Disincanto: la serie Netflix è un gioiellino da “divorare” in una notte

Disincanto

“Una principessa, un demone e un elfo entrano in un bar”: così Matt Groening firma la sua nuova serie Disincanto, una fiaba completamente fuori dagli schemi.

Disincanto, il nuovo gioiellino firmato da Matt Groening

Disincanto completa la trilogia delle serie animate partorite dalla mente di Matt Groening: se con i Simpson eravamo nel presente, con Futurama nel futuro, adesso ci troviamo catapultati in un passato medievale, più esattamente nella città di Dreamland, a seguire le avventure di una principessa un po’ bizzarra.

La principessa Bean è infatti l’alter ego della classica principessa disneyiana ed è uno dei personaggi più completi e caratterizzanti delle serie tv più recenti. Già il nome, se ci pensiamo, è un sottile omaggio al mondo delle fiabe classiche: dopo La principessa sul pisello, troviamo la principessa fagiolo (bean, appunto). Se il candore della sua chioma può ricordare quella di Elsa di Frozen, il suo comportamento è diametralmente opposto e richiama piuttosto quello di un’adolescente ribelle.
Nessuna bambina vorrebbe somigliarle ma molte donne sì: è irriverente e coraggiosa, beve e gioca a poker, si veste da maschiaccio e non ha bisogno di nessun uomo per essere felice.

Come ogni fiaba che si rispetti, non può mancare un velo di drammaticità: Bean è infatti orfana di madre, il papà Re Zog si dedica solo alla seconda moglie, l’unica persona che le è vicina è la tata e di amici nemmeno l’ombra. Tutto questo finché non inizia il primo episodio, il cui titolo rimanda al classico incipit delle barzellette “Una principessa, un demone e un elfo entrano in un bar…” e saranno proprio questi due piccoli personaggi a diventare gli aiutanti di Bean che farà di tutto per sfuggire al matrimonio combinato dal padre per mere alleanze politiche.

Il demonietto Luci ed Elfo rappresentano per Bean una sorta di contrapposizione di bene e male, i classici “angioletto e diavoletto” sulle spalle, per intenderci. Luci è piccolo e malvagio, Elfo (voce di Nat Faxon, già noto come attore nel panorama Netflix) è invece goffo e sempre fiducioso nel prossimo.

Disincanto non verte sul sarcasmo nudo e crudo ma su un sottile humor nero, con una sceneggiatura impeccabile sia nei dialoghi sia nella descrizione di Dreamland. È evidente come dietro questa serie ci siano degli autori che sanno quello che fanno; Groening mantiene un approccio cinico nei confronti della società, ma oltre questo ha aggiunto ispirazione a fiabe che amava da piccolo e altre che ha conosciuto adesso ma soprattutto è stato illuminante il libro di Italo Calvino “Fiabe Italiane”. Matt è stato affiancato dalla fedele squadra di The Simpson e Futurama, in particolare da Josh Weistein.

La serie è brillante, si guarda tutta d’un fiato ed è una degna concorrente delle due colleghe Netflix (Big Mouth e Bojack Horseman) e sarebbe un grosso sbaglio pensare di paragonare Disincanto alle precedenti serie dell’autore statunitense poiché ci troviamo di fronte ad un format completamente diverso in cui Groening ha saputo adattarsi magistralmente.

Disponibile su Netflix dal 17 agosto, la prima stagione di Disincanto è composta da 10 episodi ma ce ne sono già altri 10 in cantiere: restiamo dunque in attesa della data di rilascio.

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