Final Portrait – L’arte di essere amici, recensione film: oltre il ritratto d’artista

Final Portrait Film 2018

Uscirà nelle sale l’8 febbraio il nuovo film diretto da Stanley Tucci, Final Portrait, nel quale un imperioso e straordinario Geoffrey Rush interpreta l’artista Alberto Giacometti, perso nei tumulti emotivi degli ultimi anni della sua vita.

Final Portrait, recensione del film di Stanley Tucci

Parigi, 1964. Alberto Giacometti è ormai un artista consolidato, immerso in un universo culturale ancora in pieno fermento.

Da una parte infatti, si consumano gli ultimi stralci dell’arte esistenzialista, egemone negli anni ’50, della quale lo stesso Giacometti è considerato esponente, seppure non nella risolutiva definizione del termine; dall’altra, oltreoceano, fa capolino una ventata culturale che ancora in molti stentano ad identificare e che un certo Warhol porterà presto alla ribalta massiva.

Giacometti, nel suo studio parigino, che è atelier ed al tempo stesso alcova e improbabile nido matrimoniale, domanda al suo amico James Lord, di potergli fare un ritratto. Lord, da parte sua, scrittore, amico e biografo di molti degli artisti del suo tempo, Picasso compreso, accetta onorato. Ne deriva per lui una potente esperienza, emotiva prima ancora che fisica e professionale; poco dopo scriverà il suo libro, Giacometti Portrait (1965), al quale infine il film di Stanley Tucci si è liberamente ispirato.

Sembra una scelta smaccatamente mirata, quella di Tucci a prediligere un preciso frangente della vita dell’artista svizzero. Come d’altra parte confessa, mettere in scena un racconto biografico  complessivo lo avrebbe distratto da molti dettagli più intimi che poi sono, a suo avviso, gli elementi migliori per raccontare una vita. Soprattutto se la vita che si vuole mostrare, non è quella di un uomo comune.

Stanley Tucci sceglie quindi intelligentemente di concentrarsi sul processo creativo, inteso come nervo scoperto, di Alberto Giacometti. Durante la costruzione di un opera infatti, non vi è menzogna, non vi è fascino, non vi sono buone maniere; vi è solo l’anima reale, fragile e a volte sgarbata di chi tenta una propria rappresentazione del reale, intrisa delle mille insicurezze che la accompagnano verso il giudizio altrui. Stanley Tucci, d’altra parte, ha dimestichezza in simili introspezioni: figlio d’arte anche lui, dichiara di aver seguito fin da piccolo il lavoro del padre,  allenamento sicuramente funzionale per questa storia. Non l’avrebbe scelta, dice, se non fosse stato tanto sicuro di poterla rendere adeguatamente.

Per costruire Final Portrait sono serviti un budget da film indipendente e un lavoro di documentazione: Tucci ha incontrato chi in giovinezza aveva avuto occasione di posare per Giacometti e le loro esperienze, unite alla versione di James Lord, hanno consolidato la storia e la fedele ricostruzione scenografica.

Il risultato è un film costruito splendidamente: nella sua staticità narrativa, dove l’atelier e il lavoro sul ritratto restano il fulcro della storia, Final Portrait riesce a solidificare un corredo di emozioni validissime, che scongiurano il rischio di trovarsi davanti un film dal ritmo rarefatto.

L’interpretazione coinvolgente di Geoffrey Rush, spontanea anche nelle sue altalene emotive, stabilisce con lo spettatore un contatto ironico, quasi goliardico, sadico; la purezza comune di Armie Hammer invece, che veste i panni di James Lord, non può che sedimentare nella sala un’empatia necessaria, nella quale convergono affetto, rispetto, soggezione, ansia, impazienza e, infine, necessario bisogno di sopravvivenza.

Ci sono riusciti. Tucci, Rush e Hammer hanno dipinto un ritratto meritevole, fatto di pennellate fluide e allo stesso tempo stupendamente determinate.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Ti potrebbe piacere anche..

News categoria
Leggi ancora

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi