Il Miracolo: recensione e trama dei primi due episodi della serie tv di Sky Atlantic

Il Miracolo serie tv Sky Atlantic

Partirà martedì 8 maggio la nuova serie tv di Sky Atlantic. Il Miracolo vede l’esordio alla regia di Niccolò Ammaniti e racconta di un fenomeno paranormale che, episodio dopo episodio, sconvolge la vita dei protagonisti.

Il Miracolo, la serie tv che unisce sacro e profano

Nelle scorse settimane, un misterioso spot pubblicitario annunciava l’imminente inizio de Il Miracolo. I toni cupi che caratterizzavano le immagini hanno attirato l’attenzione di molti spettatori, subito pronti a cerchiare di rosso in agenda la data di martedì 8 maggio, ovvero quella che vedrà esordire su Sky Atlantic l’opera scritta e diretta da Niccolò Ammaniti. Quest’ultimo non ha certo bisogno di presentazioni, essendo uno dei nomi più apprezzati della letteratura italiana, ma la serie tv in questione rappresenterà l’occasione di scoprire un suo ulteriore talento realizzativo.

Sin dalle prime sequenze veniamo messi di fronte a quella crudezza che ricorrerà più volte nel corso dell’opera. Sarà poi la sigla, in tutta la sua poesia e familiarità, ad indorare la pillola, inaugurando una colonna sonora che, in generale, raccoglierà brani relativi a diverse sfere musicali, dando vita ad una playlist che perfettamente saprà supportare l’eterogeneità emotiva delle varie scene.

Come ormai in tanti avranno già capito, al centro di tutto troviamo una scoperta straordinaria: una statua della Madonna che versa litri di sangue dagli occhi. Nella realtà non sono certo mancati casi di cronaca che testimoniavano fatti simili, dettati dalla suggestione popolare. Ne Il Miracolo tutto assume un carattere angosciante e ci avvisa che cose tremende succederanno di lì a poco. Ci ritroviamo nella Roma odierna e proprio qui si muovono i vari protagonisti della serie tv.

Ben presto le loro vite si incrociano e proprio le loro esistenze subiranno delle ripercussioni a seguito dell’inaspettata scoperta. Niccolò Ammaniti sceglie di sviluppare la sua opera intorno all’idea di fede di ciascuno di loro. I personaggi di Sandra e Marcello, interpretati rispettivamente da Alba Rohrwacher e Tommaso Ragno, rappresentano le anime che maggiormente necessitano di un segnale che stravolga ogni loro radicata convinzione. Lei, ad esempio, è una scienziata e questo evidenzia già la sua propensione ad individuare sempre la logica di ciò che le accade intorno. Si ritroverà così a fare i conti con qualcosa che va contro ogni legge naturale ma sarà la prima a scegliere di credere in quello che sembra essere un vero e proprio miracolo.

Lui rappresenta senza dubbio la personalità più disturbante della serie tv ed è sicuramente colui che, dopo essere entrato a contatto visivo con la statua, subirà conseguenze più evidenti. Un altro personaggio capace di far discutere è poi quello della baby sitter dell’On. Pietromarchi. Con il suo fare austero e taciturno, avrà sicuramente un ruolo centrale nei prossimi episodi. Il primo Ministro, interpretato da Guido Caprino, tenterà invece di aggrapparsi ad ogni briciolo di razionalità rimastagli ma ben presto anche lui dovrà fare i conti con l’incredibile realtà dei fatti.

Durante la visione de Il Miracolo viene da chiedersi come reagiremmo noi se quanto raccontato avvenisse davvero nella realtà. In fondo si parla di un incredibile segreto che, partendo da Roma, sarebbe capace di sconvolgere il mondo, facendo catapultare milioni di pellegrini nel cuore della città eterna.

Ne Il Miracolo sono soprattutto le inquadrature scelte da Niccolò Ammaniti e renderci partecipi della storia. La tensione è alta sin dall’inizio e tende a crescere sequenza dopo sequenza, quando iniziano a svelarsi i segreti e le inquietudini dei vari protagonisti. Nessuno risalta rispetto agli altri e tutti, in egual modo, attirano l’attenzione e alimentano l’empatia dello spettatore. Dopo aver visionato i primi due episodi sono tante le domande che rimangono in sospeso e questo non fa altro che solleticare la curiosità dello spettatore, portandolo a desiderare il proseguo della narrazione.

Vincente è anche l’idea di sviluppare parallelamente due storie, ambientate nel presente e nel passato. Il collegamento tra le due realtà sarà presto svelato e non farà altro che donare ulteriore fascino alla serie tv. Con il suo perfetto equilibrio tra sacro e profano, tra umanità e bestialità, tra carne e spirito, Niccolò Ammaniti ci dona un gioiellino che riempie di orgoglio e qualità l’universo seriale italiano.

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