Bruce Lee: 77 anni fa, la nascita della leggenda delle arti marziali

Bruce Lee

Un omaggio alla memoria di Bruce Lee, che 77 anni fa nacque con la consapevolezza di poter cambiare la dinamica delle arti marziali e dei film di genere.

Bruce Lee, le corroboranti origini del mito

Spiegare la vita di Bruce Lee è come sfogliare le pagine di un avvincente romanzo letterario. Per non parlare, poi, del suo amaro finale, quasi a voler consegnare all’immortalità un personaggio unico, poliedrico, trasversale giunto al proprio zenit. La consapevolezza che gradualmente ha preso possesso del quarto di cinque figli, costretti con i suoi cari a fare ritorno ad Hong Kong, è la metafora di chi, impegnandosi costantemente, può farcela. In più, l’apertura mentale di cui si è fatto portatore è ancora oggi materia di studio filosofico per qualunque branca.

Temperamento esuberante; scarsa voglia di apprendimento; velocità fuori dal comune. Un mix di credenziali che, al momento opportuno, trovarono definizione mediante il Wing Chun di Yip Man. Diciotto anni di studi convinsero Bruce a prendere il largo: destinazione Stati Uniti. Ed è qui che carpì i meccanismi di qualsivoglia disciplina di combattimento, la sua passione infinita. Inoltre, tramite un allenamento capillare – comprendente fitness, forza muscolare e resistenza cardiovascolare – il mito in divenire perseguì una tempra mentale inattaccabile. Ma la carne è carne; e nel 1970, subì un infortunio che, però, lo catapultò verso la filosofia e le religioni. Un compendio di conoscenze uniformatosi ad autentico stile di vita applicabile ad ogni ambito della quotidianità.

La rivoluzione dei film di arti marziali

L’iter seguito da Bruce Lee per il mondo della settima arte visse una tappa intermedia all’interno del panorama televisivo. Passando da un’audizione all’altra (in cui lasciava tutti a bocca aperta), l’attore, regista e sceneggiatore giunse a Green Hornet; uno show molto kitsch dove sbalordì il pubblico a casa con gesta e acrobazie fuori dal comune. Memorabile, in tal senso, la rivisitazione posta nel biopic Dragon. Un talento esplosivo al servizio del puro intrattenimento.

La ribalta che ha sempre meritato giunge, però, con Il furore della Cina colpisce ancora e Dalla Cina con furore. Questo binomio cinematografico rivoluziona il genere portandolo su vette di realismo mai viste prima. Il tono barocco e pretestuoso del passato fa spazio a trame appassionanti, combattimenti mozzafiato e interpreti carismatici. La consacrazione occidentale fu, quindi, una logica conseguenza, frutto di titoli come L’urlo di Chen terrorizza anche l’Occidente e I 3 dell’Operazione Drago. In quest’ultimo, poi, lavorò anche come coreografo, a conferma della sua ricerca ossessiva di un quadro scenico innovativo, molto sui generis. La pellicola in questione fu il maggiore incasso della Warner Bros. del 1973 dopo L’esorcista.

La morte prematura che non scalfisce 77 anni di operato seminale

Durante le riprese de I 3 dell’Operazione Drago, Bruce Lee fu colto da una serie di malori riconducibili a un’edema cerebrale. L’inizio della fine per il povero Bruce, il quale si riaddormentò senza mai più svegliarsi. Grande fu lo sgomento per questa incredibile perdita; e sono ancora molteplici i misteri che aleggiano sulla sua tragica dipartita. Ma una cosa è certa: 77 anni di lezioni magistrali non si dimenticano così in fretta, perché destinate a condizionare – in positivo – il corso stesso della vita. L’assenza di limiti non fa che dare tante, tantissime certezze: provare per credere.

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