Guardiani della Galassia Vol 2, recensione e colonna sonora del cinecomic Marvel con Chris Pratt e Zoe Saldana

Guardiani della Galassia Vol 2

È arrivato nelle sale Guardiani della Galassia Vol.2, il nuovo cinecomic del Marvel Cinematic Universe. Approfondiamo insieme il film diretto da James Gunn.

Recensione di “Guardiani della Galassia Vol 2”: la confezione è spettacolare ma lo sarà anche il regalo all’interno?

Tutti quanti hanno bisogno di sapere quale sia il proprio posto nel mondo e il proprio ruolo all’interno di un gruppo o di una famiglia. Nessuno fa eccezione. Che tu sia un umano, un alieno dalla pelle variopinta, un piccolo albero umanoide o un procione spaziale. Peter Quill, il famigerato Star-Lord, è cresciuto senza una figura paterna a cui far riferimento, se si esclude il burbero Yondu, leader dei pirati spaziali Ravagers. Gamora insieme alla sua sorellastra Nebula, sono state allevate da Thanos, il folle titano che le ha costrette a combattere una contro l’altra per assicurarsi una degna e spietata successione. Drax ha perso tutti i suoi affetti per colpa della violenza della guerra. Rocket e Groot hanno affrontato le difficoltà della vita facendosi forza a vicenda. Nonostante tutte le loro diversità sono riusciti a mettere su una bella famiglia disfunzionale e, tra una lite e l’altra, anche a salvare la galassia. La loro stabilità e i loro equilibri saranno messi a dura prova dal ritorno di Ego, il padre di Peter, che dopo anni di ricerche, è finalmente riuscito a ricongiungersi con il figlio. All’entusiasmo di Quill fa da contraltare la diffidenza del gruppo, che si spingerà fino ai confini del cosmo per scoprire di più sulle intenzioni dell’onnipotente genitore, capace di distruggere un’intera flotta spaziale con un semplice gesto della mano.

Guardiani della Galassia Vol 2 ha un unico obiettivo: piacere a tutti. Il soggetto di Dan Abnett e Andy Lanning e la sceneggiatura di James Gunn sono studiati a tavolino con pazienza e perizia certosine per cercare di venire incontro ai gusti di una platea più ampia possibile. Per raggiungere il risultato, il film, diretto dallo stesso Gunn, mescola i generi in maniera abbastanza ardita e spericolata ma il risultato che riesce a ottenere è, a una prima analisi, più che soddisfacente. A tratti riesce quasi ad avere un effetto stordente e a inebriare lo spettatore tanto da non lasciargli nemmeno il tempo di riflettere su ciò che sta avvenendo sullo schermo. Il montaggio di Fred Raskin e Craig Wood è serrato, frenetico e al cardiopalma. Non c’è mai modo di riprendere fiato, si subisce, sempre e costantemente, il  contraccolpo dell’ennesimo impatto visivo, in un’escalation che non conosce soluzione di continuità. Probabilmente, qualora gli fosse stato lasciato qualche istante per riprendersi, il pubblico si sarebbe potuto rendere conto che l’ultimo cinecomic del Marvel Cinematic Universe è tanto, tantissimo e succulento fumo e davvero poco arrosto, anche se di ottima qualità.

Una volta passata la sbronza, quando si riflette a bocce ferme su quello che si è appena visto, i difetti dei Guardiani della Galassia Vol 2 iniziano a venire a galla. Nonostante sia narrata in una maniera altamente spettacolare, la trama, considerata nel suo insieme, è alquanto scontata e priva di particolari sorprese. Il classico schema secondo cui i valori cardine di un gruppo iniziano a vacillare e a incrinarsi quando questo viene a contatto con un elemento esterno e destabilizzante per poi tornare allo status quo iniziale, sa di già visto ed è molto comune nei secondi capitoli delle saghe. Anche lo sviluppo di alcuni personaggi non brilla per originalità. La pellicola si sofferma molto sull’approfondimento delle vicende personali di Peter Quill/Star-Lord, interpretato con la solita gigionesca baldanza da Chris Pratt e suo padre Ego, un Kurt Russell ancora in forma.

Le dinamiche padre/figlio che si decide di utilizzare sono abbastanza scontate anche se di sicuro impatto emotivo. C’è davvero tantissimo mestiere nel metterle in scena ma, di nuovo, di sostanza non se ne trova molta. La tardiva epifania del protagonista che solo alla fine si rende conto di aver cercato inutilmente altrove ciò che aveva sempre avuto a portata di mano, è un cliché ormai davvero troppo abusato. Anche il rapporto di amore e odio tra Gamora e Nebula, che hanno il volto di Zoe Saldana e Karen Gillan, è sulla stessa lunghezza d’onda. Due sorellastre spinte all’odio da un padre-padrone crudele che, dopo essersi chiarite a suon di pugni, decidono di mettersi alle spalle una vita di odio e rancori e di affrontare insieme l’incombente minaccia. Storia sì coinvolgente ma altrettanto trita e ritrita. Rocket subisce lo stesso trattamento e la sua personalità viene costruita sul modello dell’anti-eroe dal cuore buono e pronto al sacrificio.

I veri mattatori sono Drax e Groot. A loro viene affidata la parte comica dei Guardiani della Galassia Vol 2 e, anche se i loro personaggi non vengono particolarmente analizzati e approfonditi, funzionano a meraviglia e riescono davvero a fare centro. Come approccio quello della comedy è più semplice e immediato di quello del drama in quanto si possono rompere gli schemi e si può lasciare campo libero alla fantasia.  Se poi l’effetto comico viene lasciato nelle mani di due alieni, il cui modo di fare infrange qualsiasi convenzione sociale umana, il gioco è fatto. Questo aspetto è particolarmente evidente in Drax, impersonato dal corpulento ex-wrestler Dave Bautista, che dispensa inconsapevole crudeltà verbale a chiunque gli capiti a tiro risultando sempre  involontariamente fuori luogo e sopra le righe, garantendo grossissime risate al pubblico in sala. Groot, non potendosi avvalere di capacità verbali che esulino da “Io sono Groot”, suscita ilarità e tenerezza basando il suo umorismo sulle iperboli temporali e la ripetizione ossessiva di errori di apprendimento e comprensione.

Nonostante la sostanza possa risultare carente, l’apparenza dei Guardiani della Galassia Vol 2 è davvero qualcosa di sublime. I mirabolanti e ipercinetici effetti speciali di Chris Townsend, nobilitano moltissimo il buon lavoro che James Gunn fa alla regia. Le scene d’azione sono sempre misurate e sotto controllo e, nonostante la sovrabbondanza di elementi che vorticano sullo schermo, soprattutto nelle concitate sequenze finali, non si perde mai il filo della narrazione. La stupefacente e vivida fotografia di Henry Braham meriterebbe un approfondimento tutto suo. Il lavoro svolto dal bravissimo inglese classe ’65 è stupefacente. Non si era mai visto uno spazio così vivo e colorato da una moltitudine di sgargianti colori pastello che si stagliano sul un nero del cosmo profondo reso anch’esso vivo dalle fioche luci provenienti da stelle lontane. La miriade di sfumature, che la stratificata struttura del pianeta Ego richiede, viene resa in maniera perfetta. Non c’è mai un passaggio diretto tra una tonalità e l’altra ma queste vengono accostate, amalgamate e sfumate con uno stile pittorico degno dei migliori quadri di Monet.

Quattro delle cinque chiacchieratissime scene inserite nei titoli di coda, seppur spassose, non servono ad ampliare il cosmo del MCU, che si sta dirigendo a grandi falcate verso Avengers: Infinity War, il tanto atteso scontro tra tutti gli eroi Marvel, Guardiani compresi, e l’adoratore di Lady Morte, Thanos.

Awesome Mix Vol 2: Cat Stevens e Sam Cooke nella colonna sonora del film

Guardiani della galassia vol 2

Il comparto sonoro made in eighties dei Guardiani della Galassia Vol 2,  riesce a sottolineare sempre gli stati d’animo dei personaggi anche se qualche volta lo fa in maniera abbastanza ridondante come accade nella triste scena del funerale al termine del film. Voler inserire a tutti i costi Father And Son di Cat Stevens è stata una forzatura eccessiva al solo scopo di aggiungere drammaticità e pathos alla sequenza senza che ce ne fosse reale bisogno.

Gli altri brani che compongono la colonna sonora, li presenta direttamente Groot in questa simpatica immagine che imita la tipica scaletta di un concerto.

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