Insospettabili Sospetti, recensione film: al cinema la spassosa amicizia tra Freeman, Caine e Arkin

Insospettabili Sospetti Going in Style

Morgan Freeman, Michael Caine e Alan Arkin sono protagonisti di Insospettabili Sospetti, commedia alterna risate e a momenti di profonda tenerezza.

Un tris d’assi al centro di Insospettabili Sospetti

L’amicizia conosce età? Il legame che unisce due perfetti sconosciuti per un periodo medio o lungo di tempo, escludendo (teoricamente) un coinvolgimento fisico e sessuale, ha davvero possibilità di resistere allo scorrere del tempo? Ovviamente sì: così come l’amore, anche l’amicizia non ha età. Ma se trovare qualcuno disposto a rimanerci accanto “finché morte non ci separi”, in qualità di compagno o compagna, non è in fondo così impossibile, individuare qualcuno disposto a sopportarci ed aiutarci a “nascondere il cadavere” senza pretendere nulla in cambio, è davvero impresa ardua.

Da alcune ore al cinema, protagonisti di un’amicizia senza fine, sono arrivati Morgan Freeman, Michael Caine e Alan Arkin. L’eccezionale trio si è riunito sul grande schermo per Insospettabili Sospetti, traduzione italiana di Going In Style. Il film non è altro che il remake di Vivere alla grande (Martin Brest, 1979) e vede nel cast anche Matt Dillon, Ann-Margret, Christopher Lloyd, John Ortiz e la giovane Joey King. Che si ami o meno il genere commedia, non si può certo rimanere indifferenti nel leggere, in riferimento ad un’unica opera, i nomi di tutti questi attori. Nel momento in cui ci si trova a guardare il film diretto da Zach Braff si constata piacevolmente quanto il talento dei tre interpreti, noti per generi cinematografici ben lontani dalla commedia, si sposi così bene con un film “leggero” come Insospettabili Sospetti.

Sin da subito si ha la simpatica sensazione di trovarsi di fronte alla vita reale degli attori, giunti ad avere oltre duecentoquaranta anni in tre, tra i quali Morgan Freeman appare come il più giovincello non essendo ancora arrivato a compiere ottanta anni. A vederli sul grande schermo non risulta poi così impossibile immaginare una loro amicizia nella vita reale, ben lontani dalla luce dei riflettori e dai trambusti di Hollywood.

Tra ironia e tenerezza, a vincere sono le similitudini tra bambini e anziani

 

A guardarli, in realtà, sembra di trovarsi di fronte ad una barzelletta vecchio stile in cui c’è un ex maggiordomo (Michael Caine in Batman Begins), un ergastolano (Morgan Freeman in Le ali della libertà) ed un eroinomane cacciato da una casa di riposo (Alan Arkin in Little Miss Sunshine). Se poi a loro, seppur in minima parte, si aggiunge anche un ex inventore (Christopher Lloyd in Ritorno al Futuro), il risultato non può che essere esilarante. Scena dopo scena si entra in confidenza con le fragilità dei protagonisti e con i loro punti di forza che li rendono ben differenti dalla classica immagine che il pubblico ha di loro.

Si presentano talmente affiatati e complementari da risultare perfettamente credibili: Joe (Michael Caine) ricopre il ruolo dell’ottimista, Al (Alan Arkin) quello del pessimista e Willie (Morgan Freeman), tra i tre, è invece il realista. Sono loro gli Insospettabili Sospetti da cui prende nome l’intera pellicola. La loro intera esistenza è sempre proceduta senza troppi colpi di scena o fuoco d’artificio e, nel pieno della terza età, si ritrovano a trascorrere il tempo ingurgitando junk food o commentando futili show televisivi. Sanno però, ed è questo il loro vero punto di forza, di poter contare sempre e per sempre sull’amicizia che li lega l’uno all’altro.

Seppur attraverso una tagliante e costante ironia, Insospettabili Sospetti ci fa capire sin da subito che in fondo tutto il mondo è paese e che, un po’ come avviene qui da noi, anche oltreoceano la categoria dei pensionati non se la passa poi tanto bene. Dopo una vita trascorsa a faticare e pagare le tasse, i tre inseparabili amici si ritrovano infatti a dover fare i conti con una manovra legislativa pronta a negargli il diritto alla pensione completa. Ma se, in primis, Al, Willie e Joe sottolineano l’importanza di avere una entrata economica per poter assicurare un sostegno ai propri affetti, ben presto arrivano a comprendere che in fondo per loro la vita non è affatto finita, che devono pensare soprattutto al proprio benessere psicofisico e tentare quindi il tutto per tutto per riconquistare la dignità smarrita per strada, o meglio, dietro lo sportello di una banca.

“Punta in alto o molla”

Immaginando il bottino a portata di mano, complice anche la loro ritrovata spensieratezza, i tre pianificano quella che assomiglia alla “bucket list” già stilata da Morgan Freeman in un suo celebre film del passato. Perché in fondo è vero, non è mai troppo tardi per riscoprire l’amore ed il rispetto per la propria vita e tutto può davvero risultare più semplice se si ha possibilità di contare su un’amicizia leale e che non ti faccia mai prendere troppo sul serio.

Tra confidenze e battute spontanee, non mancano scene di profonda tenerezza, pronte a legare due categorie di persone anagraficamente distanti ma emotivamente assai simili, ovvero quella dei bambini e quella degli anziani. Una volta usciti dalla sala verrebbe quasi voglia di programmare una lunga passeggiata al fianco del proprio nonno e ringraziare la vita se ancora ci permette di attingere alla sua saggezza e alla sua bontà. Un film piacevole, dal ritmo incalzante, pronto a non lasciare spazio ad alcun momento di noia e del quale, di seguito, vi riportiamo il trailer ufficiale:

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