Élite: recensione della nuova serie Netflix con gli attori de La Casa di Carta

Elite Netflix 2018

Dopo La Casa di Carta, Netflix aggiunge al catalogo la nuova serie spagnola Élite, un teen mistery drama con una regia impeccabile e attori di talento.

Élite è stata già rinnovata per una seconda stagione

Dalle ceneri de La Casa di Carta troviamo nella nuova serie tv spagnola tre volti noti: Miguel Herrán (Rio), Jaime Lorente (Denver) e María Pedraza (Alison Parker). Tolte le tute rosse e le maschere da Salvador Dalì, i tre attori sono pronti a indossare le divise scolastiche.

L’“Élite” è proprio il ceto sociale dei nostri protagonisti: adolescenti che frequentano il prestigioso liceo di Las Encinas. A causa del crollo di un altro liceo spagnolo, Las Encinas accoglierà tre nuovi studenti, completamente diversi dallo standard sociale della scuola: Samuel, un ragazzo timido con una madre assente e il fratello appena uscito di prigione, Nadia (Mina El Hammani) una ragazza islamica con una famiglia troppo tradizionalista e infine Christian (Miguel Herrán), adolescente ribelle ed egocentrico.

Ragazzi di 16 anni che hanno una vita sregolata, fatta di genitori assenti e arricchiti illegalmente, sesso senza sentimenti, droghe, malattie e ribellione, ragazzi che in realtà sono adulti sfatti come se avessero quarant’anni, che hanno visto tutto della vita e non provano indignazione per nulla, nemmeno per un omicidio.

È proprio questo il motore della storia, l’omicidio di una studentessa sieropositiva, Marina (Alison Parker). Tutte le puntate sono strutturate con continui flashback dei ragazzi interrogati dalla detective che ripercorrono la storia dall’entrata dei nuovi ragazzi nella scuola fino all’ultimo giorno di Marina.

Élite così mette in evidenza come sia difficile l’integrazione fra ragazzi di ceti sociali diversi ma anche di religioni diverse. Nadia è una brillante studentessa e fedelissima alla sua religione, ma rinuncerà al suo hijab per seguire le politiche scolastiche e metterà in discussione sé stessa quando inizierà a frequentare Guzman, (Miguel Bernardeau) il protettivo fratello di Marina e fidanzato di Lu (Danna Paola), la principessina della classe.

Marina è l’unica che da sempre si pone più aperta e accogliente nei confronti di chi è diverso da lei, forse più per ribellione che per volontà, infatti è proprio dalla relazione con un ragazzo “socialmente inferiore” che ha contratto l’hiv. Questo suo atteggiamento farà così innamorare perdutamente di lei Samuel, che però dovrà fare contendersela con l’uscita di galera del fratello Nano (Jaime Lorente).

L’ultimo triangolo amoroso è composto da Carla (Ester Expósito) e Polo (Álvaro Rico), una coppia che a soli 16 anni vivono già una crisi di noia nella relazione, dovranno risollevarla “usando” Christian e creando molte gelosie fra loro.

Élite è un cocktail ben riuscito di personaggi, storie e luoghi già visti e rivisti, eppure la sua novità è classificarsi in un genere definito teen mistery drama che, dati gli ottimi riscontri, potremmo vedere spopolare nel nostro catalogo di film e serie tv.

Sicuramente il primo competitor appartenete a questo genere è il recente Riverdale. I due hanno molto in comune, teenagers che condividono vite diverse, relazioni e drammi e soprattutto un omicidio in cui tutti sono vittime e carnefici. L’elemento di diversità? Sicuramente si nota dalla regia e dal mood delle serie, se in Riverdale regna il dark, un sottotono cupo e freddo, inquadrature strette e suoni di suspence, Élite è un raggio di luce: il bianco e gli spazi ampi delle case e della scuola rendono tutto più maestoso e forse familiare consacrando il tutto con tante riprese fatte con il drone.

L’altra serie che strizza l’occhio a Élite è un po’ old ma si riconosce subito il segno: Gossip Girl. La differenza fra classi sociali è il tema principale, o meglio il tema che mette in moto la storia e tutte le vicende interne che si susseguono fra i personaggi. Nadia, Samuel e Christian sono i nuovi Dan, Jenny e Vanessa che si imbucano nell’ ”élite” spagnola e newyorkese rompendo gli equilibri e creando attriti. D’altronde la stessa Lu esplica con una frase la morale della serie “Quando in un ambiente perfetto vengono introdotte nuove specie, avviene la contaminazione”.

Così i protagonisti crescono, cambiano e mettono in discussione le loro certezze: Guzman odiava il fatto che sua sorella Marina frequentasse gene di un rango inferiore, eppure lui stesso si trova a innamorarsi di Nadia e fare cose che prima non avrebbe mai nemmeno immaginato. Polo capisce di dover soffermarsi a capire la sua sessualità, Carla continua a interpretare il ruolo della donna forte mentre Lucrecia finalmente mostra le sue debolezze.

È una serie con una personalità molto forte e con personaggi memorabili: seppur non abbia nulla di strabiliante lascia qualcosa di unico allo spettatore.

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