Collateral, la trama: un trailer per l’ultima frontiera del Britsh Crime targata Netflix

Primi dettagli di rilievo per Collateral, la serie Netflix che arricchisce il suggestivo filone del British Crime.

Collateral: online il trailer della nuova serie britannica

C’è chi ne attendeva notizie fin da inizio anno ed ora, finalmente, avrà di che saziarsi! Su Netflix, dal prossimo 9 marzo, sarà possibile scoprire la nuova miniserie crime targata BBC, Collateral, con Carey Mulligan nei panni dell’ispettore protagonista (An EducationIl Grande Gatsby). Questo nuovo progetto britannico, diretto da S. J. Clarkson, porta inoltre la firma di David Hare, sceneggiatore di fama eccezionale, per capolavori come The Hours, The Reader e Il Danno.

La trama del primo episodio, al centro del trailer lanciato dalla rete, vede la protagonista alle prese con le indagini su un misterioso omicidio: Abdullah Asif, rifugiato siriano impegnato nella consegna di una pizza a domicilio, viene freddato con tre colpi di arma da fuoco. Si tratta di una semplice casualità o dietro quella morte c’è molto di più? Le indagini su quella morte coinvolgeranno la protagonista nell’intricato labirinto della criminalità organizzata e del traffico di esseri umani. Tra i personaggi della serie anche due grandi volti noti, entrambi veterani di Doctor Who, John Simm, altrimenti conosciuto come il Maestro, e Billie Piper.

Una trama sulla scorta di precedenti illustri

Tanti e buoni elementi per credere questa serie una nuova nota particolarmente apprezzata del crime britannico, ormai eleggibile a degno competitor di quello americano.

Il loro segreto?

Probabilmente quel marchio di fabbrica sottilmente british che, anche nelle serie più recenti, ormai sofisticatissime, non viene mai tralasciato….

Nessuno mette in dubbio infatti che i primi inesorabili responsabili della diffusione dell’amore per le serie crime, web e non, siano stati indiscutibilmente gli americani!

E con loro si sono aperti i cicli infiniti, alcuni dei quali ultradecennali… il pensiero vola al sempreverde Dick Wolf, che riesce ancora oggi ad assicurare una programmazione ininterrotta, talmente varia che indipendentemente dall’orario cui vi si ricorre, difficilmente pone lo spettatore davanti ad una replica…

Però poi, via via, l’Europa si è accodata. E ha sfornato prodotti più o meno interessanti.

Il valore del British Crime

Il marchio di fabbrica britannico ha senz’altro il suo perché; fin dalla valutazione complessiva della sua visione crime.

Partiamo dai must, perché anche l’esperienza oltre Manica ne ha uno colossale: e possiamo dire che John Nettles sta al Big Ben, come Dick Wolf sta alla Casa Bianca.

Con L’Ispettore Barnaby infatti il prodotto british travalica le bianche scogliere di Dover e si lascia apprezzare anche fuori. Merito delle sue atmosfere fiabesche, fatte di giardini fioriti e tetti di paglia, focolari e countryside. Insomma, con Barnaby il crime c’è e spesso è efferato, ma resta pur sempre rincuorante, e il movente si perde negli albori delle più belle tradizioni. I paesaggi sanno coccolare nella brughiera verde e lussureggiante nella quale si nascondono le più strane armi del delitto.

John Nettles in una scena del L’Ispettore Barnaby

Capolavori. Capolavori che hanno imparato da altrettante pietre miliari del crime pre-scentifico, quello a cavallo tra la saputella Miss Marple e i numerosi rifacimenti di Sherlock Holmes.

Ma chiaramente non finisce qui. Incoraggiata forse del successo del buon Barnaby, la Gran Bretagna ha differenziato ed evoluto la sua offerta investigativa facendone un british per tutti i gusti.

Da una parte ha continuato a coltivare l’anima dei colori pastello e le forme edilizie vittoriane, varando le serie Padre Brown, di fattura pettegola e casalinga, e la già più raffinata Grantchester, che ha avuto, insieme alla tonaca, anche il suo bel sex simbol, vale a dire James Norton. In entrambe svettano le atmosfere di contea, i delitti passionali, i rancori contati e calibrati sui caratteri necessari della composizione stereotipata del countryside….che si tratti di un fittizio villaggio di Kembleford nelle Cotswolds o di Grantchester, piccolo ed idilliaco villaggio vicino a Cambridge, tutto ci culla come nelle più tipiche scampagnate all’inglese.

James Norton e Robson Green in Granchester

Broadchurch e Hinterland

Dall’altra, il crime britannico ha provato a strapparsi quel raro sole primaverile di contea, ghiacciare le composizioni floreali dei balconi, buttare via la bicicletta del curato, senza per questo perdere lo humour di eccellenza e i colori brumati delle giornate di pioggia sottile.

Ed ecco allora la ricetta del crime più affilato, quello meno rassicurante e potenzialmente inquietante. Quello che si nasconde dietro la nebbia, oltre che alle buone maniere. Se si volesse fare una classifica di quel che ne è finora uscito fuori, sempre lungo la parabola immaginaria che dal must-Barnaby arriva al crime britannico di ultimissima generazione, allora ecco i prodotti senza dubbio degni di opportuna conoscenza: la serissima Vera, la serie basata sui romanzi di Ann Cleeves e con protagonista l’ispettrice capo Vera Stanhope, interpretata da Brenda Blethyn; Broadchurch, prodotto già troppo impreciso, a tratti fastidioso, ideato da Chris Chibnall e interpretata da David Tennant e Olivia Colman; il più organico Hinterland, nel quale l’ispettore Tom Mathias viene trasferito nella piccola città di campagna Aberystwyth in Galles.

Happy Valley e le sfaccettature del countryside

Ancora, spostandoci dalla varietà cromatica del countryside, deviando verso le più grigie realtà, troviamo la particolare Happy Valley, ambientata nello Yorkshire, interpretata da Sarah Lancashire. Peccato che al suo personaggio abbiano affidato troppe cose personali da dire, a discapito del crime di puntata vero e proprio; ne soffre meno la serie DCI Bancks, con protagonista Stephen Tompkinson nei panni dell’ispettore Alan Bancks, al quale è affiancata l’esuberante ed ambiziosa detective Annie Cabbot. A questo punto, si può anche arrivare a Luther: una serie lontanissima dai primi esempi citati. British fino ad un certo punto, anche Luther ha un drammatico difetto: l’ingombrante vita privata del suo protagonista.

E ora l’ultima, Collateral, appunto, che siamo molto curiosi di scoprire!

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