Joker: Il nuovo film con Joaquin Phoenix spiega le origini del villain

Joker-Joaquin

La nuova versione cinematografica di Joker, storico nemico di Batman, diretta da Todd Phillips e con Joaquin Phoenix protagonista, analizza le origini del personaggio, entrando nei meandri più oscuri e reconditi della sua follia.

Joker: i mille volti del clown psicopatico

Tra il Joker fiabesco e surreale di Tim Burton, e quello anarchico ed efferato di Nolan, il cui insano volto è stato regalato dall’ultima magistrale interpretazione di Heath Ledger, la scelta dei fan ricade inevitabilmente sulla seconda personificazione. Un joker sicuramente nuovo, moderno, dalle movenze flemmatiche e inquietanti di un oppiomane; lontano dai vecchi e terrificanti trucchetti lanciati dalla sua versione fumettistica.

Il Joker di Ledger, infatti, predilige sì i coltelli, le armi da taglio con le quali, infliggendo minuscoli dolori alle vittime, può anche godersi le minute impressioni, in onore del personaggio originale; ma non nutre neppure alcuna avversione per quelle convenzionali, quali bazooka, pistole, mitragliatori. Quella di Ledger è probabilmente una versione del tutto inedita del diabolico clown: presentato in una chiave perversa e postmoderna, un umorismo marcio e malato, tronfio di anarchica ribellione e illuminato da una filosofia oscura e nichilista che vorrebbe vedere il mondo farsi a pezzi da sé.

Nel corso del tempo, però, di joker ne abbiamo visti molti altri; confermando veramente come il fumettistico clown possa, nel mondo del cinema, essere come una specie di jolly, dal volto e dalla personalità cangianti e perfettamente adattabili a ogni tipo di situazione ed era tecnologica.

Si potrebbe quasi dire che esista un joker diverso per ogni singolo regista che intenda cimentarvisi.

Lo abbiamo constatato con l’inquietante e asettico Cameron Monagham, nella serie tv Gotham (2014), e con la versione chic e satinata del clown, sbandierata da Jared Leto in Suicide squad (2016), quest’ultima decisamente poco apprezzata dai fan rispetto alle precedenti.

Tra tutte queste versioni, tuttavia, non ne esiste ancora una che si concentri sulle origini del granguignolesco villain con il viso bistrato. È un lusso, questo, che vorrebbe concedersi il regista Todd Phillips (Una notte da leoni), proponendoci un lato di Joker che nessuno ha mai avuto il coraggio di vedere e analizzare

Il fatto che Joker odi il mondo, che decida di farlo a pezzi, divertendosi a seminare orrori e massacri con i suoi mefitici scherzetti, è un fatto che è stato sempre preso da diversi registi come certo, un elemento postulato, che non ha bisogno di alcuna spiegazione.

Ci aveva provato timidamente Tim Burton, nel suo Batman (1989), dove Jack Napier, prima di finire in una vasca di acido, e diventare Joker, era già un soggetto psicolabile e dai tratti maniacali.

Nel film di Todd Philips, la cui uscita è prevista per il 4 ottobre 2019, il titolo minimale Joker vorrebbe indicare un’opera che si concentra a trecentosessanta gradi sulla figura del clown, analizzandone, con una lente biografica, ogni sfaccettatura e motivo della sua spaventosa follia: le ragioni del suo nichilismo e della sua schizzata epopea contro il genere umano. Un Joker, che prima di diventare clown, si chiama semplicemente Arthur Fleck, e che viene descritto dal regista semplicemente come “un uomo deluso dalla società”.

A dare il volto all’ennesima versione del pagliaccio sarà Joaquin Phoenix, visto recentemente nel film Don’t worry (2018) di Gus Van Sant, nei panni del vignettista paraplegico John Callahan.

Il film è ambientato in una Gotham anni ottanta, e c’è molta apprensione da parte dei fan, circa la speranza che venga proposta la versione totale e definitiva dell’acerrimo nemico di Batman.

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