Charlie Hunnam, Star Of The Week: la Civiltà Perduta di un role model diverso dal solito

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L’avventurosa carriera di Charlie Hunnam, l’attore britannico protagonista di King Arthur e dell’ultimo film di James Gray, Civiltà Perduta.

Charlie Hunnam, un attore tutto muscoli e creatività

La predestinazione è un concetto oggettivamente astratto, permeato da una visione personale in grado di collimare, in modo più o meno verosimile, ad una sequenza di eventi chiarificatori, perfetti per inquadrare con forza il proprio proposito iniziale. Buona parte di questi step vanno, però, conseguiti ricorrendo ad un’estrema determinazione di fondo, altrimenti il rischio di andare verso un’inesorabile delusione esistenziale non può che palesarsi con tutto il suo carico di sfiducia nelle proprie capacità. Fortunatamente, Charlie Hunnam ha sempre tenuto fede all’estro creativo che sin da piccolo lo convinse a diventare un attore fatto e finito; e se a questo si aggiunge la visione ripetuta e continua di Excalibur, il percorso in tal senso si dimostra prettamente in linea con la consapevolezza dell’interprete britannico: ma di questo, si parlerà più avanti.

Da Sons of Anarchy a King Arthur, passando per Civiltà Perduta: un successo a spron battuto

Charlie Hunnam nasce a Newcastle upon Tyne, un ambito urbano stimolante capace di sopperire alle lacune relazionali di due genitori troppo concentrati a far prevalere il proprio ego sull’altro. Il trasferimento nel Lake District provoca nel piccolo Charlie un allontanamento dalla sfera sociale che però riesce, allo stesso tempo, ad accrescere la creatività del ragazzo, intenzionato com’è a diventare un attore di successo.

Dopo una fugace apparizione in Che fine ha fatto Harold Smith?, l’interprete britannico prende parte a Queer as Folk e la sua notorietà spicca il primo volo verso le assolate coste di Los Angeles. Le pellicole a cui successivamente partecipa non brillano per qualità e risonanza mediatica – Abandon, Nicholas Nickleby e Ritorno a Cold Mountain. Ma grazie alla notevole performance di Hooligans, gli si aprono le porte di Sons of Anarchy, serie TV che lo consacra al grande pubblico rendendolo il perfetto esempio di eroe duro e sfrontato.

Le sette stagioni incentrate su un club di motociclisti di una piccola città immaginaria della California sono intervallate da ingaggi cinematografici di livello medio-alto come I figli degli uomini di Alfonso Cuaròn, Punto d’impatto, Legami di Sangue e Pacific Rim di Guillermo Del Toro, con quest’ultimo a fare da apripista (in nome del proficuo sodalizio artistico con il cineasta messicano) per Crimsom Peak, pellicola cupa e malinconica dotata di un epilogo a dir poco sorprendente. La versatilità acquisita sul campo non può, quindi, che tramutarsi in un’accoppiata professionale vincente, sia dal punto di vista del clamore che dei contenuti recitativi e visivi: giunge, così, il momento di Civiltà Perduta e King Arthur di Guy Ritchie, con il primo che ha debuttato in Italia, mediante Eagle Pictures, soltanto il 22 giugno scorso.

Un role model nevrotico e devoto al suo vero amore

Ritrovarsi, di punto in bianco, nella “scomoda” platea dei sex symbol più desiderati del globo ha scosso l’imperturbabile Charlie Hunnam portandolo ad affermare che è un’etichetta sì conveniente, ma lontana anni luce dal suo reale essere. Le scene d’amore lo rendono nevrotico, così come i personaggi ai quali viene dato risalto solo ed esclusivamente per le proprie fattezze fisiche. E gran parte di tale imbarazzo è dovuto all’amore incondizionato che prova per la sua Morgana, una compagna capace di completarlo in tutto e per tutto senza alcun tipo di forzatura emotiva: merce rara, al giorno d’oggi.

In fin dei conti, a lui basta la sua notevole passione per il fantasy e la dimensione avventurosa ad ampio spettro (a tal punto da voler prendere parte a Game of Thrones); sorretta da un’incontrollabile voglia di affrontare qualsivoglia genere di peripezia fisica e lavorativa, questa propensione gli consente infatti di vivere un sogno cullato sin da piccolo, quando ammirava le epiche gesta dei Cavalieri della Tavola Rotonda domandandosi quanto sarebbe stato entusiasmante poter tirare di spada o andare a cavallo percorrendo boschi e praterie sconfinate. Insomma, un destino in linea con le proprie aspettative che lo stesso Charlie migliorerà senza mai risparmiarsi.

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