John Malkovich compie 64 anni: l’estro di un attore fuori dagli schemi

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La dirompente carriera di John Malkovich è un motivo più che sufficiente per celebrare l’importante traguardo dei 64 anni.

John Malkovich compie 64 anni: un percorso artistico senza compromessi

Il talento e l’estro di John Malkovich sono i classici tratti distintivi di un artista capace di ottenere ciò che vuole, ossia esternare il proprio io senza alcun tipo di compromesso. Sebbene abbia avuto non poche difficoltà ad entrare nel mondo del cinema – dopo essersi consolidato a Broadway – l’attore dell’Illinois è riuscito a consacrarsi mettendo in mostra una versatilità fuori dal comune. Un’attitudine inestimabile da cui trarre linfa e vigore per qualsivoglia interpretazione, anche a 64 anni e con un curriculum impareggiabile.

Un ambientalista con la passione per la recitazione: gli inizi

John Malkovich nasce in una famiglia di immigrati croati ritenuta, quasi all’unanimità, come la fautrice del movimento ambientalista del luogo. Per quanto l’humus parentale sia stimolante, John ha una spiccata passione per la recitazione; ciò lo conduce ad intraprendere la via del teatro, a cui faranno seguito diversi spostamenti che si concluderanno a New York, nel 1983. Questo passaggio segna l’avvio di una fulgida carriera, consolidato soprattutto dal successo di Morte di un commesso viaggiatore, un dramma interpretato con Dustin Hoffman. L’approdo nell’universo televisivo e cinematografico è, così, la logica conseguenza di un’inesorabile evoluzione artistica. E Le stagioni del cuore (con la prima nomination all’Oscar), Urla del silenzio, L’impero del sole di Spielberg, Le relazioni pericolose e il tè nel deserto di Bernardo Bertolucci valorizzano alla grande il suo background culturale, attoriale e spirituale.

Il valore di una propensione fuori dagli schemi, tra indie e mainstream

Gli anni ’90 sono, per John Malkovich, una lunga cavalcata trionfale caratterizzata da riconoscimenti e popolarità su vasta scala. Nel centro del mirino gli garantisce una seconda nomination agli Oscar come miglior attore non protagonista; mentre pellicole come Con Air e La maschera di ferro (assieme a Leonardo DiCaprio) gli assicurano una riconoscibilità mainstream di tutto rispetto. Ma è con Essere John Malkovich che l’istrionico performer assolutizza il proprio status; il film di Spike Jonze del 1999 vede John come protagonista e variazione di sé stesso, come se la forza della settima arte potesse diventare uno sfaccettato specchio esistenziale.

L’arrivo del nuovo millennio è puntellato da lungometraggi (come regista o attore) quali Hideous Man, Danza di Sangue, Il gioco di Ripley, The Libertine, Eragon e La leggenda di Beowulf. Nel 2008, poi, si affida a Clint Eastwood per Changeling e ai fratelli Coen per Burn After Reading; successivamente, entra nella saga action-thriller Red, che lo catapulterà in un genere di pellicole imbastite sul medesimo canovaccio – Cut Bank, Deepwater e Codice Unlocked.

Il futuro, in tal senso, resta radioso. E non potrebbe essere altrimenti, visto e considerato che si tratta di un professionista peculiarmente raro; pronto, tra le altre cose, a gettarsi in qualunque momento in una nuova ed entusiasmante sfida.

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