Deadpool 2: la recensione del secondo film sull’anti-eroe Marvel

Deadpool 2 film 2018

Deadpool, il mercenario sboccato e chiaccherone che parla in camera e al pubblico, torna per una seconda avventura più adrenalitica della precedente, ma che perdendo l’effetto novità è vittima di quegli stessi tormentoni dei film di super eroi che invece dovrebbe stigmatizzare.

Deadpool è tornato ma convince a metà la critica

Alla fine del primo film, lo stesso Deadpool compariva in vestaglia e ciabatte, interrompendo i titoli di coda, per annunciare che ci sarebbe stato un seguito e che in questo secondo film sarebbe stato accompagnato dal personaggio di Cable. In quel caso si trattava dell’ultima martellata di Deadpool alla quarta parete che divide solitamente la narrazione cinematografica dallo spettatore e che è stata una delle cifre distintive del suo successo insieme all’ironia, alla volgarità mai gratuita e al tono totalmente dissacrante, ma in realtà in quel piccolo clip non poteva sapere che stava annunciando il problema che avrebbe avuto nel suo sequel.

Cable, il soldato del futuro interpretato da Josh Brolin che salta nel tempo per cambiare il corso degli eventi che ha portato alla morte della sua famiglia, rappresenta una trama classica e solida che, unita a quella del giovane mutante (attore Julian Dennison) torturato nell’orfanotrofio e desideroso di vendetta, occupa gran parte del film soffocando nell’azione la verve iconoclasta del protagonista. Gli interventi meta narrativi rimangono ma non hanno il respiro del primo film. Il ritmo è concitato, l’azione è quella classica ormai inflazionata da un film (o quasi) a settimana a base di supereroi, ed è eccessiva in certi punti e il tutto va a restringere la sfera di interazione di Deadpool con il pubblico.

Lo stesso protagonista Ryan Reynolds che partecipa allo script è per paradosso troppo a suo agio nei panni del personaggio da gigioneggiare e dare l’idea che stia improvvisando sulla scena. Non sempre la cosa funziona.  La partenza di Deadpool 2 è buona, con una strizzata d’occhio al film Logan di Hugh Jackman della stessa produzione Fox, ma poi l’esigenza di raccontare prevale su quella di demolire i clichè. Il secondo problema è il tenore delle citazioni.

Da lettore e conoscitore dei fumetti e dei personaggi Marvel Comics che compaiono nel film posso dire che le citazioni sono azzeccate e ben calibrate, ma da critico mi metto nei panni di chi va in sala perchè ha visto il primo film o magari altre pellicole di questo tipo e si trova mitragliato da strizzate d’occhio a serie a fumetti degli anni 90 (tutta la parte della sconclusionata squadra X-Force messa in piedi da Deadpool usando linkedin) da un protagonista che cita addirittura i numeri dei fumetti dove è apparso un personaggio (su cui non spoilero perchè altrimenti Deadpool, che sta al fianco di ogni recensore per controllare il testo, la prenderebbe male) e sui tormentoni di budget degli X-Men di scorta come il Colosso del primo film o la Testata mutante Negasonica (attrice: Brianna Hildebrandt, qui accompagnata da fidanzatina orientale) creata appositamente per parodiare i giovani mutanti dei fumetti Marvel.

Passando ai pregi (Deadpool al mio fianco cominciava a spazientirsi per tutte queste critiche ) questi riguardano una regia di David Leitch molto dinamica (in alcuni punti il regista di Atomic Blonde e John Wick eccede nella sua estetica dell’iper azione ) ed efficace. Ci sono delle scene che valgono in parte il prezzo del biglietto, una tra tutte quella in cui Deadpool rigenera la parte di sotto del suo corpo (wikiDeadpool: l’anti eroe possiede un fattore di guarigione che gli permette di rigenerarsi anche se fatto in tanti pezzi ) e chiacchera con le gambette di un neonato con i suoi colleghi della sopravvissuta (non dovevo dirlo visto che si rischia uno spoiler bello grosso ma ormai è fatta) X-Force.

Altro punto di forza è il cast, da un Cable/Brolin perfetta controparte mono sillabica al chiaccherone protagonista, all’attrice che interpreta Domino, Zazie Beetz, la mutante che ha il potere di essere incredibilmente fortunata. Chi manca all’appello? Dimenticavo Morena Beccarin che interpreta Vanessa la fidanzata di Deadpool come nel primo film e che qui aiuterà a sviluppare il tema (parecchio presente ultimamente in film e fumetti di super eroi ) della famiglia che nel caso di Deadpool viene declinata in modo disfunzionale. In conclusione: la difficile impresa di aggiungere qualcosa al primo film e di non ricalcarlo troppo non è stata raggiunta. Il meccanismo originale della meta narrativa, una volta svelato il trucco, risulta abbastanza telefonato però quando il mix di citazioni, elemento visivo e battuta è al livello giusto Deadpool 2 è comunque un film godibile.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Ti potrebbe piacere anche..

News categoria
Leggi ancora

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi