Black Mirror 4: Top 6 dei nuovi episodi della serie Netflix

Black Mirror 4 Netflix 2017

Disponibile in catalogo dal 29 dicembre, Black Mirror 4 sta calamitando l’attenzione dei fan della serie distopica. Ecco la nostra top 6 dei nuovi episodi!

Le tre A di Black Mirror: Angoscia, Adrenalina, Ansia

In tantissimi attendevano la quarta stagione di Black Mirror, la serie distopica che nel corso degli anni ha saputo conquistare gli utenti Netflix. Un prodotto per stomaci forti e per persone capaci di sostenere un’intensa dose di ansia e sensazioni non proprio adatte a chi desidera rilassarsi a fine giornata davanti la tv. Disponile in catalogo dal 29 dicembre, Black Mirror è tornato più in forma che mai, con sei episodi pronti a far discutere in tutta la loro distopia, a tratti sempre meno lontana dalla nostra realtà. Quella che vi riportiamo di seguito è la nostra personale top 6 che classifica i nuovi episodi da quello che abbiamo amato di più a quello che invece ci ha convinto di meno.

1 – Black Museum

Black Mirror 4 Black Museum

Ad aprire la nostra top 6 c’è l’episodio che invece chiude la quarta stagione di Black Mirror. Tra gli elementi che lo rendono, a nostro parere, il migliore tra i sei episodi, c’è l’imprevedibilità del finale e soprattutto le tante narrazioni che permettono allo spettatore di conoscere tante storie in appena un’ora di racconto. Storie egualmente drammatiche e angoscianti, capaci quindi di racchiudere al meglio l’essenza di Black Mirror. Indimenticabile la storia del dottore sadico, così come quella della propria coscienza trasmessa nel cervello di un’altra persona. Ritrovare gli oggetti di scena dei precedenti episodi, tutti esposti nel cosiddetto “museo del crimine”, equivale ad una genialata che ci ricorda perfettamente il motivo per cui amiamo così tanto questa serie tv. E ricordate: La scimmia ci vuole bene!

2 – USS Callister

Black Mirror 4 USS Callister

Per gli amanti di Star Trek, delle tutine aderenti e dell’universo spaziale, questo episodio rappresenterà la ciliegina sulla torta della quarta stagione. Al principio viene quasi spontaneo provare compassione per l’emarginato Robert Daly, salvo poi desiderare di vederlo morire tra atroci sofferenze. Quando ci si rende conto della realtà, si prova panico ed ansia anche solo immaginandosi nei panni dei poveri malcapitati. L’adrenalina la fa da padrona dall’inizio alla fine, così come la paura costante che i protagonisti vengano scoperti dal loro malvagio aguzzino. Basterebbe comunque un solo aggettivo per definire questo episodio: Claustrofobico! E da domani, mi raccomando, siate gentili con tutti i vostri colleghi e le persone presenti nel vostro ufficio, compresi gli addetti alle pulizie e soprattutto gli esperti informatici.

3 – Hang the DJ

Black Mirror 4 Hang The Dj

Al terzo posto troviamo quello che possiamo definire come il più romantico tra i sei episodi di Black Mirror 4. Per certi versi ricorda San Junipero (impareggiabile, a nostro parere), soprattutto per via del romanticismo che domina la scena sin dalle prime sequenze. Non ci sono muscoli o presunte perfezioni che tengono quando di mezzo c’è l’amore, quello vero. Si sorride come degli ebeti, ci si commuove e ci si incazza nel seguire le vicende dei due protagonisti, pronti a farci credere ancora nella bellezza dei sentimenti più genuini e spontanei, proprio come han fatto Yorkie e Kelly nella precedente stagione della serie tv.

4 – Crocodile

Black Mirror 4 Crocodile

Un titolo che ricorda in parte un grande successo di Elton John e un po’ la droga russa che tanto ha fatto discutere negli ultimi anni. In realtà il terzo episodio di Black Mirror 4 ha ben poco a che fare con questi due elementi, seppur tutto inizi all’insegna dello sballo e si svolga in paesaggi tipici dell’est Europa. Lo spettatore segue l’evoluzione di Mia, apprezzata architetta, sposata e madre di un bambino. La sua aria innocente nasconde però un passato che non si può dimenticare e che presto torna a farle visita.

La sensazione, da spettatore, è che tutto ciò che le accade nel corso della narrazione si sarebbe potuto evitare tranquillamente. Il suo ex vuole regolare i conti con il passato ma non accenna minimamente al rischio di finire in galera e, anzi, sottolinea il fatto di voler scrivere una lettera completamente anonima e che quindi non scatenerebbe conseguenze sulla vita di Mia. L’istinto spinge però la donna ad aggredire l’uomo, dando vita ad un sanguinoso effetto domino, dal finale a dir poco tragicomico. Da sottolineare il momento in cui emerge perfettamente il conflitto tra la naturale dolcezza di Mia e la sua forzata veste di assassina: la ragazza sa che di lì a poco ucciderà con freddezza l’investigatrice assicurativa Shazia ma, nel ripercorrere i ricordi della donna, si sofferma sul brano trasmesso nell’automobile, dicendo “Amo questa canzone…” mentre le lacrime le solcano il viso.

5 – Metalhead

Black Mirror 4 Metalhead

Trovandolo in quinta posizione nella nostra top 6 viene quasi da pensare che sia uno degli episodi meno belli di Black Mirror 4. La realtà è che, indipendentemente dai propri gusti, risulta difficile trovare “bruttezze” in una stagione pressoché perfetta, in quanto capace di unire diversi generi ed equilibrare al meglio le emozioni dello spettatore. Metalhead è l’episodio interamente sviluppato in bianco e nero e, c’è da dirlo, è senza dubbio quello che maggiormente tiene con il fiato sospeso dall’inizio alla fine.

Una narrazione apocalittica che ci mette di fronte ad una sorta di Alien futuristico, con tanto di simil Sigourney Weaver ed una bestia metallica progettata per sterminare ogni forma di vita presente nei paraggi. Si fa il tifo per la protagonista, seppur appaia spacciata da subito. Assistiamo alla sua astuzia me anche alla drammatica voglia di rimanere aggrappata alla vita sino all’ultimo, finché un destino beffardo non ha la meglio su tutto.

6 – Arkangel

Black Mirror 4 Arkangel

È l’episodio diretto da Jodie Foster e tale aspetto non passa di certo inosservato. La camera si sofferma ripetutamente su elementi che assumono poi un determinato valore nelle varie fasi della narrazione. Risulta piacevole soprattutto la prima parte della storia, quella cioè in cui chiunque può tranquillamente identificarsi in Marie, madre single della piccola Sarah. Chi di noi non vorrebbe preservare i propri figli da questo mondo sempre più violento e malato?

Purtroppo, anche in questo caso si finisce per abusare della tecnologia che ci viene messa a disposizione. Sarebbe bastato usufruire del servizio “posizione” nel caso in cui fosse scomparsa nuovamente la bambina, invece tutto va degenerando e l’episodio si perde dietro a tematiche adolescenziali non proprio stimolanti per lo spettatore. Tutto culmina in una scena di violenza di cui sottolineiamo la pregevole scelta di inserire il filtro che quindi nasconde le conseguenze e la drammaticità di un inevitabile atto di follia.

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Patrizia Monaco

Amante della bella musica, della buona politica e dell'impegno sociale, continua giorno dopo giorno a coltivare la propria passione per il cinema, muovendosi tra i più svariati ambiti della comunicazione. Affronta le indecisioni della vita chiedendosi "Cosa farebbe Ellen Ripley?", sicura così di non sbagliare mai.

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