Da Full Metal Jacket a Dunkirk: i film di guerra più belli di sempre

Film di Guerra

Approfittiamo dell’uscita di 12 Soldiers, film di guerra diretto da Nicolai Fuglsing con Chris Hemsworth, per ripercorrere alcune delle più belle tappe del cinema bellico.

Quella sporca dozzina di film che hanno cambiato il cinema

Ogni generazione ha la sua guerra e ogni guerra ha il suo film. Anzi, spesso anche più di uno, prendendo in considerazione nuovi punti di vista, nuove vicende, nuove storie, che poi alla resa dei conti sono sempre le stesse. Ciò che cambia è il modo in cui esse vengono raccontate, l’anima che le abita. Il cinema ci ha regalato tantissimi film di guerra, alcuni riusciti, altri no.

Con l’uscita di 12 Soldiers, film di Nicolai Fuglsig con Chris Hemsworth e Michael Shannon, che racconta la storia dei 12 soldati che dopo l’attacco alle Torri Gemelle si fecero strada in Afghanistan e affrontarono 50 mila fondamentalisti, ripercorriamo quelli che sono i migliori film bellici nella storia della settima arte.

Orizzonti di gloria

Lei è un idealista, e la compiango come un minorato.

Uno dei primi film di Kubrick con un memorabile Kirk Douglas nelle vesti del colonnello Dax, al quale è affidata l’operazione di attacco al cosiddetto formicaio: una strategica postazione tedesca apparentemente impenetrabile. L’attacco francese si rivela un fallimento e i superiori prendono quest’atto come segno di codardia da parte del solo esercito. Come punizione e monito per le truppe, decidono di fucilare tre soldati a caso e qui inizia la lotta del colonnello Dax, il quale prima della guerra era un avvocato parigino che ora si impone a favore della difesa dei tre soldati scelti a sorte.

Capolavoro antimilitarista di Stanley Kubrick, maestro del cinema che non ha bisogno di presentazioni, il quale qui palesa il suo odio nei confronti della guerra: un atto di suicidio senza vincitori.

Roma città aperta

Oh, non è difficile morir bene: difficile è vivere bene.

Capolavoro di Roberto Rossellini, apice del cinema neorealista italiano. Roma città aperta è il film che meglio di tutti mostra gli orrori dell’occupazione tedesca in Italia, nel momento in cui Roma venne dichiarata città aperta. Un’indimenticabile Anna Magnani interpreta Pina, futura moglie del tipografo antifascista Francesco, mentre Aldo Fabrizi interpreta Don Pietro, un prete partigiano che aiuta sempre perseguitati politici e antifascisti.

Questo è un caposaldo della settima arte, un film capace di unire ed amalgamare una delle pagine più nere della storia del nostro paese, con scene memorabili come la morte della Magnani e riuscendo anche a strappare qualche risata, insieme al dolore che la situazione suscita nello spettatore.

Salvate il soldato Ryan

Più uomini uccido e più mi sento lontano da casa.

Migliori film di guerra - Salvate il soldato Ryan

Uno dei film più amati del regista americano Steven Spielberg. Probabilmente il miglior sbarco in Normandia mai girato della storia del cinema. La storia della squadra capitanata da Tom Hanks che deve attraversare la Francia tedesca per recuperare Ryan (Matt Damon), unico di 4 fratelli sopravvissuto alla guerra ma ancora disperso in terra francese.

Questo è certamente un film che non ha bisogno di presentazioni, un capolavoro del cinema famoso e ricco di premi che però, nel corso della storia, cade in una retorica tipicamente Americana che stona con quello che si è visto all’inizio della pellicola. Ma nonostante questo rimane un film da vedere e rivedere, senza se e senza ma.

La sottile linea rossa

Lei non si sente mai solo?  – Solo in mezzo alla gente.

Un film di Terrence Malick non è mai un’opera come le altre. I suoi film non vanno visti a livello superficiale ma nascondono tanto altro al loro interno, rispetto anche a ciò che vediamo sullo schermo. Qui Malick regala al mondo quello che forse è il più bel film di guerra di sempre o, comunque, uno dei migliori mai realizzati. Un cast stellare che va da Jim Caviezel a Sean Penn, passando per Woody Harrelson, Jared Leto, Nick Nolte, Adrien Brody e tanti altri ancora, troppi per essere nominati tutti, popola un film esistenzialista, non solo un mero film di guerra.

La storia della compagnia di fucilieri Charlie mandata alla conquista di un avamposto di aviazione giapponese durante la seconda guerra mondiale, è solo la cornice di un film che pone l’uomo/soldato davanti ai suoi doveri e agli obblighi di una guerra che non gli appartiene, scatenando dubbi interiori e drammi, di fronte alla follia della guerra, mentre la natura (punto cardine di tutto il cinema di Malick) li accoglie mansueta e indifferente, ponendosi in totale contrapposizione con tutto quello che in realtà accade. Un film che non è soltanto un film.

Full Metal Jacket

Certo, vivo in un mondo di merda. Ma sono vivo, e non ho più paura.

La guerra vista sin dal momento della formazione dei soldati. La follia che si annida sin dall’inizio, ancora prima della guerra stessa, che invade i corpi e le menti di soldati che, con tutta probabilità, non vorrebbero neanche trovarsi lì. Un film diviso nettamente in due parti, distinte solo dal punto di vista diegetico, ma non nell’anima della pellicola.

Una prima parte dedicata alla formazione dei soldati nel centro di addestramento, mostrando come ne viene manipolata la mente, portando o alla creazione di macchine da guerra, o alla follia. La seconda parte è invece incentrata sulla guerra in sé, sulle sue contraddizioni, incarnate dal soldato Joker, reporter al fronte con il simbolo della pace appuntato sul petto e la scritta “Born to kill” sull’elmetto. Un caposaldo del cinema, non solo bellico.

Flags of our fathers

I veri eroi sono quelli che sono morti su quest’isola.

Clint Eastwood ha portato sul grande schermo una delle più interessanti operazioni cinematografiche dal punto di vista della guerra. Due film, quello di cui parliamo ora e il successivo Lettere da Iwo Jima. Il suo intento era quello di mostrare la guerra, raccontando la terribile battaglia di Iwo Jima prima dal punto di vista prima americano, poi giapponese.

In questo primo film narra la storia di tre dei sei soldati americani fotografati mentre issarono la bandiera americana sul suolo di Iwo Jima e di come in realtà la foto sia stata solo un ingranaggio portante, basato sulla menzogna, di una macchina propagandistica che aveva il solo scopo di portare fondi per poter alimentare la macchina bellica americana. Un film duro e vero, amaro e da vedere, insieme al suo seguito spirituale.

Lettere da Iwo Jima

Se i nostri figli potranno vivere al sicuro un giorno in più, sarà valsa la pena difendere quest’isola un giorno in più!

Dopo aver raccontato il punto di vista americano inerente la battaglia di Iwo Jima, mettendo in risalto la menzogna sulla quale è basata una delle più famose foto simbolo della vittoria americana, in questo film Eastwood prende in considerazione lo sguardo nipponico, sfruttando il ritrovamento di centinaia di lettere di soldati giapponesi, che si ritenevano disperse, sotto la sabbia di Iwo Jima.

E la storia che racconta Eastwood è lo sguardo giapponese attraverso quelle lettere, scritte da soldati consapevoli di dover incontrare la morte. Ma le parole scritte dai soldati giapponesi trasudano la stessa paura delle parole dei giovani soldati americani. Qui c’è la genialità e l’umanità di Eastwood, che riesce a raggiungere livelli spettacolarizzazione, introspezione e critica raramente toccati.

Apocalypse Now

Mi piace l’odore del napalm al mattino.

Migliori film di guerra - Apocalypse Now

Durante la guerra del Vietnam il capitano Willard viene inviato in Cambogia per uccidere segretamente il colonnello Kurtz, il quale è totalmente impazzito e sta portando avanti una guerra che ha assunto tinte tremendamente personali e private. Il film di Francis Ford Coppola è a tratti incomprensibile, come fosse una discesa negli inferi attraverso l’inferno dantesco.

Il regista mette in scena, sfruttando la “scusa” della guerra, l’uomo nudo e crudo, nella sua immensa fragilità, in un simposio sulla divisione tra bene e mare, mai veramente netta. Per fare questo utilizza, oltre la guerra, “Cuore di tenebra” di Conrad e un incredibile Marlon Brando. Un film, questo, che entra di diritto nell’Olimpo della storia del cinema. Una vera e propria opera d’arte.

La grande guerra

Visto che parli così, mì a tì te disi propri un bel nient, faccia di merda.

Torniamo in Italia, con Mario Monicelli, cantore della commedia all’italiana, che dirige e realizza uno dei più grandi drammi sulla guerra. La storia di Alberto Sordi e Vittorio Gassman, due fannulloni che si credono più furbi di quel che in realtà sono, i quali nel tentativo di fuggire dalla guerra si ritrovano invece arruolati.

Ora si ritrovano costretti ad affrontare una guerra, in tutte le sue sfaccettature più crude e buie, tentando di evitare costantemente ogni problema fuggendo, fino al finale, in tutti i sensi, scatto di orgoglio. Film importante, crudo nella sua solo apparente aria scanzonata, grazie a Monicelli che riesce a fondere dramma e commedia nera, mettendo l’uomo di fronte all’evidenza della vita e della guerra.

Platoon

C’è stato qualcuno che ha scritto: «L’inferno è l’impossibilità della ragione». Questo posto è così, è l’inferno.

Oliver Stone realizza con Platoon un film personale, che narra la sua reale esperienza in Vietnam, che parla di tutti. La storia di Chris che parte volontario per il Vietnam e che si ritrova a dover fronteggiare gli orrori della guerra e a vivere sulla propria pelle la condizione psicologica cui arrivano i soldati al fronte.

Chris si trova a fare i conti con sé stesso e con soldati al limite, ma anche con superiori esaltati e crudeli. Un film, questo di Stone, crudo nella sua verità ma, sicuramente, più ottimistico rispetto ad alcune delle precedenti opere succitate.

Dunkirk

Combatteremo sulle spiagge, sulle piste di atterraggio. Non ci arrenderemo mai.

La guerra secondo Nolan. Linee temporali intrecciate e suoni opprimenti quanto gli spari in guerra: la battaglia dei 400 mila soldati inglesi asserragliati sulla spiaggia di Dunkerque dall’esercito tedesco e salvati dall’operazione Dynamo, durata 8 giorni e che salvò la vita a quasi tutti i soldati inglesi.

Nolan narra a suo modo la storia vera accaduta nel corso della seconda guerra mondiale, rimanendo sempre fedele alla sua ossessione per il tempo, sfruttando l’assenza di musica, colmata da suoni pesanti realizzati da Hans Zimmer. Nolan ha il merito di aver realizzato il perfetto film moderno di guerra, raccontando con estremo realismo una storia incredibilmente vera.

Quella sporca dozzina

Diamo anche a quegli altri un posto tra gli immortali.

Chiudiamo con il film che dona il titolo a questo articolo. La storia della sporca dozzina, ossia i dodici soldati condannati a morte per vari reati, cui viene data la possibilità di riscattarsi affrontando una missione apparentemente suicida nella Francia occupata dai nazisti. Un film, questo di Robert Aldrich, probabilmente unico nel suo genere, narrando la storia di uomini che cercano la libertà nella guerra. Perché qui non si parla di soldati o di onore, non ci sono uomini che combattono per la patria, ma ci sono invece uomini che combattono solo per sé stessi, tentando di fuggire da una morte certa, quella per mano dello stato per cui combattono.

Il cinema di guerra ha regalato grandi opere d’arte, le quali non sono solo queste, ma la lista sarebbe stata troppo lunga per inserirli tutti. Ricordiamo però che la guerra non è solo quella sul campo, ma è anche quella che viene dopo, nella mente e nei cuori dei soldati o dei loro cari, narrata perfettamente in film come Last Flag Flying, American Sniper o Allucinazione perversa.

In conclusione, il consiglio è quello di andare a recuperare questi film e di andare a vedere in sala 12 Soldiers.

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