Hayao Miyazaki: i migliori film del fondatore dello Studio Ghibli, tra ambientalismo e femminismo

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La strabiliante filmografia di Hayao Miyazaki. Autentiche perle dell’animazione mondiale in cui si riconoscono la matrice valoriale del sensei, valorizzata in modo egregio senza alcun tipo di compromesso

Hayao Miyazaki: tante tematiche per un’unica passione

Cercare di descrivere la maturazione umana e artistica di un visionario – che ha dedicato la sua intera vita alla propria passione – non è affatto semplice. Anzi, il più delle volte, si corre il rischio di omettere dei dettagli significativi, dato che la grandezza dello stesso non è classificabile o omologabile ad altri casi del genere. Nel tentativo di ovviare a ciò, bisogna, quindi, sforzarsi e guardare oltre le convenzioni precostituite, legate a loro volta a definizioni consenzienti tese a sfruttare un barlume di visibilità di per sé effimero. Perché l’esistenza di Hayao Miyazaki necessita di platee spirituali ampie, distanti dal mero strumentalismo quotidiano; e le molteplici tematiche sostenute dal fondatore dello Studio Ghibli ne magnificano il potere trasformista consacrandolo come volano per il cambiamento di chiunque, nessuno escluso.

Ambientalismo e femminismo come cardini di un head leader

L’head leader per antonomasia dispone di un background valoriale che punta alla crescita del suo gruppo di riferimento. Qualità come l’umiltà, il rispetto, l’empatia, l’amore e la dedizione alla verità proiettano verso un mutamento radicale, il cui fine ultimo è la coerenza naturale con se stessi e con l’universo circostante. Uno stile che si può tranquillamente associare a quello perseguito da Hayao Miyazaki, visti e considerati i cardini morali che sorreggono la sua intera produzione multimediale.

A cominciare dall’ambientalismo, impiegato per sottolineare la fragilità della Terra e criticare l’eccessivo sviluppo e la minaccia dell’inquinamento. Per, poi, passare al femminismo, con la pregnante emancipazione delle donne a favore dell’evoluzione sociale. Inoltre, non vanno trascurati temi come la flebile distinzione tra bene e male e il ricorso allo scenario infantile; un mondo, questo, che a detta del sensei rappresenta la memoria storica delle generazioni precedenti. Ma se si vuole un approfondimento ancora più preciso in tal senso, occorre enucleare le prerogative delle sue magnifiche gemme cinematografiche. Un patrimonio inestimabile, il cui merito principale è quello di aver stravolto – in positivo – il panorama dell’animazione mondiale.

I migliori film del fondatore dello Studio Ghibli

Sebbene il titolo del paragrafo in questione possa apparire totalizzante, lo scopo del medesimo è quello di elencare i film oggettivamente imprescindibili per una fruizione massiva della vision di Miyazaki. E nel fare ciò, si sottintende (ovviamente) la bontà della sua intera filmografia, da ammirare più e più volte a prescindere da qualunque analisi o guida retrospettiva di sorta; provare per credere.

Nausicaä della Valle del vento: storia di fantascienza post apocalittica (tratta dal manga omonimo), fu presentata dal WWF alla sua uscita nel 1984. La giovane principessa della Valle del vento rimane coinvolta in uno scontro con Tolmechia, un regno che cerca di riportare in funzione un’antica arma per spazzare via una giungla tossica popolata da insetti giganti. Nausicaä dovrà cercare di evitare che i tolmechiani provochino oltremodo tali creature. In questo lungometraggio, l’antimilitarismo, il pacifismo e il rispetto per la natura regnano incontrastati; a conferma di come anche gli anime e i cartoni animati in generale possano concentrarsi su problemi reali e di attualità.

Il mio vicino Totoro: la trama si incentra sulla vita di due giovani sorelle, Satsuki e Mei, che si trasferiscono insieme al padre in un paesino di campagna per andare a vivere più vicini alla madre delle bambine, ricoverata in ospedale. Nella nuova realtà, le sorelle fanno la conoscenza di esseri soprannaturali; tra questi, c’è anche Totoro, il quale insegnerà loro la considerazione costruttiva dell’ambiente naturale. L’impatto culturale di questa pellicola è stato strabiliante; in più, la presenza di Totoro, innocente e maestosa, è stata definita come “una forza potente per concentrare i sentimenti positivi che i giapponesi hanno nei confronti delle satoyama e della vita tradizionale di campagna”. Un’entità abile nel catturare la magia dell’infanzia e di condurla verso sfere di umana consapevolezza interiore.

La politica e la ribellione dell’ecosistema

Porco Rosso: “Piuttosto che diventare un fascista, meglio essere un maiale”. Basta questa citazione per incasellare il canovaccio narrativo del film diretto Hayao Miyazaki nel 1992. Marco Pagot è un ex-pilota che si ritrova nelle sembianze di un maiale antropomorfo. A bordo del suo idrovolante scarlatto, sfugge al giogo fascista e si dedica all’attività di cacciatore di taglie. Ma l’arrivo inaspettato di due figure chiave lo costringerà a rivedere i suoi piani e a riconquistare la fiducia nell’umanità. La condanna del fascismo – e il volo per distanziarsi da qualunque forma di oppressione – delineano il fascino di questo gioiello animato; mentre la metafora dell’uomo-maiale si apre a diverse interpretazioni, sollecitate anch’esse dal lieve confine tra bene e male.

Princess Mononoke: ambientato al termine del periodo Muromachi, la pellicola si concentra sulla lotta tra i guardiani sovrannaturali che proteggono la foresta e gli umani, che alla ricerca di risorse per alimentare una ferriera la stanno lentamente distruggendo. La simbologia della Ragazza-Lupo (unita a quella del suo contesto paesaggistico) trascende il proprio affresco animato per dimostrare, al mondo intero, la dirompenza di cui è capace la natura. La ribellione dell’ecosistema può assumere contorni irrefrenabili; e qualunque sia l’esito dello scontro in atto, la stupidità degli uomini riuscirà sempre a ritagliarsi uno spazio da protagonista. Princess Mononoke è una gioia per gli occhi; un sunto complessivo delle preoccupazioni morali e filmiche di Miyazaki, la cui intensità favolistica non conosce alcun tipo di sbarramento.

La città incantata e il castello errante di Howl

La città incantata: primo (e unico) lungometraggio nipponico a vincere l’Oscar come miglior film d’animazione nel 2003, La città incantata dispone di una ricchezza tecnica senza precedenti. Il film narra le avventure di Chihiro, una bambina di dieci anni che si introduce senza rendersene conto, insieme ai genitori, in una città incantata abitata da yokai. Qui i genitori della bambina vengono trasformati in maiali dalla potente maga Yubaba; la piccola messa alle strette deciderà di rimanere nel regno fatato per tentare di liberarli. La dilatazione del tempo puntella un’opera pressoché perfetta. Le frequenti pause che intervallano i momenti chiave del plot riconducono a un mood diviso tra il lirismo metafisico e la profondità morale. Insomma, una produzione coinvolgente e alla portata di tutti, grandi o piccoli che siano.

Il castello errante di Howl: con un’atmosfera che ricorda nei vestiti e nell’architettura l’Europa degli inizi del Novecento, Il castello errante di Howl ha come protagonista una ragazza, Sophie. La diciottenne conosce Howl il Mago nel corso di una delle sue rare sortite in città. Ma una strega, gelosa e irascibile, lancia un maleficio su Sophie trasformandola in una vecchio di 90 anni. Vagando per le terre desolate al di fuori del complesso urbano, Sophie incrocia il Castello Errante di Howl; e sotto le mentite spoglie di donna delle pulizie, darà pian piano nuova linfa ad una dimora tetra, votata alla massima solitudine possibile. Hayao Miyazaki afferma la resurrezione dell’individuo attraverso il valore della condivisione; e se un maniero può spiccare il volo verso mete ignote ma appaganti, figurarsi se non può farlo un cuore colmo d’amore, poiché gli basta questo per essere felice.

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Giorgio Longobardi

Multitasking addicted e formatore professionale. Divoratore di film, serie TV, anime e fumetti. Utopista, cultore del libero pensiero e grande appassionato di sport: tra i suoi sogni, quello di realizzare un gol in Premier League.

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