Gli invisibili: recensione del film evento per il Giorno della Memoria

Gli invisibili

Lucky Red porta nei nostri cinema, con Gli invisibili, il racconto di un capitolo poco conosciuto della resistenza degli ebrei durante la Seconda Guerra Mondiale.

Gli invisibili: trama e recensione del film di Claus Räfle

Similmente a quanto fatto da Oliver Hirschbiegel nel suo La caduta – Gli ultimi giorni di Hitler (2004), il regista Claus Räfle ha deciso di raccontare questa straordinaria storia di resistenza alternando la ricostruzione degli eventi alle interviste dei sopravvissuti. Numerose sono anche le immagini d’archivio di Berlino nei primi anni ’40 del secolo scorso.

Nel 1943 Cioma Schönhaus, Hanni Lévy, Ruth Arndt ed Eugen Friede erano quattro giovani ebrei berlinesi che, quando il Terzo Reich dichiarò la capitale libera dagli “indesiderabili”, decisero di tentare disperatamente di sopravvivere, nascondendosi dalle autorità. Diventarono, appunto, invisibili.

I ragazzi iniziarono a vivere nell’illegalità, cercando rifugio tra quei cittadini tedeschi, i Giusti tra le nazioni, segretamente contrari al regime nazista. Pur potendosi considerare “fortunati” per non essere finiti nei campi di concentramento, intrapresero un percorso fatto di paura e privazione. Travestendosi con una divisa della Gioventù hitleriana, o da vedove di guerra, cambiando taglio e colore di capelli per assomigliare alla “razza ariana”. E questo nelle rare occasioni in cui potevano uscire di casa, magari per celarsi nel buio di una sala cinematografica. Per il resto il tempo lo trascorrevano chiusi in una stanza, in silenzio, trattenendo anche i colpi di tosse per non destare sospetti. Qualcuno di loro riuscì addirittura a trovare una occupazione. Chi lavorava come collaboratrice domestica, chi falsificava documenti per altri ebrei e infine chi supportava come poteva la resistenza.

Una clip dal film Gli invisibili

Tutto ciò viene raccontato con rispetto e rigore. La volontà dei realizzatori è stata quella di dare il proprio contributo al ricordo delle vittime e dei sopravvissuti dell’Olocausto, portando avanti la tradizione dei film dedicati al tema. Con una pellicola solida, che non punta all’originalità, pur basandosi su fatti ancora inediti sul grande schermo. Una delle molteplici iniziative che il cinema e la televisione offriranno in questi giorni di commemorazione.

Proprio in questi giorni è ancora nelle sale il film Un sacchetto di biglie. Noi di Movie Magazine Italia proporremo invece un articolo sulle più importanti pellicole inerenti la Shoah.

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Fabio Leonardi

Nato e cresciuto in provincia di Milano, appassionatissimo di cinema (per il quale vive e in qualche modo lavora), oltre che di musica, astronomia e di gatti.

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