Black Lightning, recensione episodio 1×04: dispersione valoriale

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Una nuova gatta da pelare per Jefferson Pierce, risolutore mascherato di Black Lightning e del suo episodio 1×04.

La logorante impresa della ricomposizione

Quando la dispersione, di qualunque natura, prende il sopravvento sulla rettitudine etica e morale necessaria per l’auto-realizzazione, occorre impegnarsi a fondo affinché gli effetti a lungo termine siano limitati al minimo sindacale. Ma per quanto la retorica possa incentivare ad un beneaugurante cambio di rotta proteso verso la ricomposizione esistenziale, bisogna compiere uno sforzo non indifferente, che va al di là della consuetudinaria scala delle necessità primarie e ne sollecita la tendenza ad elevarsi su tutto il resto.

Black Lightning, recensione episodio 1×04: via libera al degrado!

Nell’episodio 1×04 di Black Lightning, si assiste all’introduzione di un elemento esterno (altamente tossico) in grado di demolire l’aura di positività trasmessa da Jefferson Pierce ai suoi alunni. La libera circolazione di un nuovo tipo di droga, la Green Light, semina panico e degrado tra gli studenti del liceo di Freeland; un ritrovato chimico dotato di componenti alquanto instabili, la cui creazione mira ad una dipendenza istantanea tendente, il più delle volte, alla morte. E l’eclatante squilibrio di uno dei ragazzi del posto spinge Jefferson Pierce a compiere delle ricerche che lo conducono a Two Bits, una sua vecchia conoscenza dedita a qualsivoglia forma di spaccio.

Questa problematica sociale coinvolge, seppur indirettamente, anche Anissa, ancora alla prese con la scoperta delle sue abilità soprannaturali. La presa di coscienza della ragazza nei confronti di un moto tipicamente supereroistico (ossia quello di fare giustizia e di liberare gli oppressi dal male) acquisisce un notevole spessore emotivo; tuttavia, la fisiologica instabilità delle cosiddette “prime volte” rischia di costarle molto caro. Discorso opposto per Jennifer, atterrita dalla sconvolgente notizia secondo cui Khalil è destinato ad un immobilismo permanente; una vera e propria mazzata psicologica, pronta ad essere colta a piene mani da Tobias Whale per recuperare l’indefesso senso di fiducia della spietata Lady Eve.

Qualche passo falso di troppo

La quarta puntata di Black Lightning – disponibile, su Netflix, con un episodio a settimana – segna una leggera battuta d’arresto dello show dettata, più che altro, da una sottile confusione narrativa. L’aver aggiunto un’argomentazione abbastanza stereotipata (dato il contesto in cui la serie DC Comics si muove) smorza la piacevole imprevedibilità delle puntate precedenti. Inoltre, la messa in scena di dialoghi e combattimenti piuttosto telefonati non risolleva il quadro generale e consegna, allo spettatore di turno, un interludio di cui si può tranquillamente fare a meno. Insomma, una sorta di stacco auto-conclusivo puntellato, qua e là, da flebili virtuosismi visivi.

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