Girlboss, recensione: la serie tv Netflix ci riporta in un passato dal sapore dolceamaro

Girlboss Serie Tv Netflix

Recensione di Girlboss, serie tv sbarcata lo scorso 21 aprile su Netflix, che ci riporta ad un passato – non così lontano – dal sapore dolceamaro.

Britt Robertson è “Girlboss”, da semplice ragazza a imprenditrice di successo

Sophia Marlowe (Britt Robertson) ha 23 anni e nessuna voglia di crescere, perché l’età adulta è quella dove “i sogni vanno a morire”. Non è semplice però, crescere senza diventare davvero grandi, soprattutto se si è alle prese con un lavoro che non soddisfa, un padrone di casa pronto a buttarci fuori ed un padre con cui si ha un pessimo rapporto. È infatti più o meno riassunta in queste poche righe la vita di Sophia.

Tutto però cambia in un giorno, per fortuna, destino o semplice genialità. Lasciato il proprio lavoro e vagando in un negozio vintage, Sophia si imbatte in un bellissimo giubbotto di pelle. Lo compra a pochi dollari e torna a casa, dove ha un’improvvisa e brillante intuizione: rivenderlo a un prezzo molto più alto su Ebay. Sophia inizia a credere di aver trovato la propria strada, con un lavoro che non può di certo essere definito standard e che rappresenta un modo per reinventarsi e stare alla larga dai lavori “da adulti”.

Nasce così il negozio online che, puntata dopo puntata, può contare sul tocco di originalità e follia che caratterizzano la personalità della ragazza. Non passa però molto tempo prima che Nastygal, nome del negozio, venga costretto a chiudere i battenti, e questo perché Sophia non rispetta le regole, venendo quindi “sbattuta” fuori da Ebay. E’ in quel momento che la ragazza decide di non demoralizzarsi, di fare il grande passo e trasformare Nastygal in una realtà di vendite online, dando inizio ad una vera e propria impresa.

Girlboss, serie tv co-prodotta da Charlize Theron, è liberamente tratta da #Girlboss, libro scritto da Sophia Amoruso per raccontare la propria vita, quella che l’ha trasformata da semplice ragazza a imprenditrice di successo conosciuta in tutto il mondo con il suo marchio, Nastygal appunto. La serie prende però solo spunto dal romanzo – di cui toglie innanzitutto l’hashtag dal titolo – per raccontare la vicenda di una semplice ragazza che dal nulla riesce a creare un impero.

E’ un percorso impervio, fatto di alti e bassi, in un passato che, seppur dietro l’angolo, sembra molto più lontano. Un’immersione nei primi anni duemila, in un periodo in cui internet iniziava a bussare alla porta di tutti, portandosi dietro molti cambiamenti. Un nuovo mondo da plasmare dunque, come riuscirà a fare Sophia con la sua grande intuizione.

Eccoci dunque senza smartphone, ma con dei semplici cellulari – il caro vecchio Nokia, ad esempio – niente computer super sottili, ma lo storico Macbook bicolore, niente Uber o Carsharing, ma i classici vecchi taxi e via dicendo. E’ un passato nel presente, perché ci separano soltanto dieci anni o poco più, ma per certi versi sembra una vita fa.

Una serie tv che si può considerare un viaggio negli anni che hanno cambiato un’intera generazione, creando un nuovo mondo virtuale, che è poi la realtà quotidiana che oggi viviamo. Il tutto accompagnato da un cast decisamente all’altezza: oltre alla bravissima Britt Roberston nei panni di Sophia, troviamo Ellie Reed nel ruolo dell’amica Annie, Dean Norris che interpreta suo padre e addirittura Louise Fletcher, guest star, nei panni di una simpatica anziana signora dal carattere tutt’altro che debole.

Un ottimo prodotto creato da Kay Cannon, che definiamo dal sapore dolceamaro perché ci pone davanti ad una realtà che conosciamo fin troppo bene, quella della crisi economica, dove regna la difficoltà dei giovani ad introdursi nel mondo del lavoro e quindi a trovare una propria strada. Ci vuole, forse, una buona dose di fortuna e quel che basta di coraggio ed incoscienza per riuscire comunque a crearsi la propria realtà. Questo è in fondo ciò che ci insegna Girlboss: a non dimenticarci che, qualche volta, tutto può cambiare in un attimo e noi non dobbiamo far altro che farci trovare pronti.

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Michela Nuti

Studentessa e speaker radiofonica. Si alimenta di serie tv, film, libri e fumetti, ma se le proponete una birretta per variare non dirà certo di no.

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