Justice League: una riflessione sul film e sull’universo cinematografico DC

Justice League

Nel nostro articolo partiamo dalla pellicola sulla Justice League, uscita questa settimana, per commentare il DC Extended Universe nel suo insieme.

Justice League: quando l’imperativo è accontentare i detrattori

È stata una delusione constatare quanto Justice League sia il frutto della volontá dei produttori di cambiare rotta rispetto ai toni dei film che l’hanno preceduto.

Seguendo l’onda delle contraddittorie critiche ricevute finora, si è deciso di puntare a realizzare un prodotto fracassone e spensierato, imitando certe pellicole dei Marvel Studios, invece di tirare dritto per la propria strada. Apparentemente i primi due episodi della saga erano troppo cupi per il grande pubblico, quindi perchè non buttarla improvvisamente in caciara?

Ma facciamo un passo indietro…

Personalmente sono rimasto stupito dall’accoglienza trionfale ricevuta questa estate da Wonder Woman. Una origin story decisamente solida, in cui tutti gli elementi, dall’azione all’ironia, passando per l’aspetto visivo, la love story tra Diana e Steve Trevor e il racconto di formazione della supereroina erano ben bilanciati. Le critiche positive meritate dunque, direte voi. Fino a un certo punto, dato che il film è stato osannato quasi ai livelli del Cavaliere Oscuro di Nolan.

A lasciarmi ancor più perplesso è il confronto con il responso su L’uomo d’acciaio, di 4 anni fa. Un’altra storia di origini che, per quanto mi riguarda, non si discosta molto da Wonder Woman, non fosse per l’estenuante devastazione di Smallville e Metropolis del terzo atto. Peccato però che su Rotten Tomatoes, per dare un’idea, le recensioni negative siano quasi 5 volte tante e la media voto nettamente inferiore.

L’unico problema di Batman v Superman era, similmente a Man of Steel, l’eccesso. Nel secondo troppa distruzione, nel primo troppi personaggi, che, accumulandosi, spostavano l’attenzione dal vero fulcro del film, ossia il confronto/scontro tra i due protagonisti. Anche in questo caso, comunque, ci trovavamo complessivamente di fronte a un discreto prodotto di intrattenimento. Attori e costumi assolutamente perfetti, così come le atmosfere e la fotografia, degne di una pellicola che deve introdurre Batman. E la tanto criticata questione “Martha” non mi ha mai turbato, trovandola invece coerente con l’arco narrativo di Bruce Wayne e il suo coinvolgimento emotivo nella situazione.

Tra evidenti rattoppi, una storia ed un villain tirati via

Arriviamo così alla Justice League. Girato nei mesi in cui Batman v Superman era ancora in sala, la Warner ha spinto per una durata che non superasse le due ore. E ok. Per una sceneggiatura sciocca e giocosa (mmh…), soprattutto per quel che riguarda Flash, a lungo andare insopportabile. Senza contare che a Ben Affleck il ruolo del tenebroso imbronciato riesce bene, un po’ meno quello del carismatico e spiritosone. Il racconto da metà in poi prosegue a suon di battutine e scontri, con una CGI spesso fintissima, e un cattivo di turno a dir poco insipido. La goccia che fa traboccare il vaso è infine la terrificante rimozione digitale dei baffi di Henry Cavill, impegnato nel frattempo sul set di Mission Impossible, ma richiamato per un paio di scene, peraltro totalmente inutili.

Fortunatamente emergono ogni tanto il gusto epico e il tocco visionario di Zack Snyder. Se soltanto l’avessero lasciato fare dall’inizio alla fine…

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Fabio Leonardi

Nato e cresciuto in provincia di Milano, appassionatissimo di cinema (per il quale vive e in qualche modo lavora), oltre che di musica, astronomia e di gatti.

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