Hill House, un commento sulla serie horror: ci sarà una seconda stagione su Netflix?

Hill House Netflix 2018

La prima (e unica?) stagione di Hill House è disponibile su Netflix dal 12 ottobre ed ha già raccolto numerosi consensi da parte di pubblico e critica.

Hill House, non solo terrore ma anche drammi e sentimenti

Poco più di un mese fa, su Netflix faceva il proprio esordio Hill House. Nonostante l’uscita della serie tv non sia stata preceduta da una massiccia promozione (almeno in Italia), un tam tam sui social ha permesso a sempre più persone di cliccare “play” e concedersi la visione dei dieci episodi che compongono (finora) l’opera diretta da Mike Flanagan. Il regista statunitense si è anche occupato dell’ideazione della serie, basandosi sul celebre romanzo di Shirley Jackson, L’incubo di Hill House.

Premesso che il genere horror o si ama o si odia, Hill House rappresenta quel caso in cui anche i detrattori più convinti dovrebbero concedersi la possibilità di vedere questa serie tv. Capiterà più volte di abbassare lo sguardo, di coprirsi gli occhi o di saltare sul divano ma vale sicuramente la pena “soffrire” per seguire una storia vincente (e convincente) dall’inizio alla fine. Sin da subito veniamo catapultati nelle atmosfere macabre di Hill House, la casa maledetta che presta il nome all’intera opera. Ci riferiamo alla classica casa dalle mille stanze, isolata nel bosco, pronta a regalare notti di puro terrore a tutti i malcapitati che si ritrovano a dormire tra le sue mura.

I salti temporali  sono numerosi, soprattutto nella prima metà degli episodi, ma altrettanto necessari per far sì che tutti i pezzi del puzzle vadano ad unirsi perfettamente, raccontando ogni dettaglio della storia. I Crain, la famiglia protagonista, è composta da ben sette elementi, ciascuno dei quali riuscirà, chi più e chi meno, a conquistare gli spettatori attraverso i propri punti di forza ma soprattutto le proprie fragilità.

L’amore come faro per uscire dall’incubo più buio

Nonostante il tema ricorrente della morte, del suicidio e del dramma famigliare, Hill House gira intorno ad un punto fermo fatto di amore e speranza per il futuro: lo dimostra mettendoci costantemente di fronte alla capacità di perdonare propria di ogni protagonista, alla loro prontezza nel sostenersi l’uno con l’altro, nonostante le loro evidenti diversità. Non a caso, nell’episodio finale, ognuno di loro vivrà il suo rispettivo peggior incubo, nel quale la propria coscienza sarà rappresenta dalla persona che amano (Steven sua moglie incinta, Shirley il marito tradito, etc.). La coppia genitoriale, Live e Hugh, rappresenta poi l’amore puro per eccellenza, capace di andare anche oltre la morte e di lasciare un barlume di ottimismo nel cuore di chi verrà dopo di loro.

Del padre, interpretato da Henry Thomas da giovane e da Timothy Hutton da “anziano”, percepiamo tutta la sua voglia di mettere le cose a posto, anche in preda alla disperazione più totale, ed il suo amore per i figli, che continuerà sempre a vedere come fossero ancora dei bambini da preservare, bisognosi di attenzioni e cure. Straordinaria l’interpretazione di Carla Gugino nel ruolo di Liv: attraverso la sua espressività riesce a trasmettere la crescente angoscia che attanaglia giorno dopo giorno il personaggio, alternando momenti di terrore, incredulità e dramma, lasciando sempre spazio nei suoi occhi a quella tenerezza propria della mamma dei Crain.

Hill House Netflix 2018

I gemelli: nella loro versione bambina sono a dir poco adorabili, lei con quella boccuccia da angelo, lui con quegli occhiali e quel nasino sempre all’insù. Pur avendo vissuto a Hill House alla tenerissima età di 6 anni, risultano essere quelli maggiormente segnati da quella drammatica esperienza. Una volta divenuti grandi, rimangono comunque collegati tra loro da un filo invisibile (roba da gemelli) ma Nell perderà di vista questo filo e, come Arianna nel labirinto, non riuscirà più a trovare la strada per uscire dal suo incubo costante. Luke, dal canto suo, mantiene nei propri occhi tutta la tristezza, il disagio e la malinconia che si intravedevano già nei suoi occhi da bambino ma non viene raccontato fino in fondo il suo percorso di crescita (la prima volta che si è drogato, ad esempio).

Hill House Netflix 2018

Shirley e Steven (Elizabeth Reaser e Michiel Huisman) sono invece i “maestrini” della famiglia, i più cinici e risoluti, e forse per questo non si riesce sempre a provare grande empatia nei loro confronti, seppur anche loro alla fine mostreranno tutte le proprie fragilitài. Di tutt’altro genere è invece il personaggio di Theodora: la splendida attrice Kate Siegel (moglie del regista) riesce ad unire malinconia, depressione e cinica ironia ad uno sguardo che semplicemente urla il proprio estremo bisogno di amore, tipico dei figli “di mezzo” (lei è la terzogenita dei Crain). Ciascuno dei primi cinque episodi di Hill House sarà dedicato rispettivamente ai cinque figli dei Crain, permettendoci di conoscerli più a fondo e  spingendoci così a creare un “legame” con ognuno di loro.

La forza di Hill House risiede nella capacità di unire il genere horror a quello drammatico, spezzando poi la tensione costante con attimi di ironia che portano lo spettatore a percepire addirittura meno paura, proprio perché catapultati a vivere l’esperienza quasi in prima linea, al fianco dei protagonisti per il cui “riscatto personale” non si può che fare il tifo. Anche i fantasmi, episodio dopo episodio, iniziano ad assumere un’umanità che li rende meno terrorizzanti: ciascuno di loro rappresenta una tragedia del passato, una storia drammatica che li spinge a vivere l’aldilà con un senso di tormento e angoscia.

I momenti più terrificanti e quelli più drammatici

Hill House Netflix 2018

Tra i momenti che più fanno sobbalzare sul divano c’è senza dubbio quello in cui Nell si ritrova di fronte al distributore di bevande e, ripercorrendo il corridoio che riporta al parcheggio del motel, si ritrova la strada sbarrata dalla Signora col collo spezzato che le cade praticamente davanti. A questo si aggiunge anche la scena in cui Shirley e Theo stanno raggiungendo Hill House in automobile e, mentre tra loro si accende una discussione animata, spunta dai sedili posteriori un fantasma che urla più di loro, facendole finire fuori strada. Impossibile poi non ripensare a quando il piccolo Luke finisce bloccato nel seminterrato, con Theo che cerca disperatamente di riportarlo di sopra, mentre un orrendo fantasma striscia per terra fino ad attaccare il bambino.

Tra i momenti più commoventi, inseriamo invece la morte di Liv ed il lento percorso che l’ha portata a quel gesto estremo, in perfetto equilibrio tra incubo e realtà. Anche in extremis, Hill House ci ha regalato un momento saturo di emozione: la coppia di “aiutanti”  che sceglie di andare a morire proprio lì dove ha risieduto il loro dramma più grande.   Ma drammatico è stato soprattutto il ritorno di Nell a Hill House, quello cioè che anticipa il suo “suicidio”: finalmente la sua amata famiglia si ritrova unita e sorridente nello stesso luogo, apparentemente libera da ogni dramma e da ogni rancore reciproco. A loro si aggiunge Hartur, il suo amato marito, e proprio con lui Nell darà vita ad un ballo che nella sua mente è piena di magia ma che invece si svolge dentro quella che è soltanto una casa piena di ragnatele e che diventerà di lì a poco la sua tomba.

Impossibile non commuoversi poi quando Nell ritrova i suoi fratelli nella stanza rossa. Ciascuno di loro le chiederà scusa e a quel punto tornerà in mente la scena in cui lei, da piccola, si ritrovava nella casa durante un brutto temporale, quando cioè tutti la cercavano ma lei “era lì, che urlava e chiedeva aiuto, ma nessuno la vedeva e la sentiva”: un triste presagio di quella che sarebbero stati poi i giorni antecedenti la sua morte.

Sicuramente il personaggio interpretato da Victoria Pedretti rappresenta il fulcro (insieme a sua madre) intorno al quale si sviluppano tutti gli episodi di Hill House. Emblematica, in questo senso, l’immagine promozionale della serie tv che ci mostra proprio come la casa maledetta abbia rappresentato per anni gli occhi di Nell: la ragazza ha affrontato la propria esistenza come se vivesse ancora tra quelle mura e vedesse ancora i fantasmi che vi abitavano.

Hill House Netflix 2018

Insomma, di Hill House rimangono impressi attimi di terrore, momenti drammatici e scene ricche di amore: un mix perfetto che quasi crea dipendenza e giustifica il successo di questa serie tv. Tutti a questo punto chiedono che venga fatta una seconda stagione ma il regista Mike Flanagan ha già detto che, seppur si facesse, questa sarebbe “orfana” dei Crain, poiché la loro storia si è definitivamente conclusa. In questo caso, dunque, si parlerebbe di una nuova famiglia, di nuovi protagonisti con storie diverse e volti diversi: ne varrebbe la pena? Forse sì, o forse si rischierebbe soltanto di rovinare un’opera già perfetta così come è stata raccontata in un’unica stagione. Di certo Netflix torna finalmente a proporre qualcosa di originale e che lascia sicuramente una sensazione di vuoto nel momento in cui volge al termine, pronta a far discutere ma allo stesso tempo a mettere tutti d’accordo.

Punto Netflix Italia

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