti noti” avrebbero accolto i tanti nuovi arrivati che a loro si aggiungono in quest’ultimo film.

Infinity War alza ulteriormente l’asticella qualitativa del MCU, ormai una realtà consacrata dalla quale molti altri mondi concorrenti dovrebbero semplicemente prendere esempio, annotando i tanti punti vincenti che la caratterizzano.

Già il titolo di per sé rimane fedele a quanto mostrato sul grande schermo. Come anticipato in lungo e in largo, gran parte del film lascia spazio a scontri e battaglie piuttosto “infinity” ma sviluppate in maniera talmente ben riuscita da risultare costantemente avvincenti, adrenaliniche, imprevedibili e per questo mai noiose. La sensazione, una volta che ci si siede sulla poltrona del cinema, è quella di soffrire improvvisamente della sindrome di Stendhal. Nel momento in cui tutti i supereroi Marvel conosciuti nel corso degli anni si riuniscono, sequenza dopo sequenza, ci si trova di fronte ad un livello tale di bellezza da sentirsi “svenire” come si fosse davanti ad una vera e propria opera d’arte.

“Le scelte più difficili richiedono la volontà più ferrea”

I punti vincenti di ogni singolo personaggio si incrociano, dando vita ad un turbinio di ironia irresistibile, di genialate che solleticano l’amigdala cerebrale di ciascun Nerd impegnato nella visione del film. Ad uscire ancor più “vincente” da questa grande fusione è senza dubbio il gruppo dei Guardiani della Galassia. Star Lord e Drax, su tutti, rappresentano la scheggia impazzita dell’opera, capaci di tirar fuori una battuta dal cilindro quando meno te lo aspetti. In questo modo sono loro, infatti, a spezzare la linea drammatica che, c’è da dirlo, caratterizza l’intero film.

Avengers: Infinity War film 2018

Ed è probabilmente questo l’ulteriore punto vincente di Avengers: Infinity War. A differenza dei capitoli precedenti, a questo punto della saga capisci sin da subito che in fondo nessuno è davvero al sicuro. Sin dalle prime scene la spietatezza di Thanos sembra non potere e non volere risparmiare nessuno, neanche i personaggi più amati e consacrati. Proprio questo aspetto, unito all’interpretazione di Josh Brolin, rende Thanos un villan vincente, capace di tenerti col fiato sospeso perché non capisci mai fino a che punto possa arrivare.

Lui, così come tutti i protagonisti del film, sembra non porsi limiti. Tutti si spingono oltre, al di là di quelle che pensavano poter essere le loro massime gesta. Nel corso del film molti di loro arrivano a donare una parte di sé, nel vero senso della parola, ma la sensazione è che questo non possa mai bastare. Avengers: Infinity War ci porta in ogni angolo dell’universo, testimoniando il viaggio di Thanos sui pianeti che nascondono le gemme dell’infinito, divenute ormai più introvabili delle sette sfere del drago. Scena dopo scena, assistendo al suo inarrestabile avanzare, la domanda è sempre quella: chi lo fermerà?

Il buio dello spazio, all’incirca alla metà del film, lascia il posto all’incantevole luce del Wakanda. Il territorio incontaminato che abbiamo largamente avuto modo di apprezzare in Black Panther fa da cornice allo scontro finale dell’opera. Sequenze talmente epiche da non aver nulla da invidiare alla Battaglia dei Bastardi di Game of Thrones.

Ed ora, cosa succede? (No Spoiler)

Insomma, in Avengers: Infinity War si ride e si piange, si spera fino all’ultimo che nessuno finisca per abbandonare il cast che ha portato in scena un film pronto ad infrangere ogni record di incasso. Ciò che convince, soprattutto, è l’equilibrio con cui viene presentata la reunion di così tanti supereroi: nessuno si pesta i piedi e lo spettatore ha modo di apprezzare i punti di forza di ciascuno di loro, senza che nessuno sia più protagonista dell’altro. Il finale, che ovviamente non vi anticiperemo, lascia spazio ad ipotesi e teorie che nei prossimi mesi si incroceranno sul web, dando vita a discussioni senza fine su scala mondiale. Non ci resta che scoprire, curiosi come delle scimmie, l’incasso di questa prima settimana di programmazione mondiale, tornando nei prossimi giorni a parlare delle tante bellezze di questo film da non perdere.

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