Jim e Andy: trama e recensione del documentario Netflix con Jim Carrey

jim e andy

Un manifesto artistico imperniato sull’immedesimazione di un uomo nel suo idolo dell’infanzia. Questo, e tanto altro, nella recensione che segue di Jim e Andy.

Jim e Andy, la trama: ecco cosa ti combino quando voglio raggiungere la luna

Il documentario targato Netflix Jim e Andy (Jim & Andy: The Great Beyond – Featuring a Very Special, Contractually Obligated Mention of Tony Clifton) è stato presentato fuori concorso alla 74ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia. Un’osservazione che, da sola, è già abbastanza chiarificatrice sul contenuto dello stesso, dato che si tratta di un dietro le quinte molto sui generis. Realizzato integrando immagini di archivio e interviste esclusive al protagonista principale dell’opera, Jim e Andy segue Jim Carrey durante le riprese di Man on the Moon, biopic di Milos Forman sull’irriverente comico Andy Kaufman.

Il fulcro – o, meglio, la trama – del docufilm mostra al pubblico l’impressionante aderenza artistica tra Jim Carrey e il proprio idolo dell’infanzia. Un lavoro che proietta il metodo Stanislavskij verso frontiere inimmaginabili, per la somma disperazione di regista e troupe, incapaci di avere un dialogo fattivo con la star hollywoodiana. La metamorfosi di Jim Carrey possiede, quindi, una carica emotiva così dirompente che riesce travolgere chiunque gli sia a tiro, dall’assistente di camerino (ridotta in lacrime) al wrestler Jerry Lawler. Risate, pianti, scatti d’ira, risse e soliloqui interiori sostenuti da una percezione dell’io tendente, ormai, verso l’altro. Un altro paragonabile alla luna, la cui duplicità svela e maschera un iter sensoriale dal quale non ci si riprenderà mai più.

Recensione del documentario con Jim Carrey: quando comicità fa rima con fragilità

Jim e Andy è pura intimità. Un’analisi tridimensionale di una delicatezza pressoché unica, sollecitata a sua volta dalle tappe fondamentali della carriera dello stesso Jim Carrey. Gli anni del boom con Ace Ventura, The Mask e Scemo & più scemo; i seminali The Truman ShowEternal Sunshine of the Spotless Mind; la passione per altre forme d’arte come la pittura e la scultura; la scoperta di un percorso di consapevolezza spirituale totalmente slegato dall’artefazione dello show business, come dimostra questa intervista di qualche mese fa.

L’impiego della comicità sfrenata acquisisce, quindi, il profilo di rifugio per la propria fragilità. E lo si nota per tutta la durata del docufilm, soprattutto quando l’interprete canadese parla dei suoi affetti familiari. Insomma, una ricerca identitaria dotata di molteplici sfumature e dalla notevole anima anticorfomista. Un po’ come Andy. Un po’ come Jim. Ma di sicuro, come nessun altro.

Un plauso va fatto anche al lavoro svolto dal regista Chris Smith, messosi volutamente da parte per dare spazio alle parole del performer ed evitare qualsivoglia pretesa scenica. E non poteva essere altrimenti, visto e considerato che Jim e Andy è una creatura autonoma, pensante, pregevole e camaleontica. Come Kaufman/Carrey comanda.

Il docufilm disponibile nel catalogo Netflix

A partire dal 17 novembre scorso, è possibile visionare siffatta bellezza spulciando il catalogo di Netflix. Una perla lasciata in naftalina per quasi 20 anni a causa del timore ingiustificato, da parte dell’Universal, di compromettere la riuscita della pellicola di Forman. Meglio tardi che mai.

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