Codice Unlocked, recensione: Noomi Rapace contro tutti nel film diretto da Michael Apted

Codice Unlocked Film 2017

Dopo essere stato presentato in anteprima al Bari Film Festival 2017, arriva questo weekend al cinema Codice Unlocked, ultima fatica cinematografica del regista Michael Apted. Di genere prettamente “thrilleresco”, la pellicola presenta un massiccio mix di spionaggio e azione, e trova la propria forza in una sceneggiatura più volte elogiata negli anni passati. Sì perché Codice Unlocked viene distribuito dopo una lunga gestazione. Il concepimento risale addirittura ad undici anni fa, quando cioè il film prendeva forma dalla collaborazione tra la produttrice Georgina Townsley e lo sceneggiatore Peter O’Brien. Da lì la conseguente scelta del regista e degli attori, in particolare della protagonista, poi individuata in Noomi Rapace soprattutto per quella fisicità possente e ben delineata che l’attrice ha già avuto modo di portare in scena con film quali Prometheus e Millenium.

Con Michael Apted dietro la macchina da presa, forse risultava scontata la scelta di porre una donna al centro di tutto, così come avvenuto per altre sue notevoli pellicole come La ragazza di Nashville con Sissy Spacek e Gorilla nella nebbia con Sigourney Weaver. La capacità del regista di rapportarsi e raccontare l’animo femminile emerge anche in Codice Unlocked, dove Alice Recine (Noomi Rapace) non è altro che una ragazza spinta dalla vita a sudarsi ogni grammo di felicità, ed il cui stato psicofisico dipende totalmente dall’andamento della sua vita professionale.

Nel corso del film la vedremo sorridere una o due volte, e questo perché nel suo cuore giace un profondo senso di colpa per una tragedia avvenuta a Parigi alcuni anni prima. Alice è infatti convinta di essere in parte responsabile dell’attentato che tolse la vita a decine di persone, tra cui numerosi bambini. Ecco perché “casca dalle nuvole” nel momento in cui le viene proposto un nuovo incarico in cui dovrà mettere in atto tutta la propria esperienza nella conduzione di interrogatori. Neanche il tempo di godersi un flebile senso di rinascita che la donna si ritroverà ad essere protagonista di un effetto domino fatto di tradimenti e informazioni sconvolgenti.

Per chi ama il genere spy-thriller, Codice Unlocked rappresenta un titolo da non perdere. Infatti, seppur non sempre brilli di originalità, il film riesce a regalare sequenze adrenaliniche e a mantenere alta l’attenzione del pubblico, testimone di voltafaccia più o meno inaspettati. Alla fine, e non è certo un caso se ripensiamo a quanto detto poco fa su Michael Apted, a portare in alto il nome della lealtà e del senso del dovere saranno le uniche due donne presenti nel cast, Noomi Rapace e Toni Colette (Emily Knowles), quest’ultima più che credibile nel suo ruolo di sovrintendente.

Il personaggio di Alice riesce a creare una discreta empatia, grazie alla fisicità dell’attrice, prestatasi benissimo al ruolo di ragazza dal passato difficile, totalmente concentrata sul proprio lavoro e sulla propria responsabilità nei confronti del prossimo. Sarà infatti protagonista di una vera e propria corsa contro il tempo, una nuova occasione che la vita le darà per potersi riscattare dai presunti errori del passato. Troverà la forza ed il coraggio di farlo, nonostante continui a veder morire le persone intorno a lei, e questo per il bene di una collettività che rischia di esser vittima di un devastante attacco biologico.

Preziosa, per la riuscita del film, è di certo la capacità dello sceneggiatore di caratterizzare al meglio tutti i protagonisti, tra cui spiccano Orlando Bloom (Jack Alcott), Michael Douglas (Eric Lasch) e John Malkovich (Bob Hunter). Nell’era degli attentati e delle guerre di religione, Codice Unlocked si aggiunge alla lista di film che sviluppano il proprio soggetto intorno all’eterno conflitto tra “occidente buono” e “islam cattivo”, se non fosse che la pellicola dimostrerà quanto in realtà il vero nemico possa tranquillamente nascondersi in casa propria e passare inosservato, rischiando addirittura di essere considerato come un eroe.

Una matrioska di segreti nel cuore di Londra che si pone l’obiettivo di accendere i riflettori sulle dinamiche dello spionaggio internazionale, amare più che mai nell’era del terrorismo, e sullo smarrimento umano nell’abisso di un odio cieco che non fa né vincitori né vinti. Il pubblico diventa testimone di una partita a scacchi in cui segue le spiazzanti mosse dei vari giocatori, pur immaginando sin da subito (film di questo genere finiscono quasi tutti allo stesso modo) chi sarà, alla fine, a fare scacco matto. Unica pecca di Codice Unlocked, di certo rivedibile, è quella di un finale un po’ troppo sbrigativo, per un film che, anche solo con una o due sequenze aggiuntive, avrebbe potuto donare alla pellicola una chiusura più degna e comprensibile.

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