Charlize Theron, da Monster a Mad Max: la versatilità recitativa dell’attrice

ize Theron- Monster - 2004

Il 7 agosto 1975 nasceva Charlize Theron, attrice amata da cinefili di ogni età, oltre che per la sua bellezza, anche per la sua versatilità artistica. Concentriamoci su un film dove, per un volta, la bellezza della Theron sembra passare in secondo piano, e in cui l’attrice sudafricana ci regala una delle sue più commoventi interpretazioni.

Charlize Theron e il “monster” drammatico della recitazione

Chiunque abbia avuto la possibilità di vedere, in uno scorcio televisivo o cinematografico, l’attrice e modella di origini sudafricane Charlize Theron, in particolare nelle movenze feline e sensuali che sfoggia nella pubblicità del profumo J’adore, difficilmente riuscirebbe a separare il nome della star da quell’immagine leggiadra e conturbante di bionda e dorata Femme fatale a cui, in modo ormai inestricabile, risulta essere legata.

La carriera della Theron, infatti, sembra inizialmente svolgersi proprio all’insegna di quest’immagine.

Durante i primi anni in Italia, dove, dopo aver vinto il prestigioso concorso internazionale New Model Today, a Positano, iniziò a lavorare come modella a Milano, la Theron divenne immediatamente nota soprattutto per le forme procaci esibite nello spot pubblicitario della Martini del 1993.

Anche rispetto alla sua svolta cinematografica, il pubblico la ricorda molto più volentieri nel ruolo della seducente Helga nel film Due giorni senza respiro (1996); nelle vesti dell’avvenente moglie dell’avvocato interpretato da Keanu Reeves ne L’avvocato del diavolo (1997); o nei panni della sbadata e complicata Sara, nel dramma sentimentale Sweet November (2001), in cui riesce a sciogliere persino il cuore dell’incorruttibile agente pubblicitario interpretato, anche in questo caso, da Keanu Reeves.

charlize Theron Sweet November

Anche in sembianze più ingenue e sbarazzine, come in quest’ultimo personaggio, la sensuale Charlize riesce a mantenere intatta la sua immagine di seduzione, donandole addirittura nuovo smalto.

Se, però, a ognuno di questi spettatori, che tanto hanno languito nel verde smeraldo degli occhi della Charlize, nel suo collo aggraziato, nelle labbra dal taglio fresco e perfetto, gli venisse detto che l’attrice protagonista del film Monster (2004), ispirato alle vicende della serial killer Aileen Wuornos, è nientepocodimeno che la Theron, molto probabilmente cadrebbe morto, in modo non troppo diverso dalle vittime della Wuornos.

Per chi non lo sapesse, Aileen Wuornos è una famosissima serial killer statunitense, celebre per le sue modalità predatorie, e per il suo particolare modus operandi, che si presentavano agli inquirenti come molto più simili a quelli di un uomo che di una donna.

L’assassina, diversamente da altri rari serial killer del suo stesso sesso – pensiamo a Sonya Caleffi, Milena Quaglini, Leonarda Cianciulli, Joanna Dennehy – non usava veleno, cavilli, né altri subdole e manipolatorie tecniche di uccisione, ma sparava apertamente sulle proprie vittime con una calibro 22, dopo averle fatte appartare, usando come pretesto la sua attività di prostituta.Dopo averle uccise le spogliava e le derubava di ogni oggetto, appropriandosi persino della loro macchina.

Con questa tecnica, nel periodo tra il 1989 e il 1990, la Wuornos ha mietuto più di sette vittime nella stato della Florida.

Nella letteratura relativa ai serial killer, di solito, gli individui di sesso femminile agiscono nel contesto di coppie criminali, in cui è presente una personalità dominante, la quale si pone, a tutti gli effetti, come la vera mente di tutti gli omicidi: pensiamo alla coppia David e Catherine Birne, a Ian Brady e Myra Hidley, e Paul Bernad e Karla Homolka.

Se l’incontro fatale fra i due non si fosse realizzato, molto probabilmente queste donne non sarebbero mai arrivate a uccidere.

Tuttavia, nel caso della Wuornos, non solo questa agiva individualmente, e sotto l’influenza di nessuno; ma organizzava i suoi omicidi in modo del tutto freddo e calcolato.

Quando la Wuornos depositò, al banco dei pegni, una videocamera appartenuta a una delle vittime si ebbe, finalmente, una svolta nelle indagini: l’assassina fu condannata alla sedia elettrica nel 1992.

È chiaro quanto questo personaggio si allontani notevolmente dagli standard di sensualità e bellezza a cui ci aveva abituato Charlize Theron; e si capisce anche il motivo per cui, all’infuori degli ambienti della critica, l’interpretazione dell’attrice in Monster sia molto meno ricordata rispetto alle altre.

Il critico cinematografico Roger Ebert definì quel film come il migliore dell’anno 2004; e giudicò l’interpretazione di Charlize Theron come qualcosa di straordinario, uno dei più grandi spettacoli della storia del cinema.

La Aileen Wuornos di Charlize Theron, infatti, è credibile tanto interpretativamente quanto fisicamente. Il processo di trasformazione estetica operato, nei confronti dell’attrice, dalla troupe di truccatori che lavoravano al film, è stato tale da renderla perfettamente irriconoscibile.

charlize Theron Monster

Difficile giudicarla perfetta e sensuale dopo aver visto questo film: ci troviamo di fronte a una Charlize visibilmente ingrassata, con i denti marci e consunti, una pelle devastata e butterata, e il viso che porta i segni di una vita di prostituzione e indicibili violenze sessuali.

Per raggiungere questo risultato, Charlize Theron è dovuta ingrassare di quindici chili; ha dovuto sottoporsi a lunghe sessione di trucco per peggiorare il suo aspetto estetico. Un risultato, questo, reso più credibile da un’interpretazione toccante, e profondamente umana, tale da farle vincere un premio Oscar come miglior attrice protagonista.

Ma qual è stata veramente l’impronta personale che Charlize Theron ha saputo donare al personaggio di Aillen Wuornos?

Prima di rivelarlo, occorre specificare che il film Monster e stato scritto e realizzato sulla base di una delicata e sensibile concezione tipicamente femminile.

Scritto e diretto dalla regista Patty Jenkins, il film sembra essere volto interamente a scoprire il lato più umano e sensibile che si nasconde sotto le gesta di uno dei più feroci serial killer americani.

A differenza di molti altri film incentrati sul tema – pensiamo a Seven (1995), Il silenzio degli innocenti (1991), Kalifornia (1993), Zodiac (2007) – in cui si cerca di far emergere il lato più oscuro e perverso della mente umana, l’insana efferatezza dei delitti, o anche le complesse dinamiche investigative; in Monster, la sensibilità del regista sembra rivolgersi alla debolezza e alla fragilità del personaggio; alla crudeltà e l’indifferenza del mondo che circonda la Wuornos, e sarà proprio questo mondo a farla diventare un mostro:

“L’amore vince su tutto. Non tutto il male viene per nuocere. La fede smuove le montagne. L’amore trova sempre una strada. C’è una ragione per ogni cosa. Finché c’è vita c’è speranza. Qualcosa devono pur dirti”.

Una frase come questa uno la immaginerebbe molto più spontaneamente in un film romantico che non in un film biografico sulle gesta di un serial killer.

Sin dalla prima scena, Aillen Wuornos ci viene presentata come una romantica disillusa, una che si sente bella, delicata, speciale, una principessa che ancora dev’essere scoperta. Da piccola, la donna sogna di diventare attrice: dice che Marilyn Monroe è stata scoperta mentre vendeva gelati e che, molto probabilmente, a lei capiterà la stessa cosa.

Tuttavia, la Wuornos non finisce esattamente come Marilyn Monroe, bensì abbandonata in strada, a lavorare come prostituta; si accorge che la sua bellezza non è affatto una dote, ma una qualità in forma di merce, la quale può essere svilita e venduta a qualunque persona, senza essere, a ogni modo, apprezzata veramente.

Sull’orlo del suicidio, e con il peso opprimente dei suoi sogni falliti, la Wuornos entra, una sera, in un locale gay, dove conosce Selby, ragazza lesbica interpretata da una timida Christina Ricci.

La Wuornos interpreta quell’incontro come un segno della provvidenza, volto a impedire il suo suicidio, e inizia una storia con la ragazza, impegnandosi anche a cambiare vita, e a trovarsi un lavoro dignitoso per poter vivere felicemente con lei. Il progetto non riesce e, dopo il tentativo di stupro da parte di un cliente, al quale la Wuornos risponde uccidendo con la pistola il suo aguzzino, la donna matura un odio viscerale verso il mondo, verso il genere maschile, e verso tutti i clienti delle prostitute, e inizia una serie irrefrenabile di omicidi che si concluderà con la separazione da Selby e l’inevitabile finale.

charlize Theron Monster

L’assassina, più che una criminale, appare una vittima del sistema alla quale il mondo non ha dato alcuna possibilità.

Nel tracciare le debolezze di questo personaggio, Charlize Theron appare perfetta. Nonostante non vengano espressi molti particolari dell’infanzia del personaggio, né dei traumi subiti, Charlize si mostra abilissima nel lasciar intuire tali aspetti psicologici semplicemente con i gesti e con i moti del viso, mostrando, così, di possedere l’estrema abilità alla quale ogni attore ambisce: esprimere i propri personaggi con la semplicità dei gesti, sentirli dentro, viverli esistenzialmente.

Nelle movenze sgraziate e mascoline dei gesti della Wuornos interpretata dalla Theron si nasconde l’animo ferito di una ragazza che credeva nei sogni, e alla quale la crudeltà del mondo non ha lasciato alcuna possibilità.

In Monster, quindi, per la prima volta, lo spettatore, non distratto dalla bellezza dell’attrice, può concentrarsi su una Theron più umana e drammatica, nuda della sua tragica espressività, assistendo, forse, a una delle migliori interpretazioni nella carriera dell’attrice sudafricana.

Se si aspettavano di vedere un’interpretazione della Theron animata da una crudeltà e un’efferatezza inaudite, gli spettatori potranno ripiegare sul successivo film Biancaneve e il cacciatore (2012), e sul suo prequel Il cacciatore e la regina di ghiaccio (2016), dove l’attrice, oltre a interpretare perfettamente il ruolo della villain, mantiene preservata, e forse addirittura migliorata, la sua glaciale e imperturbabile bellezza.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Ti potrebbe piacere anche..

News categoria
Leggi ancora

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi