C’era una volta a Hollywood: aggiornamenti sul nuovo film di Quentin Tarantino

C'era una volta a Hollywood - Quentin Tarantino - 2019

Alcuni importanti aggiornamenti circa il nuovo film di Quentin Tarantino, C’era una volta a Hollywood, la cui uscita è prevista per il 2019.

L’omicidio di Sharon Tate farà da sfondo alla storia di C’era una volta a Hollywood

C’è parecchia trepidazione e febbrile impazienza per l’uscita del nuovo film di Quentin Tarantino C’era una volta a Hollywood.

Il film è stato presentato, inizialmente, come un’opera incentrata sulla vicenda dell’omicidio dell’ex moglie del regista Roman Polanski Sharon Tare, avvenuto nel 9 agosto 1969, a opera del serial killer Charles Manson e dei suoi feroci accoliti.

Questa prima notizia, certo molto approssimativa, aveva indotto i fan in uno stato di spasmodica esaltazione per l’idea che il brillante regista statunitense avesse deciso di dedicarsi a un tema un po’ troppo atipico e agli antipodi rispetto ai suoi canoni stilistici.

Le storie di sangue hanno certo sempre affascinato il cineasta, ma a quelle cronachistiche Quentin non vi si era mai dedicato. Del resto, ricordando i vari anacronismi di film come Django Unchained (2012), comprendiamo perfettamente come Tarantino sia un autore del tutto fuori dagli schermi: di certo non in grado di attenersi alle verità imposte dalle storie di cronaca.

Questo stato di preoccupazione tra i fan, tuttavia, era stato compensato dalla convinzione, ormai granitica nella loro mente, che Quentin non delude mai, e che, come una sorta di Re Mida, sia capace di rendere brillante e fantasioso anche un tema che imponga un certo tipo di regia fedele e lineare.

In fondo, questa sua abilità demiurgica è stata ampiamente dimostrata in film come Kill Bill (2003-2004), Bastardi senza gloria (2009) e l’ultimo The hateful eight (2015), dove Tarantino rispolvera generi cinematografici da tempo tramontati e li trasfigura nel suo stile immacolato e originale.

Tale preoccupazione era, inoltre, ulteriormente stemperata dalla notizia che a interpretare la sensuale Sharon Tate vi sarebbe stata la conturbante bionda Margot Robbie.

Tuttavia, le sorprese non finiscono qui: recentemente sono stati pubblicati alcuni aggiornamenti circa la natura di questo attesissimo film.

La vicenda criminosa di Manson farà semplicemente da sfondo alla storia del declino dell’attore Rick – interpretato da Leonardo DiCaprio- e del suo stuntman Cliff, la cui interpretazione è stata affidata a Brad Pitt.

Le vite in tramonto di questi due complessi personaggi non mancheranno di scontrarsi con il calore abbacinante della star in ascesa, loro vicina di casa, Sharon Tate, sulla quale gravita ferocemente la mano di Manson.

Alla luce di questo, si può affermare, in modo sicuramente più convinto, come il film C’era una volta a Hollywood esuli indubitabilmente dai canoni del regista statunitense.

Sebbene sia ancora piuttosto presto per fare insinuazioni, ci appare di certo molto verosimile subodorare che il regista abbia deciso di indagare, in maniera profonda o accennata lo scopriremo in futuro, sulla corruzione del mondo holliwoodiano; un tema decisamente inedito per il regista Quentin Tarantino, e che sembra molto più affine alla filmografia di Woody Allen, se solo si pensa a film come Cafè Society (2016).

L’espediente narrativo dell’attore decadente che si scontra con la stella in ascesa di Sharon Tate, tra l’altro, rende quasi inevitabile l’accostamento al cinemusical, in uscita tra pochi giorni, A star is born, in cui il declino dell’ex cantante country, interpretato da Bradley Cooper, si scontra con il talento nascente dell’emergente Ally. Un accostamento piuttosto strano, che ci lascia intuire forse che, nel mondo dell’industria cinematografica statunitense, si stia attraversando davvero un momento di crisi artistico esistenziale, e che la necessità di un ricambio generazionale forte nel cinema holliwoodiano sia ormai divenuta incombente.

La presenza, nel film, di interpreti che attraversano quasi tutto il mondo di Hollywood – Al Pacino, Luke Parry, Dakota Fanning e Damian Lewis- danno ancora più fondamento a questa intuizione.

Come sappiano, la mano di Tarantino è sempre stata dotata di un’originalità narrativa tale da stravolgere completamente i fatti – pensiamo all’ucronia di Bastardi senza gloria – per cui appare decisamente poco credibile che il film C’era una volta a Hollywood si limiti a un’analisi asettica del mondo dell’industria cinematografica statunitense.

Per il momento, possiamo solo notare che, nel mondo crudele di Tarantino, il confronto tra una star in declino, e una destinata a emergere, venga letteralmente azzerato dall’omicidio di un serial killer, elemento, certo, non di poco conto.

Per il resto, non rimane che dare fiducia a Quentin Tarantino.

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