Fargo, recensione episodio 3×03: il triste passato di Thaddeus Mobley

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Rimorsi e sogni infranti a sostegno delle indagini di Gloria Burgle. Questo, e tanto altro, nella recensione dell’episodio 3×03 di Fargo.

Fargo, recensione episodio 3×03: il beffardo destino di uno scrittore geniale

La perseveranza dell’agente Gloria non conosce ostacoli. Una costanza professionale che si traduce in atteggiamenti scrupolosi tanto efficaci quanto abitudinari, influenzati come sono da un contesto urbano volutamente sospeso nel tempo – a prescindere dalla sua collocazione nel 2010 – per via di una ritrosia nei riguardi dell’attualità più stringente, e cioè quella in cui la cura dell’approfondimento materiale e interiore va a farsi benedire.

Perciò, analizzare le piccole cose, i dettagli, gli scampoli esistenziali di una sfera affettiva trapassata diventa quasi un obbligo morale il cui compito è giungere a una verità che mai prima d’ora era stata così evanescente, anche a costo di ritrovarsi dinanzi a un iter procedurale ambiguo, sorprendente e, per certi versi, scabroso.

Il vortice autodistruttivo di Thaddeus Mobley

Il terzo episodio della terza stagione di Fargo si estranea, quindi, dagli intrecci imbastiti nelle scorse puntate per focalizzarsi sulla ricostruzione della vita di Ennis Stussy, all’anagrafe Thaddeus Mobley.

Il patrigno dell’ex capo del dipartimento di Eden Valley raggiunse il successo letterario grazie al suo talento per il genere sci-fi, un ambito che tra gli anni ’50 e ‘60 visse una felice parentesi commerciale nonostante i contenuti barocchi e talvolta incoerenti delle sue molteplici trasposizioni.

Col vento in poppa e un futuro tutto da “scrivere”, il giovane autore viene intercettato da Howard Zimmerman, un produttore cinematografico che gli promette la luna in cambio di una serie di pellicole per il grande pubblico basate sulle sue appassionanti opere; niente di più falso, poiché questo sedicente addetto ai lavori si rivelerà essere un imbroglione incallito in combutta con l’avvenente Vivian Lord, un’attrice da quattro soldi che ricorre alla sua ingente mole di vizi per raggirare il malcapitato di turno e farlo sprofondare in un abisso la cui unica uscita sarà un drastico cambio di identità.

Il peso delle identità perdute

Un’identità alla quale Gloria Burgle perviene dopo aver setacciato un motel di Los Angeles, l’ultimo ritrovo di Thaddeus prima della suddetta scelta. E che è il risultato di una serie di incontri in cui lo squallore e il rimorso riaffiorano voracemente per delineare il meschino accerchiamento messo in atto da figuranti dello show business di bassa lega: insomma, “brutte persone” relegate ad un presente mortificante, una sorta di monito pronto a ricordar loro il male compiuto anni fa nei confronti di una mente assolutamente geniale.

Il successivo rientro a Eden Valley ha il sapore agrodolce della vittoria poiché corroborato dall’individuazione dell’assassino di Ennis Stussy e dallo svelamento di dettagli fondamentali relativi all’omicidio di Maurice LeFay: aspetti che potrebbero gettare ulteriore luce su un caso ancora più importante.

Un doloroso commiato tra ricordi e sequenze animate

Fargo 3×03 azzera – ma non del tutto – il profilo grottesco dello show di Noah Hawley per comporre un quadro essenzialmente triste dove la perdita della gioia, dell’amore e della sincerità diventa una terribile amalgama per gli eventi in corso d’opera.

Inoltre, l’aspetto surreale dei dialoghi denota la propria marginalità quando è confrontata con la brutale schiettezza di chi ha peccato infischiandosene delle conseguenze; un avvicendamento essenziale in grado di dare slancio al contrasto tra vero e falso, punta di diamante della serie TV e dei simboli dell’episodio in oggetto, con la scatola automatizzata del defunto Thaddeus a testimoniare l’uscita di scena di una persona sensibile, accorta e disposta ad interfacciarsi con chi aveva bisogno di emergere.

A tal proposito, va menzionato il corto animato di Don Hertzfeldt, Minsky l’androide, che intervalla i momenti cruciali dell’episodio. Un segmento struggente utile a spiegare, in chiave metaforica, i buoni propositi dello scrittore prodigio.

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