Extinction: recensione dell’invasione aliena (con sorpresa) targata Netflix

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Extinction, il film di fantascienza con Michael Peña, salvato da Netflix dall’oblio, si distingue dalla massa grazie a un colpo di scena che fa riflettere.  

Gli alieni non sono come sembrano in Extinction

Di invasioni aliene è pieno il mondo del cinema e serie TV ed è più che normale affrontare la visione di Extinction, ennesimo film ad affrontare il tema sbarcato da poco su Netflix, con una buona dose di sano scetticismo. Sarà che quando si parte con zero aspettative anche poco sembra tanto e bello, ma il film non delude assolutamente grazie principalmente ad un colpo di scena che ribalta i ruoli e fornisce molti spunti di riflessione.

La storia di come sia venuto alla luce questo film è davvero molto travagliata e non depone a suo favore. Rimasto nella black list di Hollywood del 2013, ossia l’elenco annuale delle sceneggiature promettenti ma che per vari motivi non riescono ad arrivare in sala, era stato pensato per il grande schermo, con Joe Johnston alla regia e James McAvoy nel ruolo di protagonista. Lo sci-fi targato Paramout Pictures si è però dovuto scontrare con vari cambi di programma fino ad approdare sulla piattaforma streaming che ne ha acquistati in esclusiva i diritti, con un’inevitabile diminuzione del budget che ha visto andare il ruolo di protagonista a Michael Peña (Ant-Man and the Wasp) e la regia a Ben Young (Hounds of Love del 2016).

Netflix quindi, ripete l’opera di salvataggio già affrontata per altre pellicole, come Annientamento e The Cloverfield Paradox, pensate per il grande schermo e poi abbandonate nel dimenticatoio, e in questo caso fa davvero bene perché Extinction si rivela un prodotto valido.

Al centro della storia troviamo Peter, un tranquillo padre di famiglia con la faccia del buono impassibile di Michael Peña, tormentato da mesi da inquietanti sogni inerenti a invasioni alieni che coinvolgono lui e i suoi familiari, la moglie Alice e le due figliole. I sogni gli creano problemi in famiglia e sul posto di lavoro, dove il suo capo, interpretato da Mike Colter (Luke Cage), gli consiglia di farsi vedere da uno bravo.

Ma, sorpresa delle sorprese, gli alieni arrivano davvero e si rivelano aggressivi come pochi e decisi a sterminare tutti coloro che gli capitino a tiro.  A questo punto arriva la grande rivelazione che salva letteralmente il film, che fino a lì era risultato abbastanza noioso e prevedibile, permettendogli di rivelarsi per quello che è: un film distopico che oltre ad interrogarsi sull’iterazione tra robotica, intelligenze artificiali e umani, parla anche di discriminazione e supremazia tra specie.

Extinction purtroppo sfiora solo questi temi, seppur con garbo e intelligenza, ma se ne capisce bene il motivo, era necessario che la prima parte del film procedesse come da copione, seguendo il filone delle classiche invasioni aliene, per preparare il terreno al colpo di scena che effettivamente risolve il film, purtroppo però in questo modo, l’azione non lascia molto spazio ad approfondimenti etici.

Il finale rimane piuttosto aperto e un seguito sarebbe molto interessante proprio per sviscerare questi aspetti, lasciati per così dire, “sospesi”.

Gli attori sono al posto giusto, notevole Lizzi Caplan che con i suoi occhi grandi è credibile e intensa nel ruolo di mamma coraggiosa pronta a tutto per salvare la sua famiglia, e anche Michael Peña, seppur un po’ poco espressivo, piace nel ruolo di papà-eroe che per una volta non è bellissimo e muscoloso e per questo convince.

In sintesi, se riuscite a rimanere svegli per la prima parte del film, dal colpo di scena in poi sarete ripagati della fatica, e vi garantirete un film assolutamente godibile anche se non siete grandi appassionati del genere. Se poi amate le pellicole dove nulla è come sembra e il confine tra buoni e cattivi è molto labile, Extinction vi conquisterà del tutto.

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