Christopher Nolan, da Memento a Interstellar: l’analisi dei suoi film più significativi

Christopher Nolan

Christopher Nolan rappresenta uno dei registi più amati del cinema contemporaneo. Analizziamo tre suoi film che hanno saputo conquistare pubblico e critica.

Christopher Nolan e il suo amore innato per cinema e letteratura

Christopher Nolan è uno dei registi più eccelsi del cinema contemporaneo, soprattutto perché riesce a coniugare la concezione di film d’autore e i blockbuster (vedi la trilogia di Batman) mantenendo sempre una cifra stilistica riconoscibile. Probabilmente ciò che rende i suoi prodotti audiovisivi così forti è anche la preponderante presenza e aiuto da parte della moglie, la produttrice Emma Thomas e del fratello sceneggiatore Jonathan Nolan.
A soli 48 anni ha già sulle spalle ben 10 film, vogliamo omaggiarlo analizzandone tre dei più importanti:

MEMENTO (2000) : Siamo nel 2000 e Christopher Nolan appena trentenne porta sul grande schermo una pellicola che potremmo definire “cinematografica” a 360 gradi, parliamo di Memento. La sceneggiatura è ispirata ad un racconto del fratello Jonathan che si basa sulla concezione del “Memento Mori” utilizzata nel mondo antico per ricordare ai grandi imperatori la loro natura mortale, nel film invece parliamo di “Memento ed ne obliviscaris” ovvero “ricordati di non dimenticare”, una cosa che il nostro protagonista purtroppo non può fare. Leonard (Guy Pearce) dopo aver assistito all’omicidio della moglie viene colpito da un disturbo della memoria anterograda: perde la memoria a breve termine, perciò le indagini per scoprire gli assassini della moglie diventano molto più complessi e sarà costretto a imprimere i ricordi attraverso le polaroid e i tatuaggi, ma questo vortice lo porterà a non fidarsi di nessuno, nemmeno di se stesso.

L’intreccio del film è di per sé un normale thriller, ma ciò che lo rende un perla fra i film del suo genere è sicuramente il montaggio che ci fa vivere la storia sullo schermo secondo la mente di Leonard e quindi come se assecondasse il suo disturbo. È un montaggio slegato che però segue due linee narrative parallele, una a colori che va a ritroso e una in bianco e nero che procede gradualmente. È stata montata una versione lineare del film ma perde completamente tutta la sua magia.

Christopher Nolan attraverso il film ci parla della memoria, ma anche dell’identità individuale, Leonard non è più Leonard ma è il suo disturbo, tutti lo riconoscono così e ciò lo rende in partenza un debole.

Memento è un film che indaga l’uomo e la memoria come forza rassicurante e protettiva; i ricordi servono ad attutire il dolore, ma non sempre funzionano.

THE PRESTIGE (2006): Stavolta la trama del film è ispirata dal racconto di Christopher Priest ma non manca la mano di Jonathan nella stesura della sceneggiatura. Siamo nella Londra vittoriana dove due illusionisti a causa di un incidente durante i loro trucchi finiscono per odiarsi e farsi la guerra rubandosi donne, illusioni e opportunità. Anche qui ci troviamo di fronte ad un film che poggia tutto sull’intreccio e sul montaggio alternato che ci portano sempre più lontani dallo svelamento e dove gli accadimenti vengono mostrati senza veli, senza intenti didascalici, ma nella loro essenza, non esiste il bene né il male.

Christopher Nolan in questo film probabilmente concentra uno dei miglior cast di attori: i protagonisti interpretati da Hugh Jackman e Christian Bale (con il quale aveva già lavorato) mantengono credibilità per tutta la durata del film e sono affiancati da ruoli femminili altrettanto all’altezza, Rebecca Hall e Scarlett Johansson.
Inoltre due fiori all’occhiello sono Michael Caine e David Bowie (irriconoscibile nei panni di Nikola Tesla)

Con The Prestige, Christopher Nolan non solo si dimostra ancora una volta come un abilissimo regista ma anche come un eccellente sceneggiatore che insieme al fratello sanno muovere sulla scena ogni personaggio.

INTERSTELLAR (2014) : Uno dei film di fantascienza più amati del XXI secolo, è ambientato nel 2067 e dall’incipit sembra quasi un film dalle ambientazioni western, il mondo è colpito da un drastico cambiamento climatico che rende impossibile l’agricoltura, Cooper (Matthew McConaughey) e il suo gruppo di scienziati così decidono di attraversare il wormhole alla ricerca di nuove dimensioni abitabili. Cooper però quando parte per lo spazio lascia a casa la figlia Murph (Jessica Chastain) con la quale ha un rapporto molto intenso.
Interstellar si distingue perché racconta di teorie che funzionano ‘teoricamente’ ma che non sono state dimostrate concretamente. Si cerca di coniugare la teoria della relatività di Einstein con la fisica quantistica.

La colonna sonora è stata affidata ad Hans Zimmer (trilogia di Batman e Inception). È curiosa, uniforme, ripetitiva, ossessiva fino alla fine. Quando Nolan contattò Zimmer per la creazione della colonna sonora, gli disse solo che il film si sarebbe basato su un rapporto padre-figlio, così Zimmer compose quest’opera musicale, senza sapere la vera trama del film. In più ci sono dei rumori che si sovrappongono ai suoni, questi rumori sono una registrazione di un coro di voci a cui è stato chiesto solo di respirare.

Interstellar è stato girato in 70 mm con una videocamera I-MAX, la più potente che esista. C’è un ampio uso del digitale, ma molto meno di quanto si possa pensare, la maggior parte sono effetti ottici. Alcune scene sono state realizzate con una tecnica vecchia, cioè costruire dei modelli e posizionare delle videocamere in degli scorci strategici, tutto è il risultato di una sovrapposizione. Questo film è un omaggio al cinema prima del digitale, a Kubrick. C’è una citazione di 2001: Odissea nello spazio quando Cooper si lascia andare nel buco nero, e finisce in uno spazio astratto chiamato tesseratto: un cubo quadridimensionale in uno spazio di cinque dimensioni, creato affinché Cooper possa interagire con la figlia Murph attraverso di esso. Il tesseratto è un elemento plausibile, non del tutto assurdo. Viene rappresentato come un insieme infinito di piccoli cubi in cui ciascuno dei quali è dietro la libreria di Murph e ogni cubo rappresenta un frammento di tempo trascorso. Passato, presente e futuro che si mescolano.

Interstellar cita due film, Lo Specchio (A. Tarkovskij, 1965) e The tree of life (T. Malick, 2011). Entrambi si concludono in uno spazio fuori dal tempo in cui passato presente e futuro sono compresenti, e si ricongiungono con i loro amati. Invece 2001: Odissea nello spazio” si conclude in una casa ottocentesca, c’è solo la percezione del tempo che si azzera e non ci sono sentimenti.

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