Bright: recensione del film Netflix con Will Smith e Joel Edgerton

Bright

È disponibile da ieri su Netflix il poliziesco/fantasy Bright, diretto da David Ayer, con protagonista Will Smith. Ecco la nostra recensione.

Bright: il blockbuster del colosso dello streaming non “brilla”

Ciò che bisogna riconoscere a Netflix è il fatto di aver investito, e non poco considerando cast e ambientazioni, su un progetto decisamente originale. Quello di fondere in un unico prodotto, assolutamente cinematografico anche se realizzato per il piccolo schermo, il genere fantasy, il classico buddy cop in cui due personalità molto diverse sono costrette a collaborare fianco a fianco, imparando qualcosa l’una dall’altra, ed il racconto per metafore della società odierna.

Visivamente parlando la scommessa è stata ampiamente vinta. Ci riferiamo ai comparti trucco (degli orchi in particolare), scenografie ed effetti speciali. Lo stesso non si può tuttavia dire della sostanza di questo film. Bright risulta infatti incapace di distinguersi nel panorama dei generi che con la propria storia omaggia, ricchi come sono di titoli illustri.

Potendo esagerare dal punto di vista di volgarità e violenza, il regista David Ayer e lo sceneggiatore Max Landis non si tirano mai indietro. Il divieto ai minori di 14 anni, di fatto, in rete non sussiste. Certi toni ed eccessi però, pur essendo coerenti con le realtà che rappresentano, come il ghetto di Los Angeles, a lungo andare risultano ridondanti.

Proprio da Landis, poi, autore qualche anno fa di un piccolo gioiello come Chronicle, era lecito aspettarsi qualcosa di più di uno script poco efficace ed a tratti anche confuso. Tematiche come il razzismo, la disparità sociale e la corruzione nella polizia, la terza tra l’altro cara ad Ayer, sono appena abbozzate.

Dal canto suo il regista non è stato invece in grado di valorizzare con la messinscena le poche buone idee sulla carta. Se si esclude qualche riuscita sequenza action o coreografia di lotta, queste ultime con protagonisti gli elfi, tra cui Noomi Rapace.

Insomma, un prodotto nel complesso dimenticabile, con un sequel in lavorazione (notizia recente) di cui non si sente granché la necessità. Ma magari i realizzatori riusciranno ad “alzare un po’ l’asticella” col secondo tentativo…

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Ti potrebbe piacere anche..

News categoria
Leggi ancora

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi