Insidious – L’ultima chiave: recensione dell’ultimo capitolo della saga

Insidious

La sensitiva Elise torna in Insidious – L’ultima chiave, il quarto capitolo della celebre saga horror. E dovrà fare i conti con il suo oscuro passato.

Insidious – L’ultima chiave:  le origini del male

Nata nel 2011 dalla mente di Leigh WhannellInsidious è la saga horror che ha conquistato il pubblico negli ultimi anni. Fantasmi, demoni e tutti gli elementi classici del genere hanno trovato in questa serie una nuova collocazione, quella dell’Altrove. Si tratta di un luogo oscuro, a metà tra il nostro mondo e quello dei morti, popolato dalle presenze demoniache più terrificanti e dove solo i “viaggiatori” (così vengono definiti) possono recarsi, attraverso la trance.

Una saga che ha colpito con il primo episodio e che negli anni si è arricchita di altri capitoli. Con l’intento di raccontare ulteriormente cosa accade in una realtà lontana ma indissolubilmente legata alla nostra. Insidious – L’ultima chiave risponde perfettamente a questa volontà: il film è infatti un prequel, il secondo della serie, che in un ordine cronologico immaginario si colloca dopo il terzo capitolo. La sensitiva Elise Rainier torna come protagonista e questa volta dovrà affrontare il suo passato. La donna dovrà scontrarsi con il primo demone che ha incontrato e che ha dato vita a una serie di terrificanti eventi.

Il demone dietro la porta rossa

Con questo quarto capitolo il passato della sensitiva viene svelato del tutto. Partendo da un flashback, il film racconta di un’infanzia difficile, di una bambina con un dono speciale, quello di sentire le presenze che popolano il nostro mondo e di un padre che non accetta le straordinarie capacità della figlia. Solo l’affetto della madre permette alla piccola Elise di continuare a coltivare il suo dono ma, quando una presenza si manifesta più forte delle altre, il male inizia a farsi strada pericolosamente.

Elise, punita per l’ennesima volta dal padre e rinchiusa in cantina, entra infatti in contatto con una presenza oscura, che si trova dietro una porta rossa. Spinta dal fantasma, la bambina apre la porta, liberando così un demone che da quel momento tormenterà tutti gli abitanti della casa.

Più di cinquant’anni dopo Elise dovrà tornare in quella stessa abitazione. Il demone infatti non ha mai smesso di nutrirsi delle anime e dei corpi che abitano la casa. Scontrarsi con il passato non sarà facile: il ricordo della madre amorevole, del padre violento e del fratello minore, che la donna ha lasciato solo in balìa del padre, scappando di casa all’età di sedici anni, iniziano a tormentarla. Un passato che torna prepotentemente, con tutti i suoi demoni e il dolore da tempo dimenticato, che svelerà a Elise segreti nascosti e sconcertanti.

Insidious: una buona idea sfruttata per troppo tempo?

La storia c’è, la trama e i personaggi sono ben costruiti. Eppure l’ultimo episodio di Insidious non convince pienamente. In un periodo in cui i film horror veramente riusciti si contano sulle dita di una mano, la saga di Insidious rappresenta un bell’esperimento. Ma i buoni propositi non bastano: dopo tre episodi, le tematiche e le dinamiche sembrano ripetersi all’infinito. Le trance, gli scontri, le anime buone che irrompono per salvare i protagonisti all’ultimo secondo: elementi già visti nei capitoli precedenti che in questo tornano un’ultima volta.

Tuttavia approfondire il personaggio di Elise raccontando il suo passato tormentato, si rivela il vero punto di forza del film. Segreti e misteri vengono svelati con maestria e abilità, mantenendo viva l’attenzione e la curiosità dello spettatore (che comunque non si annoia mai visti i numerosi “salti in poltrona” dovuti alle scene più inquietanti) .

Insidious – L’ultima chiave è un tassello importante nella vicenda che dal 2011 viene raccontata sul grande schermo. Un storia che forse è arrivata al termine: la saga non ha bisogno di altro materiale, che finirebbe solamente con annoiare anche il fan più accanito. Tutto quello che c’è da sapere sull’Altrove e la sensitiva Elise l’abbiamo scoperto con questo ultimo capitolo.

Il film, diretto da Adam Robitel, scritto ancora una volta da Leigh Whannell e prodotto dalla Blumhouse, uscirà nelle nostra sale il prossimo 18 gennaio.

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Margherita Mustari

Cresciuta con le serie tv, folle amante del cinema, della danza e dell'arte. Ma anche divoratrice di libri, sognatrice con i film d'animazione, ascoltatrice compulsiva di musica. Il buio della sala del cinema è il suo habitat naturale.

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