La Casa di Carta: chi sono i 5 personaggi più influenti della serie Netflix?

La Casa di Carta Netflix

Negli ultimi mesi La Casa di Carta è stata sicuramente la serie tv di cui più si è discusso: c’è chi l’ha trovata un capolavoro e chi un bluff ma non si può dire che i personaggi non siano stati creati in modo quasi perfetto.

La Casa di Carta, il fenomeno seriale della prima metà dell’anno

Da un paio di mesi a questa parte non si parla d’altro. Le bacheche dei social sono invase da post a tema La Casa de Papel (tradotta in Italia in La Casa di Carta), serie spagnola distribuita nel nostro Paese da Netflix.

L’hype generato da questa serie tv è incredibile, non ricordo una tale polarizzazione del pubblico televisivo dall’uscita della prima stagione di Stranger Things. Eppure in Spagna erano stati raggiunti risultati tutt’altro che soddisfacenti: la serie aveva ottenuto solo il 12% di share e non aveva raccolto chissà quali consensi quando era andata in onda sul canale Antena 3. 

Come spesso abbiamo visto in questi anni, però, tutto ciò che tocca Netflix viene trasformato in oro e questa ne è l’ennesima dimostrazione tant’è che La Casa di Carta, a discapito di come era stata pensata originariamente, avrà una nuova stagione nel 2019 e il colosso californiano non si limiterà solo alla distribuzione ma farà parte anche della produzione.

In brevissimo per chi non lo sapesse, La Casa di Carta racconta il colpo alla Zecca spagnola di un gruppo di rapinatori che non si conoscono e che hanno in comune il “non aver più nulla da perdere”. L’obiettivo è quello di stampare più di 2400 milioni di euro.

Una ruolo fondamentale nel successo ottenuto sicuramente lo hanno avuto suspense e ritmo incalzante: una serie che si rispetti deve tenerti incollato allo schermo con una certa dose d’ansia dal primo all’ultimo minuto e così è stato.

Altrettanto importante, però, è stata la costruzione dei personaggi. Su questo gli autori si sono veramente superati regalandoci vari volti nei panni dei quali è stato facile immergersi.

Ma chi sono i cinque protagonisti che si sono rivelati i più determinanti e influenti nel corso delle 22 puntate?

(ATTENZIONE: PUO’ CONTENERE TRACCE DI SPOILER!)

5) Mosca, il padre amorevole

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Mosca è il classico padre di famiglia che farebbe di tutto pur di far felici i propri figli e regalargli un futuro migliore. Se ti ritrovi poi con un figlio come Denver devi fare gli straordinari e addirittura cadere nel reato penale come successo a lui nel corso della propria vita per garantirgli il meglio. 

Si è fatto amare tanto Mosca. Lo vedevi lì con quel suo sguardo tenero e pensavi che c’entrava poco con i suoi compagni d’avventura e che di sicuro gli sarebbe accaduto qualcosa… succede sempre qualcosa a quelli troppo buoni. E infatti, quando a causa del suo solito spirito paternale si è immolato a difendere Tokyo (come al solito è colpa di Tokyo!) che tentava di rientrare nella Zecca, è rimasto gravemente ferito per poi morire qualche ora dopo. Le ultime parole rivolte a Denver sono senza dubbio piene di clichè, già sentite, ma, per i romantici che hanno amato quel cuore d’oro di Mosca più di ogni altro, sono state senza dubbio un pugno nello stomaco dal quale è stato difficile riprendersi.

4) Berlino, il braccio destro perfetto

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Egocentrico e maschilista, ma ha anche dei difetti.  A parte gli scherzi, Berlino incarna il personaggio perfetto per una serie tv: cattivo al punto giusto, buono nel momento decisivo. Segue con spasmodica precisione il piano del Professore senza mai perdere la calma. Cerca di far funzionare tutto e di far rispettare ad ognuno i propri compiti punendo chi intacca la perfetta riuscita del piano: a volte lo fa esagerando come quando decide di far ammazzare Mònica (che poi verrà risparmiata da Denver), altre volte… anche come quando lega Tokyo su una barella e la spinge al di fuori della Zecca mandandola in pasto ai poliziotti. Tutto quello che fa, col senno di poi, è perdonabile visto che poi nel momento clou si trasforma in eroe, forse anche in questo caso per alimentare il proprio ego, attaccando face to face i poliziotti che erano ormai arrivati al tunnel e facendosi uccidere guadagnando però tempo prezioso per far fuggire i suoi compagni. Se il Professore è la mente dell’operazione, lui è sicuramente il braccio destro perfetto.

3) Arturo, il finto leone

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Senza ombra di dubbio Arturito è il più odiato dell’intera serie. E’ la valvola di sfogo su cui sputare il veleno che la tensione crea dentro di te durante ogni puntata. Cerca di mandare in fumo il piano più e più volte. Alla fine però, riflettendoci, finisce quasi per farti tenerezza per quanto è sfigato. 

Rapinano la Zecca di cui lui è il direttore. Organizza ribellioni e fughe, rimane chiuso dentro fino alla fine. Sale sul terrazzo per una boccata d’aria, la polizia gli spara scambiandolo per uno della banda.  Si fa la segretaria come amante, la mette incinta e si allontana da lei per questo motivo. Decide di andare a riprendersela, la becca a fare sesso con Denver. Usa le forbici per pugnalare e ferire quest’ultimo, hanno la punta arrotondata. Una serie di epic fail che fanno pensare che Arturito è l’eroe che gli ostaggi non si meritavano e di cui non avevano bisogno.

2) Il Professore, la mente

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Quello del Professore è un personaggio meraviglioso, sicuramente il più figo de La Casa di Carta. 

A partire da quando lo si vede in un casolare ad illustrare l’operazione nei minimi dettagli, ogni sua mossa ti lascia a bocca aperta davanti alla tv e tra te e te ripeti: “Cavolo, ma come ha fatto anche solo a pensarlo?”.

Il momento più epico arriva quando è dallo sfasciacarrozze e vede giungere la polizia: si rifugia nel retro di un camion e ne esce completamente trasformato in barbone. Fermato, ovviamente, da un poliziotto riesce a farsi mandar via in un modo talmente geniale che sarebbe troppo banale stare qui a descrivere.

Certo, anche lui nella sua perfezione commette un errore madornale che è quello di innamorarsi dell’ispettore Murillo ma riesce alla fine a rimettere tutto sui binari giusti nonostante la lunga serie di imprevisti che la sua storia amorosa provoca. E comunque, anche questo romanticismo può essere ampiamente giustificato grazie all’ultima scena della seconda stagione dopo la quale viene solo da alzarsi in piedi ed applaudirlo.

1) Il Signor Torres, a hard worker

 

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Parliamoci chiaro: ok la mente geniale del Professore, ok la dedizione di Berlino, la precisione di Nairobi e la tenerezza di Mosca ma qui, chi veramente fa da ago della bilancia ne La Casa di Carta è il Signor Torres, un uomo anziano che ha passato la propria vita a stampare banconote all’interno della Zecca di Stato e che non si tira indietro quando deve farlo anche per Tokyo e compagnia.

Un po’ perché costretto, un po’ perché coccolatissimo da Nairobi, non batte ciglio e si impegna al massimo. Senza il suo lavoro e le sue nozioni su come stampare al meglio e più velocemente, ogni sforzo, ogni programmazione, probabilmente sarebbe andata a farsi benedire. Come si può non pensare che sia lui il personaggio più determinante ed influente dell’intera serie?

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