Feud – Bette and Joan, recensione episodi 5 e 6: dopo la beffa dell’Oscar, le due dive ci riprovano

Feud Serie Tv

Recensione degli episodi 1×05 e 1×06 di Feud. La serie tv di Ryan Murphy si avvicina al finale e prenota una pioggia di premi per la coppia Lange-Sarandon.

In Feud scopriamo due donne profondamente sole, legate da una rivalità che durerà per tutta la vita

Nelle ultime settimane sono stati trasmessi due nuovi episodi di Feud – Bette and Joan, prima stagione della serie tv attraverso cui Ryan Murphy sceglie di portare sul piccolo schermo le “inimicizie” più celebri dello show business. Ha scelto di partire con la faida (da qui il nome del progetto) che storicamente intercorse tra due grandi dive di Hollywood, Bette Davis e Joan Crawford. Come se questo non bastasse già ad incuriosire una gran fetta di pubblico, il buon Ryan ha affidato i ruoli delle protagonista a due vere e proprie leggende del cinema, Jessica Lange e Susan Sarandon.

La Lange, vincitrice di ben due Oscar, aveva già avuto modo di collaborare con il regista all’interno della serie tv American Horror Story, fino a che non ha scelto di abbandonare i lavori e condannare l’intero show ad un profondo calo di ascolti. Proprio lei è stata chiamata ad interpretare Joan Crawford, la quale di statuette ne ha vinte “solo” una per Il Romanzo di Mildred (1946). Dal canto suo, Susan Sarandon, Oscar nel 1996 per Dead Man Walking, presta corpo, movenze, voce e soprattutto occhi a Bette Davis, considerata come una delle più grandi attrici mai esistite, seconda forse solo a Katharine Herpburn.

Nel corso della sua carriera, la donna con gli occhi più celebri di Hollywood, ha conquistato due Premi Oscar, Paura d’Amare (1936) e Figlia del vento (1939), ed ha collezionato ben undici nomination. Un bottino “misero” se si pensa al talento dell’attrice e ad almeno due interpretazioni che le valsero sì la candidatura ma che poi, misteriosamente, non la videro ritirare la più che meritata statuetta per i film Eva Contro Eva e Che Fine Ha Fatto Baby Jane?

Perché tutta questa premessa sulle attrici e i loro rispettivi Oscar? Beh, chi ha avuto modo di vedere l’episodio 1×05 di Feud sa bene quanto proprio la notte degli Academy Awards sia stata al centro dell’intera puntata. Chi conosce la storia delle due dive e degli Oscar in generale, sapeva già come si sarebbero evolute le cose, ma non sarà di certo rimasto esente dal livello di tensione creatosi in quei minuti all’interno della serie tv.

Ottimo il lavoro di Susan Sarandon e Jessica Lange che han saputo portare sul piccolo schermo gli stati d’animo di Bette Davis e Joan Crawford, in quel momento totalmente contrapposti. Dopo il grande successo di Che Fine Ha Fatto Baby Jane?, solo Bette Davis ha ottenuto la candidatura all’Oscar, venendo identificata da tutti come la probabile vincitrice.

Ecco allora che Joan Crawford, nera di rabbia e viola di gelosia, ha smosso mezzo mondo pur di deviare il giudizio della giuria. Non solo, ha fatto in modo che, qualora avesse vinto una tra Geraldine Page e Anne Bancroft, sarebbe stata proprio lei a ritirare la statuetta al posto loro, spingendole addirittura a dare forfait. Dall’altra parte, abbiamo visto invece come Bette Davis desiderasse più che mai quel riconoscimento, poiché, a differenza degli anni ’30 e ’40, quando cioè per lei le candidature piovevano dal cielo, quel film horror rappresentava davvero l’ultimo barlume di acclamazione e amore nei suoi confronti.

Recensione episodi 1×05 e 1×06, la follia degli Oscar lascia spazio ad un nuovo film “Hagsploitation”

In Feud  non mancano suspense e tensione, a cominciare dalla sigla che in stile hitchcockiano ripercorre la storia della storica “faida” e che, episodio dopo episodio, diventa quasi più ansiolitica di quella che apre gli episodi di American Horror Story. Ci sono poi risate e sarcasmo, soprattutto grazie alle due interpreti principali che non perdono mai occasione di lanciarsi frecciatine e alimentare l’astio che intercorre tra loro.

Ma c’è da dire che la serie tv di Ryan Murphy dona soprattutto sorrisi amari, pieni di nostalgia e tristezza. In fondo, quelle che vediamo sul piccolo schermo, non sono altro che persone profondamente sole, mai sazie delle attenzioni che il mondo intero ha riservato loro per decenni. Uomini e donne, talmente dediti al proprio lavoro da diventar bramosi di successo e attenzioni perenni e costanti, arrivando a sacrificare ogni tipo di rapporto personale.

In Feud 1×06 abbiamo visto come intorno a Bette Davis non vi sia traccia di sua figlia, la quale di lì a poco in un libro descriverà sua madre come un’isterica alcolizzata; Joan Crawford torna da suo fratello solo per metterlo a tacere riguardo i film pornografici da lei registrati in età adolescenziale; infine, il regista Robert Aldrich che viene inesorabilmente lasciato dalla moglie perché “sta bene solo quando fa film”, e fare film significa stare lontani dalla propria famiglia. Insomma, il senso di tutto ciò lo racchiude una battuta di Susan Sarandon/Bette Davis quando afferma che loro, senza lavoro, preferirebbero morire.

Ad Hollywood non è tutto come sembra, e Feud ci mostra soprattutto le ombre di quello che agli occhi del mondo appare come un vero e proprio paradiso terrestre. Tanta è l’ipocrisia che serpeggia lungo il red carpet e ad essere spietati in quel contesto sono anche giornalisti, produttori e gli Studios, disposti a tutto per denaro, anche a spingere attori ed attrici all’esasperazione più completa. Questo è il caso di Joan Crawford che, rispetto alla sua eterna rivale, si dimostra profondamente più immatura, spietata, disperata e senza alcuna intenzione di guardare in faccia la realtà: come si può infatti pensare che la sua interpretazione in Che Fine Ha Fatto Baby Jane? sia anche solo lontanamente paragonabile a quella di Bette Davis?

Ma questo a lei non interessa, il mondo deve girare tutto intorno a lei, ed ecco allora che perde ogni briciolo di dignità, elemosinando attenzioni e salendo sul palco degli Academy Awards a ritirare una statuetta non sua, riservando uno sguardo di profonda soddisfazione alla propria rivale. Da sottolineare la bellezza della scena in cui Susan Sarandon/Bette Davis trattiene il fiato per tutta la durata della consegna del premio.

Ma poi cosa resta a Joan Crawford quando rientra a casa e poggia sul comodino quell’omino placcato in oro? Nulla, il silenzio più totale. Quantomeno, Bette Davis si dimostra umana e comprensiva, matura al punto di cercare sempre un punto d’incontro, e capace di essere anche una buona amica, come dimostrato nei confronti di Bob e di Olivia de Havilland (interpretata da Catherine Zeta-Jones). Feud ci permette di vedere anche da cosa derivi questo spirito così competitivo di Joan Crawford, ovvero dalla sua infanzia quando sua madre la faceva sentire sempre inadeguata e nettamente inferiore rispetto a suo fratello. Anche per questo la diva non verserà neanche una lacrima per la morte dell’uomo.

Gli Studios si dimostrano da sempre spietati e senza scrupoli, dicevamo, ed ecco infatti che provano nuovamente a mettere Bette Davis e Joan Crawford davanti la stessa macchina da presa, come se niente fosse successo tra loro appena due anni prima. Loro sono spietati sì, ma le due dive sono talmente disperate da accettare di lavorare nuovamente insieme e si ritrovano così faccia a faccia sul set di Piano … piano … dolce Carlotta, un nuovo horror movie, definito di genere Hagsploitation (da qui il titolo dell’episodio), quello cioè dove appare una protagonista non più giovane, completamente fuori di testa e capace di terrorizzare chiunque la circondi.

Bette e Joan tenteranno invano di rimanere in buoni rapporti per il bene del film poiché, già al termine dell’episodio 1×06, rivediamo nello sguardo della Crafword lo stesso fuoco che ardeva sul set della pellicola precedente. Purtroppo mancano solo due episodi al termine della prima stagione di Feud e, seppur per chi conosce bene la storia delle due attrici non esistano spoiler, non abbiamo alcuna intenzione di dirvi come si evolveranno le cose.

Tornando al discorso degli Oscar, curioso è il fatto che sia Jessica Lange che Susan Sarandon abbiano vinto una statuetta come Miglior Attrice Protagonista, rispettivamente nel 1995 e nel 1996. Sanno bene quindi cosa si prova in quel caso e han saputo trasmetterlo al meglio nella serie tv, ma cosa accadrà nei prossimi mesi, durante la notte degli Emmy Awards e dei Golden Globe, ovvero i maggiori riconoscimenti per il mondo delle serie tv? La candidatura per entrambe le attrici risulta praticamente scontata, e chissà che non si ripeta nei giorni nostri, ciò che accadde ad Hollywood nella seconda metà dello scorso secolo.

Di certo, Jessica Lange ha puntato tutto sul proprio talento interpretativo, poiché ben poco aiutata dalla somiglianza estetica con Joan Crawford. Dal canto suo invece, Susan Sarandon si è calata perfettamente nel personaggio di Bette Davis, rendendo giustizia alla personalità esplosiva e al fascino della diva, a cui assomiglia soprattutto nella parte più importante, quegli occhi che han fatto la storia, non solo cinematografica.

Non ci resta che attendere i nuovi episodi di Feud, attesi negli Stati Uniti per il 16 e 23 aprile 2017. Una rivalità che in qualche modo legherà le due attrici per tutta la vita, segnandole emotivamente proprio come invece han fatto fisicamente tutte le sigarette ed i litri di alcool consumati nel corso delle rispettive carriere. Una storia che attenzione, ci riserverà anche qualche lacrimuccia nel finale. E viene quasi da pensare che forse non fu così “pazza” Katharine Herpburn che, nella sua casa tra lago e campagna, lontana dai riflettori e senza mai presenziare una cerimonia degli Oscar, collezionò ben quattro statuette (ancora oggi record imbattuto) e ne guadagnò anche in salute, vivendo ben più a lungo delle sue colleghe.

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