Ennio Morricone compie 90 anni: viaggio nella musica di un Maestro senza tempo

Ennio Morricone 90 anni

In occasione dei 90 anni di Ennio Morricone, ripercorriamo la straordinaria carriera del genio romano attraverso la sua arte immortale.

Ennio Morricone, le composizioni che hanno fatto la storia del cinema

Ennio Morricone si laurea come trombettista presso il conservatorio Santa Cecilia a Roma. Fu subito chiaro, però, che la sua più grande dote fosse la composizione. Gli inizi della carriera del maestro furono subito costellati di successi. Iniziò a suonare come trombettista in piccoli complessi romani, per poi entrare nell’orbita Rai e lì iniziare a scrivere arrangiamenti per Edoardo Vianello. Il suo maggior successo in questo senso fu l’arrangiamento di “Se telefonando”, per Mina.

La figura che proietta la fama di Morricone sul grande schermo è quella di un suo ex compagno di classe alle elementari: Sergio Leone. Morricone aveva già scritto musica da film, ma con Leone inizia l’ascesa, con idee incredibili per le colonne sonore dei celebri Spaghetti Western.

Il buono, il brutto, il cattivo (1966): Se oggi vi chiedessero di pensare ad una musica da associare al west sicuramente vi verrebbe in mente questa fantastica melodia. Pensateci un attimo però: non è strano che nel west sapessero suonare la chitarra elettrica? No, infatti, non è.solo strano… È impossibile. Ma nulla è impossibile a Morricone, che stravolge l’idea del mandolino e compone il “suo” Spaghetto Western: più elettrico che mai.

Novecento (1976): Morricone inizia a sfornare musica con assiduità devastante: Da Pasolini a Mario Bava, da Dario Argento a Elio Petri, tutti lo vogliono. Il meglio dei suoi anni ’70, però, Morricone lo dà quando Bernardo Bertolucci lo chiama per comporre una colonna sonora che potesse sostenere quell’opera mastodontica che è il suo Novecento. Morricone non solo riesce a comporre una melodia indimenticabile, ma getta le basi per il suo lavoro futuro.

Un sacco bello (1980): Ennio Morricone sa scrivere per ogni genere. Ormai questo è chiaro a tutti. Dunque il suo amicoSergio Leone lo invita a dare una mano al suo nuovo “pupillo”:Carlo Verdone, e il maestro non si tira indietro. Per il primo film di Verdone, Ennio Morriconesi ispira in qualche modo al suo west, utilizzando come base del suo lavoro quel fischio che caratterizzava le sue prime opere, e che ritroveremo più avanti nel nostro viaggio. Nel frattempo lasciatevi cullare da questa melodia… un sacco bella.

La leggenda del pianista sull’oceano (1998): Capolavoro immancabile in questo viaggio è la colonna sonora che Morricone scrive per il film La leggenda del pianista sull’oceano. Fare musica per un film che parla di musica può essere rischioso: si rischia di dire troppo rispetto a quello che sarà il messaggio del film, sovrastandolo. Morricone non eccede, ma scrive un autentica meraviglia.

C’era una volta il west (1968): Il Morricone che però più ci piace ricordare è quello che c’era una volta. Non è solo una frase d’effetto, è la verità. Perchè spesso lo accostiamo al suo grande amico Sergio Leone, per il quale compone due delle opere musicali per il cinema più belle di sempre, che si legano proprio a quest’inizio da fiaba: C’era una volta…

C’era una volta in America (1984): Ultima collaborazione con Leone. Un film definito da molti come un’enciclopedia. Questo è un Morricone ai massimi livelli. La colonna sonora sostiene le immagini in modo magistrale. L’emozione viene amplificata da ogni nota, sembra che i due sapessero cosa sarebbe successo di lì a pochi anni. Memorabile la sequenza con De Niro che segna il passaggio di epoca, sull’arrangiamento orchestrale di Yesterday.

Per un pugno di dollari (1964): Sempre in ambito Leoniano, troviamo di nuovo una colonna sonora che fa del fischio il suo punto cardine. Di nuovo la chitarra elettrica. Di nuovo la magia di un western tutto italiano, con degli attori incredibili, un regista stratosferico e una colonna sonora…beh…da Morricone.

Nuovo cinema Paradiso (1988): Ancora una collaborazione con Tornatore. La colonna sonora è iconica, conosciutissima. Morricone non ha mai la pretesa di far ricordare la colonna sonora più del film. Spesso, infatti, non sappiamo neanche che la colonna sonora sia sua. Morricone è maestro nell’accompagnare, e qui lo fa in modo incredibile. Nell’ultima, famosissima sequenza, la musica esalta con un crescendo bellissimo la potenza delle immagini.

The Ecstasy of gold (1966): Di nuovo dal film “il buono, il brutto, il cattivo”. È un inno all’epica Western. Un meraviglioso crescendo costruito sulla straordinaria voce di Susanna Rigacci. Se non l’avete mai sentito spendete pochi minuti a farlo. È un’esperienza unica e non ve ne pentirete.

The Mission (1986): Personalmente è l’opera di Morricone che preferisco. Vedendo il film la prima volta ne rimasi estasiato. Non credevo fosse possibile dare così tanta potenza ad uno strumento come l’oboe. È una musica che genera un’atmosfera unica. Le immagini sono splendide e altrettanto splendidamente accompagnate da questa meravigliosa serie di colpi di genio.

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