Buster Keaton: 122 anni di fenomenologia del cinema muto

Buster Keaton

Nacque oggi a Piqua, in Kansas, Joseph Frank Keaton, meglio conosciuto come Buster Keaton, uno dei più grandi personaggi del cinema muto.

Buon compleanno Buster Keaton! Il fenomeno che fermò il treno con una mano

Famoso per aver creato alcune delle più famose “gag” della storia del cinema. Di quelle che hanno fatto scuola con la sua comicità mimica, fisica, acrobatica e drammatica.

Buster Keaton era noto soprattutto per la sua “poetica dell’astrazione”: l’espressione triste, stralunata e alle volte imperturbabile lo rese noto come “The Great Stone Face“, volto di pietra. La sua arte si riassume tutta nella compostezza puritana di un volto.

Visse il suo più grande successo nei ruggenti anni Venti, ma a differenza dell’altro grande regista-attore suo contemporaneo nel cinema muto – Charlie Chaplin – le gag di Keaton risentirono molto dell’avvento del sonoro. Tanto da portare al declino la propria comicità e spegnere la sua vena creativa.

Cominciò a lavorare sempre meno, e nonostante qualche incursione in film americani (con  Chaplin) e anche italiani (a fianco di Franco e Ciccio), gli anni Venti non tornarono più.

Percorse lentamente il viale del tramonto fino alla morte, in una fredda notte di febbraio a soli 70 anni, dopo aver trascorso una serata triste al tavolo da gioco.

“That was a real buster!”

Secondo un aneddotto mai del tutto smentito nè confermato, sembra che fu proprio l’illusionista Harry Houdini, amico dei genitori di Keaton, a dargli, seppur indirettamente, il soprannome “Buster”.

I genitori erano attori di Vaudeville, un genere teatrale di origine francese in cui si mettevano in scena commedie leggere. Keaton iniziò sin da giovanissimo a predere parte ai loro spettacoli.

Si narra appunto che Houdini assistette a una rovinosa caduta dalle scale del piccolo Joseph Frank, mentre era in scena con i genitori e, vedendola, disse: “That was a real buster!

Letteralmente significa “Questo è stato un bel capitombolo!”, ma buster vuol dire anche fenomeno, rompicollo, indistruttibile. Furono proprio i genitori a decidere di chiamarlo in quel modo, e rendere da allora il nome famoso in tutto il mondo.

Stuntman di nome e di fatto

Già da piccolo diede sfoggio di una delle sue migliori qualità. Perchè se è vero che i suoi genitori erano abbastanza bravi sul palco, Buster Keaton era un vero e proprio stuntman.

Un mix di allegria, agilità e “clowneria” che conservò anche negli anni del successo cinematografico.

Lui stesso ha più volte sottolineato di non aver mai usato controfigure, ma che la controfigura spesso era lui stesso.

Filmografia

Tra i suoi più grandi capolavori ricordiamo l’inizio come attore nei cortometraggi con il divo comico Arbukcle tra cui: “The Butcher Boy”, “The Rough House” e “The Garage”.

Seguono poi: “The High Sign”, “One Week”, “Cops”, “The Blacksmith” e “The Three Ages”, fino ad arrivare alla regia dei suoi titoli più famosi che hanno fatto la storia del cinema: “The Navigator”, “Sherlock Junior”, “The General” e “The Cameraman”.

Vi lasciamo con una presentazione del grandissimo Orson Welles di uno dei più bei film di Keaton “The General – Come vinsi la guerra”.

“La tragedia è uno zoom, la commedia è un campo lungo.” – Buster Keaton

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