Fast And Furious 8, recensione del film: al cinema il nuovo capitolo della saga con Vin Diesel

fast and furious 8

Arriva rombando Fast And Furious 8, nuovo capitolo della saga tutta muscoli e motori. Torna a correre Vin Diesel ed entra a far parte del cast Charlize Theron.

Fast And Furious 8, la trama: si torna a vivere un quarto di miglio alla volta

La famiglia di Dominic Toretto è finalmente in pace ed è riuscita a trovare il suo posto nel mondo. Brian e Mia si sono ritirati e hanno deciso di dedicarsi alla crescita del loro bambino. Dom e Letty si stanno godendo la loro meritata luna di miele sulla paradisiaca isola di Cuba. Purtroppo, anche se sei l’uomo più veloce della terra alla guida di una macchina, è difficile sfuggire al passato e ai suoi fantasmi che trovano sempre il modo di presentarti il conto. Cipher, la spietata e glaciale leader di un gruppo di hacker terroristi, è riuscita a scovare la chiave che le ha permesso di compiere un’impresa impossibile: costringere Dominic a tradire i valori di lealtà e rispetto che ha sempre nutrito nei confronti dei membri del suo gruppo. Nonostante la sconcertante realtà dei fatti, la squadra, composta ancora una volta da Letty, Hobbes, Ramsey, Roman e Tej, è stata obbligata a riunirsi. Per tentare di sventare la minaccia che incombe sul mondo intero, il team ha dovuto scendere a patti con lo spietato criminale Deckard Shaw che, anni prima, era costato la vita al loro amico Han. Il destino della famiglia non è mai stato tanto in bilico.

Recensione dell’ottavo capitolo della saga: stavolta il motore va a singhiozzo

Agli albori della sua storia, si sta parlando del 2001, Fast and Furious era una produzione relativamente piccola che si rivolgeva soprattutto agli amanti del tuning e alla loro passione di elaborare qualunque cosa avesse delle ruote. Tra alti e bassi, i vari capitoli di questa saga sono riusciti gradualmente a ritagliarsi una fetta sempre maggiore di pubblico e di mercato. Il franchise ha sempre basato le sue fortune sulle spettacolari scene d’azione in automobile che, col passare del tempo, hanno sempre avuto meno a che fare con la fisica terrestre. Ma il vero NOS di questi film è sempre stata l’esplosiva miscela chimica tra i suoi protagonisti principali: Vin Diesel e Paul Walker. Non è un caso che gli episodi più deboli siano proprio quelli dove mancava uno dei due. Il senso di famiglia, di attaccamento ai valori e di fratellanza che riuscivano a trasmettere, dentro e fuori dal set, era ciò che rendeva unico Fast and Furious. Purtroppo la tragica scomparsa di Paul Walker, avvenuta il 30 Novembre 2013, ha lasciato un enorme vuoto che pesa terribilmente in questo action-movie.

Com’è lecito attendersi, queste pellicole non hanno mai avuto nella sceneggiatura il loro punto di forza. Ciononostante la dinamica tra fratelli, uno più giovane e avventato, l’altro più saggio e vecchio, che si era instaurata tra Walker e Diesel, la loro diversità, la loro passione e la loro competizione, tutto il loro microcosmo, era in grado di rendere la storia più realistica, credibile e interessante. L’assenza di questa dialettica penalizza moltissimo Fast And Furious 8. Quando il film si sforza di raccontare la sua trama arranca come un macinino in salita. La narrazione, che occupa la prima metà del lungometraggio, è lenta, lacunosa e carente. Neanche le capacità dell’atomica bionda Charlize Theron, vengono sfruttate appieno.

L’attrice premio Oscar non riesce a risollevare la situazione e, alla lunga, la sua recitazione si appiattisce, adeguandosi al grigiume generale. Davvero sgradevole il ruolo di Scott Eastwood, che scimmiotta Walker senza riuscirci. Lo sceneggiatore Chris Morgan cerca di rimediare facendo interagire i personaggi di Jason Statham e Dwayne “The Rock” Jonhson. I loro siparietti comici, fatti di battute incalzanti, sono abbastanza divertenti e riescono a spezzare la monotonia.

Anche le scene di lotta non sono convincenti come quelle dei capitoli precedenti. Le coreografie sono molto acrobatiche e davvero ben realizzate ma la cinepresa che le filma stenta a star dietro al loro ritmo forsennato e non riesce a valorizzarle a dovere, rendendole troppo confusionarie. Un vero peccato se si considera che a disposizione c’erano tre icone del genere come Diesel, Statham e The Rock. Fortunatamente quando si sale in macchina la musica cambia completamente. La regia torna a essere puntuale, secca e minuziosa nonostante la sovrabbondanza di oggetti in movimento. Il montaggio frenetico di Paul Rubel e di Christian Wagner aumenta enormemente l’impatto visivo degli stunt. Gli inseguimenti e le rombanti corse a tutta velocità che frantumano, è bene ricordarlo, ogni limite imposto dalle leggi della natura, sono quello per cui lo spettatore ha pagato il biglietto.

L’escalation è ormai inarrestabile, ed è lecito chiedersi come supereranno l’asticella la prossima volta, dopo aver fatto piovere da un garage multi-piano macchine zombie controllate a distanza e aver sfidato un sommergibile nucleare da guerra, guidando in perfetta aderenza su un mare ghiacciato. Il lavoro del regista F. Gary Gray, dopo la bellissima prova di Straight Outta Compton, è quindi riuscito solo a metà.

Il comparto sonoro è stato affidato nuovamente allo specialista del genere Brian Tyler che in passato ha firmato le colonne sonore di Iron-Man 3 I Mercenari. Non possono mancare ovviamente le canzoni più latine del momento vero marchio di fabbrica della serie, tra cui spicca la hit Hey Ma di J Balvin&Pitbull feat Camila Cabello.

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