Kong: Skull Island, recensione e cast del film diretto da Jordan Vogt-Roberts

Kong Skull Island Film 2017

Kong: Skull Island è il nuovo film dedicato al mito di King Kong. Ecco la recensione ed il cast della pellicola diretta dal regista Jordan Vogt-Roberts.

Con Kong: Skull Island torna in sala il mito cinematografico

Arriva in queste ore al cinema Kong: Skull Island che, come intuibile dal titolo, altro non è che l’ennesimo film dedicato al mito di King Kong. Era il 1933 quando, sotto la direzione di Merian C. Cooper, vedeva per la prima volta la luce quello che negli anni successivi divenne protagonista di ogni genere di prodotto, da remake cinematografici a videogiochi, passando per nomi di band musicali e molto altro. Dal punto di vista della settima arte, ricordiamo, tra gli altri, Il Gigante della Foresta di Ishiro Honda (1967), la mini saga diretta da John Guillermin (1976 e 1966), fino ad arrivare al King Kong di Peter Jackson (2005).

Quello che appare come un gorilla gigantesco, sgraziato esteticamente ma con un cuore degno delle sue dimensioni, ha saputo conquistare intere generazioni, diventando un mito senza tempo. Ecco perché, in questi ultimi mesi, un massiccio hype generale ha accompagnato l’arrivo di Kong: Skull Island, nuovo tassello del franchise di King Kong, diretto da Jordan Vogt-Roberts. Il film porta al cinema un cast di tutto rispetto, a cominciare dai premi Oscar Brie Larson e Samuel L. Jackson, senza contare Tom Hiddleston, fresco di Golden Globe per il suo ruolo da protagonista nella serie tv The Night Manager, John Goodman, Toby Kebbell e John C. Reilly.

Sono loro a dar vita alla nuova avventura che riporterà milioni di appassionati a contatto con Kong. Per quanto, negli anni ’30, il film venisse considerato come horror, arrivando attualmente ad essere etichettato più come un action movie, quello di King Kong rappresenta una pellicola dalla forte morale, portatore di un messaggio implicito che non ha mai deluso gli spettatori più sensibili. Come dimenticare infatti la scalata dell’Empire State Building, simbolo della contrapposizione tra natura e senso di onnipotenza dell’essere umano? Tutto questo non c’è in Kong: Skull Island, ma vi ritroviamo la fauna preistorica che nel secolo scorso spaventò milioni di spettatori, così come l’inevitabile suspense che viene a crearsi nel momento in cui il gruppo di avventurieri si avvicina per la prima volta ad una creatura fino a quel momento sconosciuta.

Siamo negli anni ’70, gli Stati Uniti hanno portato a termine importanti imprese, soprattutto in ottica aerospaziale, ma non sembrano avere alcuna intenzione di rimaner lontani dalla guerra. Sono gli anni dei maggiori movimenti sociali, degli Hippie e del Rock’n Roll. Nella prima parte del film assistiamo proprio ad un sunto del contesto storico in cui prenderà vita l’avventura centrale della pellicola, e ci muoviamo in diversi punti del globo, dal Vietnam fino a Bangkok. Assistiamo al reclutamento della truppa che, di lì a poco, partirà per una spedizione di controllo su un’isola nel sud del Pacifico. Un gruppo di elementi che più contrapposti tra loro non si potrebbe, tra cui la fotoreporter “pacifista” Mason Weaver (Brie Larson), il mercenario James Conrad (Tom Hiddleston), il colonnello Preston Packard (Samuel L. Jackson) e lo scienziato e ricercatore William Randa (John Goodman).

Una missione apparentemente da nulla, ma che invece li catapulterà dalle musiche psichedeliche di Saigon al frastuono di quello che ben presto si rivelerà essere un vero e proprio inferno. Non trascorre infatti molto tempo prima che Kong si faccia vivo, scatenando tutta la propria ira sui neo arrivati. Gli umani verranno così divisi in due gruppi distinti ed affronteranno con spirito opposto l’esplorazione dell’isola.  Il gruppo guidato da James Conrad (Tom Hiddleston) si troverà di fronte ad una serie di scoperte che gli faranno analizzare la situazione da un punto di vista inedito. Dall’altra parte invece, il colonnello Preston Packard sarà pronto a tutto pur di rivendicare la morte dei suoi giovani soldati.

Ecco quindi che tornerà ad emergere quella contrapposizione a cui facevamo riferimento poco fa. Il senso di onnipotenza tipico della razza umana non lascerà infatti scampo al confronto con nuove culture e con un mondo fino a quel momento incontaminato. Nel corso del film Jordan Vogt-Roberts si diverte e fa divertire lo spettatore affidandosi a diversi giochi di regia e lasciando spazio a quell’ironia (soprattutto attraverso i personaggi interpretati da John C. Reill e Shea Whigham) capace, in diversi punti della sceneggiatura, di smorzare la tensione generale del film, in un inferno che non lascia scampo né in cielo né in terra. Da sottolineare l’effetto del sonoro che con silenzi agghiaccianti sottolinea l’imminente arrivo del pericolo.

In una sorta di Lost di ultima generazione, i protagonisti di Kong: Skull Island scopriranno che i mostri esistono, ma da spettatori verrà spesso da chiedersi chi siano i veri mostri. Esseri umani che si spingono sempre più oltre, come una sorta di Icaro, senza mai porsi limiti e senza mai rendersi conto che di fronte alla natura siamo niente, che il pianeta non ci appartiene affatto. Civiltà che si incontrano, si “annusano”, in una costante altalena tra inferno e pace apparente. Un film che consigliamo caldamente di vedere in 3D per godere al meglio non solo dei numerosi effetti speciali che esplodono in fase di scontro, ma anche e soprattutto del meraviglioso paesaggio che vi si paleserà davanti per gran parte del tempo. Una pellicola che colpisce nel segno, che non annoia e che rende giustizia al mito di Kong.

Ben prevedibili sono i grandi numeri che film registrerà al box office a partire dal suo giorno di uscita, giovedì 9 marzo 2017, e la relativa curiosità degli spettatori nell’immaginare cosa accadrà in Godzilla: King of Monsters. Kong: Skull Island è infatti il prequel del film che arriverà in sala nel 2019 e che porterà in scena un altro mito del cinema, fino ad arrivare allo scontro tra titani, Godzilla Vs Kong, previsto invece per il 2020.

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