Jack Nicholson, tanti auguri: da Shining a Batman e The Departed, gli 80 anni di una leggenda del cinema

Jack Nicholson

Jack Nicholson, istrionico attore americano che ha interpretato innumerevoli ruoli leggendari nella storia del cinema, compie oggi 80 anni. Ecco il nostro speciale per celebrare la sua vita e la sua carriera.

Jack Nicholson, 80 anni di danze col diavolo nel pallido plenilunio

C’è qualcosa di profondamente oscuro e inquietante nello sguardo di Jack Nicholson. Qualcosa che ha sempre fatto sentire a disagio lo spettatore ogni volta che gli sia capitato di fissarlo negli occhi ammirando le sue intense performance in uno dei suoi tantissimi film. Certo, i personaggi che ha interpretato hanno reso il suo involontario compito molto meno arduo ma questo conta poco. È come se leggesse le paure più profonde e riuscisse a farle emergere con un’impercettibile variazione della sua strepitosa mimica facciale. È un attore che spiazza, sorprende e sconvolge, ed il cui unico fine è connettersi con le emozioni del suo pubblico e diventarne il padrone assoluto. Si rimane inermi davanti al suo fascino luciferino. Si vorrebbe guardare altrove ma non ci si riesce proprio e si rimane paralizzati e pietrificati davanti alla sua bravura come le vittime di un basilisco.

La vita e la carriera di un attore che ha fatto la storia di Hollywood, da Shining a The Departed

John Joseph “Jack” Nicholson nasce il 22 Aprile 1937 a Neptune City, una piccola cittadina del New Jersey. La storia della sua nascita è un mistero che è riuscito a districare solo nel 1974, a 37 anni, grazie all’aiuto di un giornalista del TIME. Scoprì che June, la donna che aveva sempre pensato essere sua sorella, era in realtà sua madre che lo aveva dato alla luce appena diciassettenne e che il padre era un alcolista che li abbandonò subito dopo il parto. Un destino che sembra uscito da una delle sceneggiature più drammatiche di Hollywood.

Proprio nell’anno di questa sconvolgente scoperta, Jack interpretò il ruolo di Jake “J.J.” Gitters in Chinatown, il capolavoro di Roman Polanski, che gli fece vincere il Golden Globe come miglior attore protagonista. Purtroppo non riuscì a raggiungere l’Oscar ma l’appuntamento con la statuetta era solo rimandato. La caccia all’ambito premio era partita già nel ’69 quando diede vita al personaggio di George Hanson, un avvocato ubriacone in Easy Rider di Dennis Hopper, per il quale ricevette una candidatura a miglior attore non protagonista. La statuetta arrivò finalmente nel 1975 con Qualcuno volò sul nido del cuculo. L’interpretazione dell’eversivo Randle Patrick McMurphy, che tentò di sovvertire il crudele status quo di un manicomio, gli fece ottenere il riconoscimento come miglior attore protagonista.

Gli anni ’80 si aprono e si chiudono col botto. A inizio decennio Stanley Kubrick lo sceglie come protagonista dell’adattamento cinematografico del romanzo di Stephen King, Shining. La simbiosi con il personaggio di Jack Torrance e la capacità di Nicholson di immergersi nella sua psiche e nella sua follia sono incredibili. Sembra di assistere a un oscuro, lento, progressivo viaggio nelle inquietanti profondità del dedalo della mente del regista braccati dal terribile Minotauro Jack.

Si concede un bis agli Oscar nel 1983 dove vince come miglior attore non protagonista in Voglia di tenerezza. Nell’87 George “Mad Max” Miller gli fa interpretare addirittura Satana ne Le streghe di Eastwick accanto alle bellissime Cher, Susan Sarandon e Michelle Pfeiffer ma è l’89 che lo fa diventare un’icona del cinema contemporaneo. Gli viene affidato il ruolo di Joker nel Batman di Tim Burton. Il taglio che sceglie di dare alla nemesi del crociato incappucciato è sorprendente. Una discesa nell’acuta e geniale pazzia di un mostro con manie di grandezza, votato all’arte e al più narcisistico e sfrenato desiderio di auto-compiacimento.

Altro decennio altro Oscar. Il terzo. A 60 anni. Di nuovo come miglior attore protagonista stavolta nei panni del misantropo razzista scrittore di romanzi rosa Melvin Udall che soffre di un disturbo ossessivo-compulsivo in Qualcosa è cambiato. Lo spassoso pseudo triangolo lui-lei-l’altro mette in risalto la bravura di Nicholson che riesce a tenere in piedi il film mescolando mestiere e classe sopraffina.

Dopo essere stato sulla cresta dell’onda per tanti anni, inizia a centellinare le sue apparizioni sul grande schermo, scegliendo sempre con maggior attenzione i ruoli e le pellicole da interpretare. Tra queste spiccano A proposito di Shmidt del 2002, con cui vince un Golden Globe e riceve una nomination agli Oscar e soprattutto The Departed di Martin Scorsese del 2006. Nonostante la critica non lo tenga in considerazione, dalla sua prima collaborazione con Scorsese nasce il personaggio dello spietato boss irlandese Frank Costello, uno dei più profondi, sfaccettati e crudeli della sua carriera.

Rendere omaggio a un attore tanto superbo da detenere ancora oggi il record di maggior nomination agli Oscar, ben 12, che ha interpretato ruoli iconici che hanno fissato standard di eccellenza praticamente irraggiungibili, ci è sembrato doveroso. Abbiamo scelto di dare un nome alla classe e il suo nome è Jack Nicholson. Buon compleanno!

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Ti potrebbe piacere anche..

News categoria
Leggi ancora

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi