Brian De Palma: Tony Montana e Carlito Brigante, due facce della stessa medaglia

Nei suoi due film “Scarface” e “Carlito’s way”, Brian De Palma racconta due vicende apparentemente diverse. Vediamo cosa rende molto vicini i due protagonisti.

Brian De Palma e i suoi “Gemelli diversi”

Scarface Carlito’s Way sono due film diversi, firmati Brian De Palma. Lo scenario in cui sono ambientati entrambi i film è lo stesso: il torbido mondo della malavita. Tra il primo e il secondo film trascorrono 10 anni. Sono le uniche due pellicole in cui Brian De Palma si affida all’innegabile talento interpretativo di Al Pacino.

Scarface è un remake di un fil degli anni ’30. Brian De Palma però lo fa suo. Viviamo la parabola ascendete di Tony Montana, immigrato cubano negli Stati Uniti. Tony è un personaggio ambiguo, il cui tratto distintivo è la cicatrice da cui prende il soprannome (scar). Appena arrivato negli USA Montana inizia a farsi una reputazione nell’ambiente malavitoso. In questo ambiente, però, per quanto tu possa pensare di essere un pesce grosso, trovi sempre un pesce più grosso di te.

Tony si sente privato della possibilità di diventare ricco come chi ha in mano il traffico della cocaina, e questa cosa lo spinge a volersi affermare in quel panorama. Si fa introdurre da gente del settore, con l’intento chiaro da subito di mettersi in proprio. Qello che De Palma ci tiene a mettere a nudo di Tony è la sua incapacità di controllarsi. Ogni volta che vede, ad esempio, che sua sorella si lascia andare ad atteggiamenti poco consoni, c’è un tappeto musicale di tensione nella colonna sonora. Sempre lo stesso. Questo perchè Tony può anche diventare il più ricco dei ricchi, ma resta sempre lo stesso. Chi è allora Tony Montana?

Tony è la faccia irriverente della malavita. Quella faccia dell’uomo che dal nulla arriva a credere di possedere tutto, sporcandosi le mani con soldi che pensa di guadagnare con facilità. Non a caso la frase che accompagna la vita di Tony è “il mondo è tuo”. Questa frase la vede su un dirigibile pubblicitario e la fa propria. Il mondo, però, non è suo. Sua resta l’aria di un povero arricchito, che pensa che nella vita il valore più importante per l’uomo siano “le palle”. Il mondo che Tony crede di possedere gli si sgretola in mano. De Palma mette in scena in modo incredibile questa voglia spasmodica di affermazione che si traduce poi nella più totale solitudine.

Personaggio diverso è sicuramente Carlito Brigante, protagonista dell’altro film. Che, per mio personalissimo parere, preferisco.

Carlito è un ex re del narcotraffico. Originario del Porto Rico, emigrato negli Stati Uniti, lo vediamo uscire di galera grazie al suo amico e avvocato David, interpretato da uno strepitoso Sean Penn. Uscito dal carcere Carlito si sente, o vuole sentirsi, un’altra persona. Vuole smetterla di avere a che fare con il mondo della strada. Il suo sogno è quello di andare a Miami e vendere auto. Ma il mondo da ci fugge: la strada, lo perseguita. Cerca di mettersi in affari puliti e di farsi un buon nome. Quello che De Palma ci dice è che non si può mai uscire del tutto dal malaffare. O meglio, una strada c’è.

La via d’usicta dalla criminalità è solo una: la morte. La fine che farà Carlito ci viene descritta da De Palma all’inizio del film, con dei fotogrammi che poi avranno un senso alla fine del film stesso. Quella di Tony la intuiamo, non può un uomo rimasto solo far fronte al più grande impero criminale degli Stati Uniti. Nella malavita o uccidi o vieni ucciso. Questo scrive De Palma nei suoi film. Questo almeno vale per Carlito, che sembra quasi un eroe romantico più che un gangster: vorrebbe toccare altri lidi, ma viene ancorato al suolo dalla vita passata. Per Tony invece la musica è diversa: se uccidi le persone sbagliate allora vieni ucciso.

Perché due facce della stessa medaglia? Sicuramente Brian De Palma non poteva far sembrare nessuno dei due un eroe. Avrebbe trasmesso un messaggio sbagliato per quella che era l’etica hollwoodyana, di cui sicuramente la New Hollywood, di cui è stato anche lui fondatore, non ha saputo fare a meno. Per Tony capiamo che è quasi un destino giusto, nonchè inevitabile, quello che lo attende. Per Carlito, invece, non vorremmo finisse così: vorremmo raggiungesse quella spiaggia su cui vediamo la sua compagna ballare nei titoli di coda. Però de Palma ci aveva avvertito fin dall’inizio. con quelle scene ci aveva detto che Carlito sarebbe stato punito per la sua vita.

Nonostante siano due personaggi profondamente diversi, in realtà la loro storia è segnata. Nessuno dei due ha paura delle scelte che compie. Le scelte di Tony sono, però, quelle di un uomo che ha sete di potere. Carlito invece opera delle scelte proprie di un uomo che il potere lo ha avuto e vorrebbe dimenticarlo, cercando di creare attorno a sè un ambiente normale, rendendosi poi conto che anche i suoi legami più intimi sono stati corrotti. Nelle vicende di entrambi si distingue un unico messaggio di Brian De Palma: l’uomo può cercare i tutti i modi di dimostrare a se stesso o agli altri di essere un altro, ma il confronto con la nostra storia è inevitabile. Nella vita non si sceglie mai due volte.

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